Anche quest’anno crescono i bonus indicati nel quadro E del modello 730. Nelle sezioni che ospitano le spese per salute, istruzione e famiglia, aumenta l’importo medio di 11 delle 12 agevolazioni più diffuse. L’ammontare complessivo di queste spese agevolate cresce del 6,3% rispetto alle dichiarazioni presentate lo scorso anno. E l’incremento sale al 31,6% guardando i modelli 730 del 2022. I dati emergono dall’analisi del Caf Acli. Tra i 12 bonus principali, l’unico in calo è quello sugli interessi dei mutui prima casa. Tutti gli altri vedono il segno più, con la detrazione del 19% sulle spese mediche che resta preponderante: 1.359 euro di spesa media (101 euro in più) e il rigo E1 compilato in oltre l’81% dei modelli. Anche la campagna dichiarativa in corso conferma la caccia al bonus. Per chi è stato rapido nell’invio del modello i rimborsi arriveranno nelle buste paga di luglio.
Rassegna Stampa Fiscale
6 Luglio 2026
Il Sole 24 Ore - Dario Aquaro, Cristiano Dell’Oste - Pag. 5
Spese agevolate +6% nel 730: così i rimborsi per i ritardatari
6 Luglio 2026
Il Sole 24 Ore – Norme e Tributi - Primo Ceppellini, Roberto Lugano - Pag. 19
La riorganizzazione societaria prepara (anche) alle operazioni M&A
Passaggi generazionali. La cessione dell’attività a terzi costituisce una delle possibili soluzioni per garantire continuità dell’attività e trasferire le competenze. Tuttavia, la vendita non dovrebbe essere un evento isolato, ma costituire un percorso che tocca temi societari, organizzativi, patrimoniali e fiscali. Se la struttura esistente non risulta adeguata agli obiettivi, può essere opportuno procedere ad una riorganizzazione societaria che non necessariamente porta ad una futura cessione. Le riorganizzazioni preliminari assumono rilievo anche nell’ambito di più ampi progetti di passaggio generazionale e pianificazione successoria. Inoltre, la riorganizzazione assume una funzione strategica nel processo di valorizzazione dell’impresa. L’obiettivo non è creare una struttura coerente con le esigenze della famiglia imprenditoriale, ma presentare al mercato un asset più attrattivo agli occhi degli investitori.
6 Luglio 2026
Il Sole 24 Ore – Norme e Tributi - M.Cerofolini, L.Pegorin, G.P.Ranocchi - Pag. 20
Cpb, più vantaggi nel 2025: la sostitutiva premia il maggior reddito pattuito
Per chi ha aderito al concordato preventivo biennale 2024-2025 la maggiore convenienza fiscale si concentra nel secondo anno di applicazione. E il pagamento della sostitutiva è anche la via per evitare l’esborso degli acconti legato alla parte di reddito incrementale. In vista della scadenza del 20 luglio, è questo il possibile quadro per i contribuenti Isa che hanno optato per il Cpb e ora sono alle prese con i calcoli delle imposte. Il meccanismo potrebbe rappresentare un’opportunità per generare un risparmio fiscale in molti casi non banale. Il vantaggio è massimo sul secondo anno di concordato in quanto il trascinamento al voto Isa 10 nel biennio avviene metà nel primo anno e per intero nel secondo. Tuttavia, anche per chi ha optato per il Cpb 2025-2026 può esserci convenienza a optare per la sostitutiva.
6 Luglio 2026
Il Sole 24 Ore – Norme e Tributi - Laura Ambrosi, Antonio Iorio - Pag. 21
Tax credit casa, sui cessionari finali la stretta della responsabilità penale
L’attività di controllo sui crediti d’imposta dei bonus edilizi ha evidenziato una crescente differenza tra la disciplina fiscale e quella penale, soprattutto riguardo alla posizione del cessionario del credito. Sul piano tributario, la responsabilità del cessionario è limitata ai casi di dolo o colpa grave, purché abbia svolto le verifiche richieste e raccolto la documentazione prevista, così da dimostrare la propria diligenza. In ambito penale, invece, la giurisprudenza richiede un livello di attenzione più elevato e ritiene che la mancata verifica dell’origine del credito possa integrare il dolo del reato di indebita compensazione. Di conseguenza, il focus si sposta dalla partecipazione alla frode alla capacità del cessionario di individuarla prima dell’utilizzo del credito. Si crea in questo modo un’asimmetria tra i due sistemi, poiché la stessa condotta diligenza può escludere la responsabilità fiscale ma non quella penale.
6 Luglio 2026
Il Sole 24 Ore – Norme e Tributi - Giorgio Emanuele Dagani, Damiano Peruzza - Pag. 22
Niente favor rei per le sanzioni Iva: prevale l’interesse a fermare le frodi
La Corte di giustizia tributaria di Salerno, con la sentenza n. 744 dello scorso febbraio, ha riconosciuto come legittima la scelta del legislatore di derogare al principio del favor rei nella recente riforma delle sanzioni Iva, qualificandola come espressione di un mutamento strutturale dell’intero sistema punitivo tributario e della necessità di tutelare valori di rango superiore, tra cui l’effettiva lotta alle frodi e la stabilità delle entrate pubbliche. Tale presa di posizione si inserisce nel dibattito aperto dopo l’introduzione del Dlgs 87/2024. Il caso esaminato dai giudici tributari riguardava indebite detrazioni dell’imposta sul valore aggiunto per operazioni inesistenti effettuate tramite due fornitori qualificati come ‘cartiere’.
