Rassegna Stampa Fiscale

6 Ottobre 2022
Corriere della Sera - Pag. 8

L’allarme di Moody’s: senza le riforme bocciatura vicina

L’agenzia di rating Moody’s potrebbe rivedere la propria valutazione sull’Italia e aggiornare al ribasso il rating. Sarà così se il futuro Governo mancasse l’appuntamento con le riforme previste dal Pnrr. Malgrado venerdì scorso Moody’s abbia confermato il rating sull’Italia a Baa3 con outlook stabile, proprio ieri un report di aggiornamento della stessa agenzia ha messo nero su bianco quanto sia ‘delicato’ l’attuale contesto. Le considerazioni di Moody’s suonano come un avvertimento per il prossimo esecutivo, segnando i rischi di un percorso in forte discontinuità con il solco tracciato dal governo Draghi. ‘Probabilmente – recita il report – declasseremmo i rating dell’Italia se dovessimo vedere un significativo indebolimento delle prospettive di crescita di medio termine del Paese, a causa della mancata attuazione delle riforme a favore della crescita, comprese quelle delineate nel Pnrr’. ‘Politiche fiscali e/o economiche che indeboliscono il sentiment del mercato e l’aumento dei livelli di indebitamento nel medio termine’ porterebbero al ribasso del rating. (Ved. anche Il Sole 24 Ore: ‘Moody’s: ‘Rating giù se il Pnrr rallenta’. I BTp volano al 4,45%’ – pag. 2)


6 Ottobre 2022
Corriere della Sera - Pag. 31

Tasse a quota 42,4%, cade il potere d’acquisto

I dati Istat dicono che cala del 2,3% la propensione al risparmio delle famiglie consumatrici rispetto ai primi tre mesi del 2022 passando al 9,3%. La pressione fiscale è salita al 42,4%, registrando un +0,3% rispetto al 2021. Pure le entrate tributarie sono cresciute, grazie alla ripresa dei versamenti dopo la pandemia ma, soprattutto, all’inflazione: in otto mesi nelle casse dello Stato sono entrati 343,7 miliardi, il 13,4% in più rispetto ad un anno fa. Con il tasso d’inflazione salito all’8,9% nel mese di settembre, il prezzo dei beni del carrello della spesa ha toccato il record dell’11,1%. Le associazioni dei consumatori lanciano l’allarme sui prossimi mesi perché la situazione non può che peggiorare con l’inflazione alle stelle che sta erodendo il potere d’acquisto delle famiglie. Il presidente di Confcommercio, Carlo Sangalli, prevede un’inflazione al 9% per il mese di ottobre con la chiusura di 120 mila imprese entro la metà del 2023 e la perdita di oltre 370 mila posti di lavoro. (Ved. anche Italia Oggi: ‘Inflazione e versamenti trascinano le entrate’ – pag. 27)


6 Ottobre 2022
Corriere della Sera - Pag. 32

Mutti: ‘Per l’industria rischio desertificazione Servono subito i tagli Iva’

Il presidente di Centromarca, Francesco Mutti ha lanciato l’allarme: rischio ‘desertificazione industriale’. Questa la prospettiva concreta per l’Italia davanti alla crisi innescata dalla guerra in Ucraina. Mutti evidenzia che l’industria è sotto assedio su tre fronti. Da una parte ci sono le filiere che entrano in difficoltà perché un anello della catena non è più in grado di completare il suo pezzo della lavorazione a causa dei costi dell’energia. Dall’altra ci sono le filiere che tengono, che però hanno hanno un altro problema: quando vendono scoprono che a breve saranno fuori mercato perché i concorrenti americani e asiatici propongono prezzi più bassi anche del 30%, visto che a casa loro l’energia costa meno. Infine c’è l’emergenza legata alla liquidità. Se per comprare materie prime prima spendevo dieci, ora spendo 15-18 ed ho bisogno di maggiori linee di credito. Se non riesco a scaricare tutti gli aumenti dei prezzi sui clienti finali, le banche non mi ritengono più meritevole di credito. Nell’alimentare ci sono filiere già in forte difficoltà, soprattutto nei surgelati. Anche la lavorazione del pomodoro è sotto stress.


