In arrivo il via libera definitivo in Consiglio dei ministri ai decreti Omnibus, al decreto sull’ordinamento dei magistrati tributari e al decreto sul fisco locale che dopo uno stallo di oltre 15 mesi ha ricevuto un nuovo slancio appena una settimana fa. L’obiettivo è quello di chiudere la partita totalizzando 21 decreti complessivi a cui si aggiungono gli otto Testi unici già varati. Il decreto Omnibus è destinato ad allargarsi ulteriormente dopo l’input arrivato dalle commissioni parlamentari con i pareri della scorsa settimana. In particolare con un nuovo restyling delle regole sul concordato preventivo biennale per le partite Iva. L’Esecutivo guarda sia ai rinnovi del primo biennio sia a chi finora non ha mai optato. Per chi deve rinnovare è pronto ad entrare in pista un sistema di premi per incentivare la (ri)adesione. Per tornare a dire sì al patto con il fisco si punta sul ravvedimento speciale, ovvero dalla sanatoria sul passato che mette in agenda anche la regolarizzazione relativa all’anno d’imposta 2023.
Rassegna Stampa Fiscale
4 Agosto 2026
Il Sole 24 Ore - Marco Mobili, Giovanni Parente - Pag. 3
Fisco, riforma allo sprint finale Cambia ancora il concordato
4 Agosto 2026
Il Sole 24 Ore - M.Mo., G.Par. - Pag. 3
Canone unico, Imu e Tari: dal Parlamento un assist per correzioni anti contenzioso
Le commissioni Finanze di Camera e Senato esprimono il proprio assenso al decreto legislativo su tributi locali e federalismo. Confermato l’impianto del Cdm del 28 luglio e che mantiene l’impostazione di una compartecipazione Irpef statica a fronte delle richieste degli enti territoriali di un approccio dinamico che consente una crescita con l’aumentare dell’imponibile Irpef. Il tentativo parlamentare di mantenere un dialogo con gli enti territoriali si evince anche dall’osservazione che propone di istituire un tavolo tecnico al Mef senza oneri per il bilancio dello Stato, con il compito di rivedere l’attribuzione delle risorse agli enti territoriali e locali, anche in vista della prossima manovra. Misura di aggiornamento ed evoluzione è quella che estende ai tributi delle regioni e degli enti locali le regole relative alla disciplina della crisi d’impresa o ancora di eliminare le disposizioni già approvate e, dunque, vigenti. C’è anche il tentativo di sminare le ‘micce’ pronte a innescare il contenzioso tributario.
4 Agosto 2026
Il Sole 24 Ore - Laura Ambrosi, Antonio Iorio - Pag. 24
Nel Testo unico accertamento norme sui controlli da verificare
L’adozione dei Testi unici tematici nella riforma fiscale mira a semplificare e rendere più chiaro il sistema, riunendo in unico testo norme prima disperse. Tuttavia, il nuovo Testo unico sull’accertamento rischia di conservare disposizioni ormai superate, senza adeguarle alle moderne garanzie costituzionali e convenzionali. In particolare, l’art. 157 ripropone una norma del 1929 che attribuisce ampi poteri di accesso alla Guardia di Finanza, risalente a un contesto storico molto diverso. Anche l’art. 161 recepisce la disciplina degli anni Settanta senza considerare l’evoluzione della tutela dei diritti del contribuente. Inoltre, il Testo unico non richiama l’art. 12 dello Statuto del contribuente, che impone accessi motivati e limitati a reali esigenze di controllo. Ne deriva una mancata valorizzazione delle garanzie introdotte nel 2025 in seguito alle condanne della Corte europea dei diritti dell’uomo in materia di accessi fiscali.
4 Agosto 2026
Il Sole 24 Ore - Filippo D’Aquino, Gianluca Minniti - Pag. 26
Nella Cnc il giudice è deciso dalla sede aziendale effettiva
Composizione negoziata della crisi d’impresa: i giudici continuano a confrontarsi sulla declinazione della competenza territoriale. Se il legislatore ha individuato nel centro degli interessi principali il criterio di collegamento per radicare la competenza del giudice delle misure protettive, sterilizzando i trasferimenti intervenuti nel ‘periodo sospetto’ di un anno dalla proposizione della domanda di accesso agli strumenti giudiziali di risoluzione della crisi, resta aperta la questione di cosa accada qualora la sede legale dell’impresa sia stata trasferita in prossimità dell’avvio del percorso di risanamento negoziale. Nel caso affrontato dal Tribunale di Brescia, la debitrice sosteneva che tale spostamento, avvenuto nell’anno precedente all’avvio del tentativo di risanamento, non fosse rilevante ai fini della competenza. Il giudice bresciano ha chiarito che la composizione negoziata è un percorso volontario e autonomo, sicché il trasferimento della sede della debitrice produce effetti immediati sulla competenza territoriale. Per questa ragione lo stesso giudice bresciano ha dichiarato la propria incompetenza territoriale a favore del Tribunale di Milano.
4 Agosto 2026
Il Sole 24 Ore - Fi. D., Gi.Min. - Pag. 26
Protezione estesa alle iniziative che possono ostacolare il piano
Recentemente il Tribunale di La Spezia, con il decreto del 12 giugno scorso, ha confermato che le misure protettive del patrimonio non sospendono indiscriminatamente le prerogative dei creditori, ma preservano le condizioni necessarie affinché il debitore possa accedere ad uno degli strumenti di regolazione della crisi previsti dal Codice della crisi d’impresa e dell’insolvenza. In questa prospettiva, l’espressione ‘azioni esecutive e cautelari’, all’art. 54, comma 2, del Codice non può essere interpretata in termini meramente formali, ma deve essere letta alla luce della finalità dell’istituto in concreto attivato e dell’incidenza che le iniziative dei creditori possono avere sulla continuità dell’attività d’impresa e possono comprendere anche l’inibitoria del diritto di ritenzione. I giudici hanno applicato una lettura estensiva della norma, ampliando, di fatto, il perimetro delle iniziative creditorie destinate a rimanere congelate durante la fase di protezione.
