Per gestire bene il 730 di quest’anno non sarà sufficiente raccogliere scontrini e fatture. I contribuenti saranno chiamati, infatti, a considerare le novità come i bonus casa rinnovati e i taglia detrazioni per i redditi maggiori. Il prossimo 30 aprile l’Agenzia delle Entrate pubblicherà il modello 730 precompilato. Vediamo quali sono le principali scelte da compiere. L’invio sarà possibile da metà maggio. Per i bonus casa l’agevolazione scende al 50% ma solo per le prime case, negli altri casi il bonus è al 36%. Sugli affitti brevi si potrà scegliere tra cedolare secca e Irpef, valutando convenienza e uso delle detrazioni. Le spese sanitarie offrono opzioni su rimborsi e rateizzazione, utili per gestire la capienza fiscale. Per redditi oltre 75 mila euro scattano limiti alle detrazioni, imponendo di selezionare quali spese considerare.
Rassegna Stampa Fiscale
20 Aprile 2026
Il Sole 24 Ore - Dario Aquaro, Cristiano Dell’Oste - Pag. 5
Precompilata 2026, nove scelte sui bonus da fare nel 730 in arrivo
20 Aprile 2026
Il Sole 24 Ore - Laura Ambrosi, Antonio Iorio - Pag. 11
Rischio penale per i sindaci: condannato chi non vigila
La Corte di cassazione, con la sentenza n. 12612 depositata lo scorso 3 aprile, ha disposto che il sindaco di una società fallita risponde a titolo di concorso omissivo in bancarotta fraudolenta patrimoniale se, in presenza di condotte distrattive dell’amministratore, non esercita i poteri di vigilanza e di intervento attribuiti dalla legge. La prova del dolo può essere raggiunta in via indiziaria valorizzando la reiterazione, la durata e la rilevanza economica delle condotte distrattive, quali segnali di allarme che il sindaco intelligente non può ignorare. La pronuncia in parola ha riguardato il presidente del collegio sindacale di una Srl, poi dichiarata fallita, cui veniva contestata l’omessa richiesta di chiarimenti all’amministratore in merito a prelievi sistematici da conti societari e a un incremento abnorme di debiti sociali.
20 Aprile 2026
Il Sole 24 Ore – Norme e Tributi - Giorgio Gavelli, Fabio Giommoni - Pag. 16
Impianti di carburante, in bilancio via diverse per ripristino e bonifica
Contabilità. Le società che gestiscono distributori di carburante per autotrazione o che possiedono strutture che presentano criticità analoghe devono gestire nel bilancio le problematiche relative alla fine della vita dell’impianto. In particolare, è certo che al momento della dismissione dell’impianto sorgeranno gli obblighi di smantellamento di tutte le attrezzature che compongono il complesso e di ripristino del sito, a cui è presumibile si aggiungano obbligazioni di bonifica del terreno sottostante. La materia è trattata dalla risposta dell’Oic pubblicata in bozza per la pubblica consultazione lo scorso 24 marzo. Il documento, pur essendo in bozza, potrebbe essere tenuto in considerazione già per i bilanci riferiti al 2025. Il documento individua le soluzioni per gestire i costi di smantellamento dell’impianto e prevede un fondo con regole ad hoc per la chiusura e il recupero ambientale.
20 Aprile 2026
Il Sole 24 Ore – Norme e Tributi - Luca Gaiani - Pag. 17
Diritti di superficie senza plusvalenze per le società in derivazione rafforzata
Cessione di diritti di superficie: per le società in derivazione rafforzata la tassazione segue la durata del contratto. L’operazione, come confermato dal documento Oic-Entrate del 7 agosto 2025, non genera plusvalenze disciplinate dall’art. 86 del Tuir. Il medesimo trattamento contabile e fiscale dovrebbe riguardare anche la cessione di usufrutto nonché i contratti che prevedono un corrispettivo una tantum e non canoni periodici. Il concedente imputa i canoni a conto economico pro rata temporis lungo la durata del contratto. Questo criterio vale anche fiscalmente ai fini Ires. Come anticipato, questo trattamento è ritenuto valido anche per usufrutto e contratti con corrispettivo una tantum. Anche in questi casi, il ricavo va ripartito nel tempo, non rilevando come vendita del bene, ma come diritto di utilizzo.
20 Aprile 2026
Il Sole 24 Ore – Norme e Tributi - Giorgio Emanuele Degani, Damiano Peruzza - Pag. 18
Energia, il giudice nega il rimborso del prelievo sugli extraprofitti
È conforme alla Costituzione il prelievo sugli extraprofitti del settore energetico. Lo ha detto la sentenza n. 111/2024 della Corte costituzionale e non può essere disapplicato né ritenuto incompatibile con il diritto Ue, salvo il profilo – già noto – relativo alla deducibilità delle accise. Questo è il principio di diritto reso dalla Cgt di Milano con le sentenze 266/5/2026 e 268/5/2026. I giudici delle leggi consolidano una interpretazione ‘funzionalista’ del contributo straordinario: non rileva la struttura tecnica del prelievo, né la sua aderenza ai modelli classici dell’imposizione, ma la sua idoneità a fronteggiare un’emergenza economica di portata eccezionale.