6 Ottobre 2022
Il Sole 24 Ore - Celestina Dominelli e Jacopo Giliberto - Pag. 5

Bollette luce, rincari del 200% per le famiglie in un anno

Secondo le simulazioni di Altroconsumo la bolletta della luce di un anno avrà un costo maggiorato di 1.100 euro. A tanto ammonta l’aumento che dovrà sostenere la famiglia tipo, con un consumo annuo di 2.700 chilowattora, in regime di maggior tutela. L’Unione nazionale consumatori ha invece evidenziato che l’ultimo ritocco tariffario, effettuato la scorsa settimana, è stato il più pesante, seguito dai due rincari dello scorso inverno. Altroconsumo ha analizzato la variazione della stima della spesa annua calcolata rispettivamente nell’ultimo trimestre del 2021 e negli ultimi tre mesi del 2022 e ha messo in fila il relativo impatto per tre diversi profili di consumo: un nucleo familiare di due persone con consumi annui di 1.900 chilowattora; una famiglia di tre persone con un consumo annuo di 2.700 chilowattora e un nucleo costituito da 4 componenti con consumi di 4 mila chilowattora. In base ai calcoli, per la famiglia di due persone si passa da una spesa di 441 euro a 1.231 euro. Per il nucleo di tre persone il divario supera i 1.135 euro. Nell’ultimo caso si passa da 946 euro a 2.646 euro. Quasi 1.700 euro in più.


6 Ottobre 2022
Il Sole 24 Ore - Beda Romano - Pag. 6

Primo passo dell’Unione verso il tetto al prezzo del gas

Contrasto alla crisi energetica. La Commissione europea vuole ottenere dai capi di Stato e di governo della Ue, che si riuniscono domani a Praga, un mandato chiaro sulle misure da adottare. La presidente, Ursula von der Leyen è orientata verso una temporanea ‘limitazione dei prezzi’ ed evidenzia la necessità di acquistare gas insieme e di negoziare con i paesi amici un prezzo inferiore a quello dominante sul mercato. Bruxelles ammette che il mercato di Amsterdam (TTF), sul quale si negozia il gas in arrivo via gasdotti, ‘non è più rappresentativo’ del gas importato in Europa. ‘La Commissione sta lavorando a un indice complementare che meglio rifletta l’attuale realtà’. In attesa del nuovo indice, Bruxelles propone ‘di considerare una limitazione dei prezzi in relazione al TTF in modo da continuare a garantire la fornitura di gas all’Europa e a tutti gli Stati membri’. (Ved. anche Il Corriere della Sera: ‘Gas, sì al tetto sul prezzo’ L’Opec taglia, petrolio su’ – pag. 2 e Italia Oggi: ‘Price cap, l’Europa l’ha capita’ – pag. 4)


6 Ottobre 2022
Il Sole 24 Ore - Giulia Pulerà Stefano Sereni - Pag. 35

Ricerca e sviluppo, prodotti fuori gamma con credito di imposta

La Ctp di Reggio Emilia, con la sentenza n. 173 dello scorso 14 settembre, ha stabilito che spetta il credito d’imposta ricerca e sviluppo se i prodotti frutto della ricerca non erano esistenti in precedenza all’interno della gamma commerciale dell’impresa, allorché si possa escludere che si tratti di modifiche ordinarie o periodiche di beni già presenti. A nulla rileva il parere contrario del ministero dello Sviluppo economico. Nel caso analizzato le Entrate recuperavano il credito R&S in capo a una società operante nel settore alimentare per la produzione di nuove paste con particolari requisiti che ne avrebbero assicurato l’utilizzo anche ai consumatori con problemi di intolleranza alimentare. Il recupero era motivato sulla base di un parere espresso dal Mise che ne escludeva la spettanza, trattandosi di rinnovamento di prodotti già presenti sul mercato. I giudici tributari di primo grado hanno accolto il ricorso della società affermando che sono nuovi prodotti e quindi agevolabili, in quanto non presenti in precedenza nella gamma commerciale della società, indipendentemente dal fatto che beni similari fossero già sul mercato.


6 Ottobre 2022
Il Sole 24 Ore - Alessandro Germani - Pag. 36

Sgr, niente esenzione Iva sui servizi frazionati

Le attività prestate a una Sgr sono esenti in base alle caratteristiche soggettive del fondo e oggettive dei servizi oggetto di esternalizzazione sulla base delle precedenti pronunce comunitarie e di prassi. L’Agenzia delle Entrate, con la risposta a interpello n. 489 di ieri, si pronuncia in merito ad una Sgr che gestisce un fondo di investimento alternativo e che ha esternalizzato a terzi una serie di attività come, ad esempio, la contabilità, la revisione legale, la compliance ecc..Oggetto d’interpello è la fatturazione delle attività alla Sgr. L’Amministrazione finanziaria chiarisce che l’esternalizzazione totale beneficia dell’esenzione se i servizi sono essenziali. Precisa, però, che se si utilizza una piattaforma informatica a favore di una Sgr che gestisce sia fondi comuni d’investimento (che beneficiano dell’esenzione) sia altri fondi (che non ne beneficiano), la prestazione globale non potrà essere esente.