4 Agosto 2026
Italia Oggi - Francesco Cerisano - Pag. 21
Telefonia, il Cup non fa sconti
La riforma fiscale entra nella fase conclusiva con l’approvazione di 3 decreti legislativi riguardanti federalismo fiscale, giustizia tributaria e decreto Omnibus. Il provvedimento sul federalismo chiarisce che il Canone unico patrimoniale per le telecomunicazioni sarà dovuto principalmente dagli operatori che forniscono servizi agli utenti finali, in base al numero delle utenze, risolvendo le incertezze nate dopo la cessione della rete fissa di TIM. Il decreto interviene anche sull’imposta provinciale di trascrizione, concedendo più tempo alle società di autonoleggio per adeguarsi ai nuovi criteri basati sulla sede operativa. Il decreto Omnibus introduce incentivi per le partite Iva che aderiranno al nuovo Concordato preventivo biennale, con rateizzazioni senza interessi e maggiori benefici fiscali. La riforma della giustizia tributaria, infine, modifica alcune norme sullo status dei magistrati tributari, recependo parte delle osservazioni formulate durante l’esame parlamentare.
4 Agosto 2026
Italia Oggi - Giuliano Mandolesi - Pag. 21
Rottamazioni ai tempi supplementari, c’è tempo fino al 5 agosto grazie ai 5 giorni di tolleranza
Grazie ai 5 giorni di tolleranza sarà possibile pagare le rottamazioni entro il 5 agosto. Interessate sono la rata unica della rottamazione quinquies, la tredicesima della quater e la quinta della riammissione alla definizione agevolata scadute lo scorso 31 luglio. Per la rottamazione 5 ‘a rate’, invece, in conseguenza del nuovo meccanismo di decadenza previsto per questa definizione, la prima rata del piano scaduta sempre lo scorso 31 luglio potrà essere corrisposta nei termini della seconda, ovvero entro il prossimo 30 settembre, senza incorrere nella decadenza dell’istituto. I debitori ritardatari sforniti anche dei moduli di pagamento, possono recuperarli direttamente nella propria area riservata del sito dell’Ader o richiederne copia via email all’ente. Sono alcune delle informazioni contenute nel comunicato stampa di ieri dell’Ader in merito alle scadenze delle tre rottamazioni.
4 Agosto 2026
Italia Oggi - Matteo Rizzi - Pag. 22
Titolari effettivi, attacco hacker
Il governo di Vadux ha reso noto che un attacco informatico ha colpito il registro dei titolari effettivi del Liechtenstein, uno dei principali hub finanziari e patrimoniali d’Europa. Dunque, hacker ignoti sono riusciti ad accedere al sistema e a copiare i dati relativi a circa 31 mila persone giuridiche, tra società fondazioni e strutture fiduciarie, facendo scattare d’urgenza i protocolli di sicurezza. Secondo la ricostruzione, l’intrusione digitale è avvenuta nella notte tra il 29 e il 30 luglio. Non appena i tecnici hanno rilevato le prime irregolarità nei sistemi, l’autorità ha isolato e portato offline il database per bloccare ulteriori prelievi o manipolazioni. Dopo l’intrusione il governo ha creato una task force per coordinare gli accertamenti e informare le persone coinvolte nel più breve tempo possibile.
4 Agosto 2026
Italia Oggi - Benito Fuoco - Pag. 23
Soci immuni da sanzioni
La Corte di cassazione, nell’ordinanza n. 23492 del 18 luglio 2026, ha chiarito che spetta al Fisco dimostrare l’abuso dello schermo societario. Nel caso di società estinta, il fenomeno successorio universale che trasferisce ai soci i debiti tributari residui non incide sulla sfera delle sanzioni, che restano vincolate al soggetto autore della violazione. L’intrasmissibilità non dipende dal fatto storico dell’estinzione, ma dalla struttura stessa della fattispecie sanzionatoria, sicché la questione è rilevabile d’ufficio anche in cassazione. L’Agenzia delle Entrate, quindi, pur potendo agire verso i soci per il pagamento delle imposte, non può semplicemente ‘traslare’ sulle persone fisiche le sanzioni comminate, all’ente, salvo che dimostri l’assenza di alterità e l’abuso dello schermo societario.
4 Agosto 2026
Italia Oggi - Samuele Valente - Pag. 23
Non imponibile in Italia l’assegno divorzile all’ex coniuge con residenza in Svizzera
La Corte di cassazione, con l’ordinanza n. 34405 del 28 dicembre 2025, affronta il tema del trattamento fiscale dell’assegno divorzile corrisposto da un soggetto residente in Italia a favore dell’ex coniuge residente in Svizzera. Tale assegno non è imponibile in Italia, pur essendo qualificato dal Tuir come reddito assimilato a quello di lavoro dipendente. In applicazione dell’art. 21 della Convenzione Italia-Svizzera contro le doppie imposizioni, tale reddito, non disciplinato da specifiche disposizioni convenzionali, è assoggettato a imposizione esclusivamente nello Stato di residenza del percettore. La decisione assume rilievo soprattutto perché ribadisce la prevalenza delle convenzioni contro le doppie imposizioni sulle disposizioni interne e chiarisce l’ambito applicativo della clausola residuale prevista dall’art. 21 della Convenzione tra Italia e Confederazione Svizzera.