20 Aprile 2026
Il Sole 24 Ore – Norme e Tributi - Gennaro Nunziante - Pag. 18
Imu, gli alloggi sociali degli Iacp si presumono abitazione principale
La Corte di giustizia tributaria di secondo grado della Campania, con la sentenza n. 2490/2026, ha stabilito che accertata la qualificazione di ‘alloggio sociale’, la destinazione ad abitazione principale dell’immobile di proprietà degli Iacp da parte dell’assegnatario si presume, salvo prova contraria dell’ente impositore. La relazione tecnica di parte, volta a dimostrare che gli immobili sono alloggi sociali, è ammissibile anche se prodotta per la prima volta nel giudizio di rinvio. Essa è un’allegazione difensiva a contenuto tecnico, non sottoposta alle preclusioni istruttorie previste per il deposito di nuovi documenti.
20 Aprile 2026
Italia Oggi - Giuliano Mandolesi - Pag. 7
Rottamazione 5 al check finale
Ultime verifiche in vista della scadenza del 30 aprile per la rottamazione quinquies. Tutti i controlli passano per il prospetto informativo, documento fornito dall’Ader, che riporta i carichi definibili con lo sconto applicato, e i cui calcoli sono effettuati e cristallizzati alla data di richiesta del documento stesso da parte del debitore. Il documento è indispensabile sia per chi deve presentare la domanda di adesione, per verificare l’ammontare del proprio debito rottamato, sia per chi lo ha già fatto, per controllare che non siano stati comunicati al riscossore ulteriori debiti dopo la presentazione dell’istanza e non inseriti nella stessa. Fino a fine mese c’è tempo anche per correggere le istanze già trasmesse al fine di modificare la scelta fatta o aggiungere ed escludere carichi dalla definizione agevolata.
20 Aprile 2026
Italia Oggi - Alessandro Felicioni - Pag. 8
Composizione negoziata? Non è scorciatoia per la liquidazione
Nella composizione negoziata nessuna indulgenza su usi dilatori o scorciatoie liquidatorie. La bozza della circolare delle Entrate sulle novità del Codice della crisi d’impresa e dell’insolvenza, pubblicata lo scorso 15 aprile, traccia un principio destinato a pesare nella pratica: la composizione negoziale non può diventare un corridoio protetto per accompagnare l’impresa alla liquidazione, ma deve restare un cantiere di continuità, trattative credibili e recupero di valore. In questo perimetro il Fisco si ritaglia un ruolo tutt’altro che notarile: chiede documenti, presidia le misure protettive e cautelari, apre alla transazione fiscale e offre persino leve premiali, ma solo a chi arriva al tavolo con un piano serio e numeri in ordine. Nella bozza di circolare l’Agenzia non si limita a dire come si conteggia il debito fiscale, ma disegna un vero statuto dei rapporti tributari dentro la composizione negoziata.
20 Aprile 2026
Italia Oggi - Alessandro Felicioni - Pag. 9
Sul concordato il peso del Fisco
Il concordato semplificato è più snello solo nella procedura, ma con controlli più rigorosi, soprattutto perché i creditori non votano. Si tratta di una soluzione residuale e liquidatoria, attivabile solo se falliscono davvero le alternative della composizione negoziata. La mancata intesa con il Fisco non è sufficiente da sola: conta se dipende o meno dal debitore. Il tribunale svolge un controllo sostanziale forte su procedura, fattibilità e tutela dei creditori. Vige la priorità assoluta nei pagamenti e va verificata la convenienza rispetto alla liquidazione giudiziale. Fondamentale è la relazione dell’esperto, chiamato a dimostrare correttezza, buona fede e impraticabilità del risanamento. Il concordato, quindi, è una ‘corsia stretta’: senza basi solide e trasparenti, rischia di essere respinto.
20 Aprile 2026
Italia Oggi - Benito Fuoco - Pag. 12
Immobili abusivi, Imu col timer
La Corte di cassazione, civile tributaria, nella sentenza n. 3613/2026, afferma che il proprietario del fabbricato abusivo è assoggettato all’Imu fino a quando, a seguito di inottemperanza all’ordine di demolizione, l’immobile è acquisito automaticamente dal Comune. I giudici di legittimità hanno fornito chiarimenti in merito all’imposizione, ai fini Imu, del fabbricato abusivo. In particolare hanno precisato che ai sensi della procedura di cui all’articolo 31 comma 3 del Dpr n. 380/2001, se l’ordine di demolizione del fabbricato abusivo resta ineseguito entro il termine di 90 giorni dall’ingiunzione, il fabbricato viene acquisito di diritto gratuitamente al patrimonio del Comune.