6 Ottobre 2022
Il Sole 24 Ore - Si.Fi. B.Sa. - Pag. 36

One stop shop, esportatore abituale solo con le fatture

Lo status di esportatore abituale e la correlata possibilità di maturare il plafond sono riconosciuti a chi opera con il regime One stop shop solo in caso di emissione delle fatture. L’Agenzia delle Entrate, con la risposta n. 493 di ieri, mette chi opera con il regime Oss di fronte alla scelta di optare per il beneficio previsto per la dispensa dagli obblighi di fatturazione e dichiarazione o di continuare ad adottare le modalità di fatturazione e contabilizzazione delle vendite a distanza stabilite dalla normativa Iva in via ordinaria. Solo in questa seconda ipotesi, il soggetto potrà maturare lo status di esportatore abituale e il plafond anche grazie alle operazioni realizzate con attività di commercio elettronico indiretto verso consumatori privati italiani ed esteri. (Ved. anche Italia Oggi: ‘Vendite intracomunitarie senza registrazione’ – pag. 26)


6 Ottobre 2022
Il Sole 24 Ore - Simona Ficola Benedetto Santacroce - Pag. 36

La nota di variazione non limita la detrazione e non concorre al pro rata

L’emissione della nota di variazione in diminuzione è correlata all’operazione attiva originaria che viene stornata e non subisce limitazioni in ipotesi di pro-rata generale di detraibilità. Con la risposta n. 488 l’Agenzia delle Entrate chiarisce che sulla detrazione dell’Iva emergente dalla variazione in diminuzione, non incide il pro rata generale di detraibilità, poiché si tratta di una variazione diretta di un’imposta già versata, riconducibile all’operazione imponibile. Ne deriva che il soggetto attivo dell’operazione ha il diritto a recuperare l’Iva addebitata nella fattura originaria, mentre il committente registrerà una variazione in aumento nei limiti della detrazione operata, salvo il suo diritto alla restituzione dell’importo pagato al cedente o prestatore a titolo di rivalsa. L’interpello riguardava il regime Iva applicabile in caso di pagamento di un acconto per un contratto in cui è prevista la realizzazione sia di operazioni imponibili che di operazioni esenti da Iva. (Ved. anche Italia Oggi: ‘La rettifica in diminuzione è con il recupero integrale’ – pag. 27)


6 Ottobre 2022
Il Sole 24 Ore - Roberto Lenzi - Pag. 39

Garanzie gratuite fino a 5 milioni di euro per il settore turistico

Il ministero del Turismo ha reso noto che a partire dal prossimo 10 ottobre sarà possibile presentare le domande per accedere alle garanzie gratuite previste a favore del settore turistico. Sono ammissibili, tra gli altri, gli interventi volti a garantire la continuità aziendale e la rinegoziazione di finanziamenti già attivi, a condizione che la banca conceda risorse aggiuntive per il 25% di quanto rinegoziato. Gli incentivi sono riconosciuti alle imprese alberghiere, alle strutture che svolgono attività agrituristica, alle strutture ricettive all’aria aperta e ai giovani fino a 35 anni di età che intendono avviare un’attività nel settore turistico. È fondamentale che le aziende interessate non abbiano un numero di dipendenti superiore a 499, già a partire dalla data di presentazione della domanda. Le garanzie sono rilasciate su singoli finanziamenti su portafogli di finanziamenti per gli interventi di riqualificazione energetica e innovazione digitale. L’obiettivo della misura è assicurare la continuità aziendale delle imprese.


6 Ottobre 2022
Italia Oggi - Giulia Sirtoli - Pag. 23

Pnrr, 8.300 aziende a rischio

Uno studio di Transcrime su mafia e impresa presentato al salone antiriciclaggio di Milano evidenzia che sono a rischio infiltrazione mafiosa per i fondi Pnrr 8.300 imprese lombarde. Il risultato dello studio è sintomatico dei rischi riciclaggio a cui sono esposte le aziende. Lo studio ha indicato otto profili di rischio, tra i quali figurano la struttura societaria, l’esposizione politica degli amministratori, il territorio in cui l’impresa opera e le sue anomalie finanziarie. Le imprese più esposte a rischio infiltrazione mafiosa sono quelle che svolgono attività di servizi finanziari e le imprese di forniture energetiche. Tra le imprese a rischio anche quelle che offrono attività di collaudi e analisi tecniche, relative anche agli schemi di sostegni legati al Covid 19 come il superbonus.