6 Luglio 2026
Il Sole 24 Ore – Norme e Tributi - Lorena Di Fiore - Pag. 22
Cartelle e rate non pagate, stop al Fisco sul cambio di motivazione in corsa
L’Agenzia delle Entrate non può modificare e nemmeno integrare la motivazione dell’atto impositivo attraverso successivi atti processuali, in particolare con le controdeduzioni depositate in giudizio. Ad affermare questo principio è la Cgt di I grado di Milano, con la sentenza 2074 dello scorso 21 maggio. La vicenda trae origine da una cartella di pagamento relativa alla liquidazione periodica Iva, emessa sul presupposto che la società fosse decaduta dal piano di dilazione concesso in relazione alla prodromica comunicazione di irregolarità, a causa dell’omesso versamento di una determinata rata, entro la scadenza prevista nel piano di dilazione. Nelle controdeduzioni l’Amministrazione finanziaria aveva invocato un’altra causa di decadenza.
6 Luglio 2026
Il Sole 24 Ore – Norme e Tributi - Leonardo Curatolo, Marcello Tarabusi - Pag. 23
Non basta l’assenza delle scritture per addebitare il deficit ai manager
Crisi d’impresa. Il Tribunale di Napoli, con la sentenza n. 7327 del 5 maggio 2026, ha stabilito che nelle azioni di responsabilità delle procedure concorsuali il curatore non può limitarsi a contestare l’assenza delle scritture contabili per addebitare ad amministratori e sindaci un danno pari alla differenza tra attivo e passivo della liquidazione giudiziale. La pronuncia dei giudici partenopei ripercorre i principi regolatori della materia e indica in modo puntuale gli oneri probatori che gravano sul curatore. Servono elementi specifici per contestare il danno ad amministratori e sindaci. Il curatore deve provare condotte illecite idonee a causare il dissesto, l’esistenza del danno e il nesso causale con altre fonti. Il Tribunale di Ancona, con la sentenza 468/2026, ha ritenuto che dal deficit fallimentare vadano scomputate le imposte e un 10% forfetario per spese di liquidazione.
6 Luglio 2026
Il Sole 24 Ore – Norme e Tributi - Roberta Damasi, Giuseppe Andrea Giannantonio - Pag. 23
Fondi immobiliari, la Cassazione: sì al registro fisso sugli apporti
Dovrebbe finalmente ritenersi chiusa la partita sull’imposta di registro applicabile agli apporti immobiliari nei fondi comuni di investimento. La Corte di cassazione, sezione tributaria, con l’ordinanza n. 20759 depositata lo scorso 18 giugno, consolida l’orientamento espresso nella sentenza n. 3218/2024: l’apporto di immobili a uno fondo comune non realizza un effettivo trasferimento di ricchezza e non può essere attratto nell’imposta proporzionale del 9% prevista per gli atti traslativi immobiliari. Inoltre, il regime di tassazione in misura fissa incluso nel Dl 351/2001 non è stato travolto dalle abrogazioni disposte dall’art. 10, comma 4, del Dlgs n. 23/2011. Il caso origina da un conferimento a favore di un fondo immobiliare ove, non applicandosi l’Iva, le parti avevano assolto l’imposta di registro in misura fissa. L’ordinanza conferma l’esclusione dell’aliquota del 9%.
6 Luglio 2026
Italia Oggi - Franco Ricca - Pag. 8
Iva nelle permute, conta il valore fissato dalle parti nel contratto
Con la conversione del Dl 38/2026 è stata definita la disciplina Iva delle operazioni permutative, stabilendo che la base imponibile coincide con il valore monetario fissato nel contratto tra le parti. Tale valore, tuttavia, non può essere inferiore all’ammontare complessivo dei costi sostenuti per le cessioni o le prestazioni effettuate. La riforma supera il precedente criterio del valore normale e recepisce i rilievi di Bruxelles, allineando la normativa italiana ai principi Ue. La nuova disciplina si applica ai contratti stipulati o rinnovati dal 1°gennaio 2026, mentre per quelli precedenti restano validi i comportamenti adottati secondo la normativa vigente. Sono inoltre salvaguardate le operazioni effettuate nel periodo transitorio (1°gennaio-23 maggio ). Esclusa la possibilità di ottenere rimborsi.
6 Luglio 2026
Italia Oggi - Dario Ferrara - Pag. 12
L’accomandante non paga l’Iva
Nell’ordinanza n. 16844 del 29 maggio 2026 la Cassazione civile, sezione tributaria, ha stabilito che il socio accomandante non risponde per l’Iva della Sas. Il puro socio di capitale, che non partecipa alla gestione, non è responsabile in solido per il debito tributario della società di persone: l’accomandante, infatti, risponde soltanto entro i limiti della quota conferita all’ente in base all’art. 2313 c.c., disposizione che regola unicamente i rapporti interni alla compagine sociale; i creditori sociali, fisco compreso, non possono dunque agire direttamente contro l’accomandante, il quale è tenuto solo a eseguire i conferimenti promessi alla società. Il tutto, a meno che l’interessato non perda il beneficio della responsabilità limitata oppure restino debiti insoluti dopo la liquidazione della Sas. Il principio di non responsabilità vale anche per l’Irap.