6 Ottobre 2022
Italia Oggi - Matteo Rizzi - Pag. 23

Dal 1°gennaio 2024 dati dei pagamenti on line al Fisco

Il 1°gennaio 2024 entrerà in vigore la direttiva 2020/284 per la lotta contro le frodi transnazionali Iva nell’ecommerce. La direttiva prevede l’obbligo di comunicazione in capo ai prestatori di servizi di pagamento e l’istituzione del sistema elettronico centrale della Ue di informazione sui servizi di pagamento. Tale iniziativa consentirà di raccogliere almeno 1,2 miliardi di euro in tutta l’Unione. Saranno comunicati i dati di tutti i commercianti che ricevono almeno 25 pagamenti transfrontalieri a trimestre, vale a dire un numero di operazioni che, con ogni probabilità, indica lo svolgimento di un’attività economica da parte del beneficiario. La direttiva consentirà agli Stati membri di raccogliere i dati messi a disposizione dai prestatori di servizi di pagamento stabiliti nell’Unione Europea. Le informazioni saranno raccolte nel nuovo sistema elettronico centrale che per 5 anni archivierà le informazioni sui pagamenti e ne consentirà l’elaborazione da parte delle autorità fiscali nazionali.


6 Ottobre 2022
Italia Oggi - Dario Ferrara - Pag. 25

Il fisco deve passare dal giudice

Con la sentenza n. 1115 pubblicata lo scorso 3 ottobre la Ctr dell’Emilia-Romagna ha sostenuto che il fisco deve prima passare dal giudice per la ripresa a tassazione, se le imposte sono Iva e Irap evase dalla somministrazione di manodopera che si nasconderebbe dietro un appalto certificato. L’Agenzia delle Entrate, infatti, non può direttamente riqualificare il contratto, ma deve seguire la specifica procedura di contestazione prevista dalla legge Biagi, che prescrive di adire il giudice del lavoro contro il negozio certificato: la norma ex art. 80 del Dlgs n. 276/2003 vale nei confronti di tutti i terzi la cui sfera giuridica risulti incisa dall’atto. I giudici tributari d’appello hanno accolto il ricorso proposto dalla società, dopo che il giudice tributario di primo grado ha provveduto alla riqualificazione del contratto, ritenendo di averne il potere.


6 Ottobre 2022
Italia Oggi - Duilio Liburdi e Massimiliano Sironi - Pag. 26

Ammortamenti, riserve out

L’Agenzia delle Entrate dedica la risposta n. 492 alla tassazione in sospensione d’imposta. Nel caso analizzato la società istante precisava come fosse stata stanziata una riserva indisponibile corrispondente alla quota di ammortamento sospeso per effetto di quanto previsto dall’art. 60, comma 7-bis del decreto legge ‘Agosto’. La domanda della società riguardava la non applicabilità della presunzione di cui al comma 1 dell’articolo 47 in relazione alla riserva ‘vincolata’ nonché della riserva legale posto che la stessa non aveva ancora raggiunto il quinto del capitale sociale. L’Agenzia osserva che la presunzione di cui al comma 1 articolo 47 del Tuir opera, in relazione alla riserva legale, soltanto per la quota disponibile dunque per l’eccedenza rispetto al quinto del capitale sociale come pure non rientra nella presunzione di specie la riserva indisponibile stanziata a fronte della sospensione degli ammortamenti.


6 Ottobre 2022
Italia Oggi - Giuliano Mandolesi - Pag. 27

Alla riforma fiscale le briciole

Dai dati della Nadef 2022 emerge che ammontano a soli 1,4 miliardi di euro i fondi a disposizione per la riforma del sistema fiscale. Ai 3,1 miliardi derivanti dalla compliance devono essere sottratti 1,7 miliardi della fattura elettronica ‘già utilizzati’ . La legge di Bilancio 2021 ha istituito un apposito fondo per dare attuazione agli investimenti in materia di riforma del sistema fiscale introducendo un sistema di alimentazione dello stesso attraverso le maggiori entrate provenienti dall’adempimento spontaneo dei contribuenti. Ai fini della determinazione delle risorse, si considerano le maggiori entrate derivanti dal miglioramento della tax compliance che sono indicate, con riferimento al terzo anno precedente alla predisposizione della legge di bilancio, nella ‘Relazione sull’economia non osservata e sull’evasione fiscale e contributiva’. Significa che per il 2022 occorre fare riferimento alla variazione del 2019. Per considerare un miglioramento ‘permanente’ è necessario che la somma algebrica della stima della variazione del tax gap derivante in ciascun anno dal miglioramento dell’adempimento spontaneo deve risultare non negativa per i 3 anni successivi.


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