Valgono più di 40 miliardi, ad oggi, le richieste dei partiti per la prossima Legge di bilancio. Il ministro dell’Economia Giorgetti chiede prudenza, sebbene riconosca le esigenze della politica. Anche dal suo partito (la Lega) arrivano richieste esose. Salvini chiede 6 miliardi per il caro materiali nelle opere pubbliche ed altrettanti per finanziare il Piano casa. 4 miliardi servono per evitare lo scatto di un mese dell’età pensionabile e dare l’opzione per l’uscita a 64 anni. Ed, ancora, ampliare la flat tax e riformare l’Isee per estendere le agevolazioni. Per fare tutto questo Salvini immagina una tassa sugli extraprofitti di banche e non solo. Anche FdI spinge per un contributo straordinario delle imprese energetiche e chiede 3 miliardi per lo sgravio Irpef tra 50 e 60 mila euro che taglierebbe le tasse di mille euro al ceto medio. L’idea piace a Forza Italia, come lo sgravio sulle tredicesime per i redditi bassi già a fine 2026.
Rassegna Stampa Fiscale
7 Settembre 2026
Corriere della Sera - Mario Sensini - Pag. 13
Extraprofitti e taglio dell’Irpef, i partiti preparano la lista
7 Settembre 2026
Il Sole 24 Ore - Dario Aquaro, Cristiano Dell’Oste - Pag. 6
Affitti, in 4 città su 10 il canone concordato è salito più del mercato
Tra il 2018 e il 2025 in quattro città su dieci i canoni dei nuovi contratti di affitto concordati sono saliti più di quelli delle locazioni libere. È quanto emerge dai dati dell’Osservatorio sul mercato immobiliare delle Entrate. In genere si pensa che i canoni liberi salgano sempre più di quelli calmierati, come in effetti è successo in 59 capoluoghi su 103. Ma negli altri 44 il rinnovo delle intese locali ha ribaltato la dinamica. A Milano, ad esempio, il canone medio del ‘4+4’ registrato lo scorso anno è del 38% più alto di quello del 2018, mentre per i nuovi contratti concordati l’incremento è del 78,4%. In altre città, invece, ad amplificare il divario è la relativa stabilità dei canoni di mercato, come a Venezia. Tra il 2018 e il 2025 i canoni calmierati dei nuovi contratti sono cresciuti in tutti i 103 capoluoghi, con un aumento medio del 24,6%. I canoni liberi sono stati più brillanti (+27,9%) ma in 9 capoluoghi hanno il segno meno.
7 Settembre 2026
Il Sole 24 Ore - Rossella Savojardo - Pag. 7
Casa, più proprietari tra i redditi più bassi Dal 54% al 61% in sei anni
Secondo l’ultima analisi di Confedilizia, tra il 2019 e il 2025 coloro che abitano in una casa di proprietà in Italia sono passati dal 78,8% all’82,6%. L’incremento maggiore si osserva nel 20% della popolazione meno abbiente, passato dal 54% al 60,8%. Dunque, in Italia persiste la voglia di una casa di proprietà, nonostante i cambiamenti sociali e demografici. A confermarlo sono anche i dati basati sulle fasce d’età: gli ultimi anni sono stati caratterizzati infatti da un abbassamento dell’età media di coloro che accendono un mutuo per la casa, con la quota dei giovani proprietari arrivata nel 2025 al 35,8%, rispetto al 28,1% del 2019, anche sulla spinta delle agevolazioni e delle garanzie statali per gli under 36. Gli acquisti delle famiglie meno abbienti sono aumentati nei comuni più piccoli, nel Sud e nelle Isole.
7 Settembre 2026
Il Sole 24 Ore – Norme e Tributi - Cristian Valsiglio - Pag. 19
Check up delle auto aziendali in base alla data di assegnazione
Il decreto legislativo n. 148/2026 ha modificato sensibilmente il regime tributario delle auto aziendali concesse in uso promiscuo ai dipendenti. La stratificazione normativa degli ultimi anni ha generato diverse fattispecie fiscali. Ai veicoli concessi dal 2025, ai fini della tassazione saranno applicati i seguenti coefficienti fiscali: 10% in caso di attribuzione dei veicoli a batteria; 20% in caso di assegnazione di veicoli elettrici plug-in ibridi e 50% in tutti gli altri casi. Dopo il 31 dicembre del quinto anno successivo a quello di prima immatricolazione il valore del benefit sarà incrementato del 50%. Ai veicoli concessi dal 1°luglio 2020 al 31 dicembre 2024 e ai veicoli ordinati dati datori entro il 31 dicembre 2024 e concessi in uso promiscuo nel 2025 si applica il regime basato sulle emissioni di CO2 in vigore al 2024. Ai veicoli concessi con contratti stipulati entro il 30 giugno 2020 si applicherà la disposizione in vigore al 31 dicembre 2019 che prevedeva un coefficiente fiscale fisso del 30%.
7 Settembre 2026
Il Sole 24 Ore – Norme e Tributi - Antonio Iorio - Pag. 20
Illeciti dei fornitori, tutela ‘anticipata’
La somministrazione illecita di manodopera e, più in generale, delle prestazioni rese da fornitori che omettono i versamenti d’imposta e spesso i principali adempimenti fiscali e contabili, espone chi riceve i servizi a rischi giuridici concreti. Infatti, vi è la tendenza a trasferire sul committente le conseguenze degli illeciti commessi dal proprio fornitore. Il punto non è rappresentato solo dalla possibile irregolarità del rapporto commerciale a monte, ma il fatto che l’anomalia del fornitore possa rapidamente trasformarsi in una contestazione fiscale, in un’esposizione penal-tributaria e persino in un problema di continuità aziendale. Per il committente il comportamento del fornitore può tradursi facilmente in costi difensivi elevati, esposizione reputazionale, possibili sequestri e interferenze con l’operatività aziendale.
7 Settembre 2026
Il Sole 24 Ore – Norme e Tributi - Giorgio Gavelli, Fabio Giommoni - Pag. 21
Criptovalute, in bilancio iscrizione tra rimanenze o immobilizzazioni
La scheda tecnica Oic-Agenzia delle Entrate analizza il tema dell’iscrizione in bilancio e del trattamento fiscale delle criptovalute. Sempre la scheda ritiene che le criptovalute non siano assimilabili agli strumenti finanziari bensì alle immobilizzazioni immateriali, in quanto sono prive di consistenza fisica, rappresentano beni non monetari e sono individualmente identificabili, perché possono essere vendute separatamente. Inoltre, le cripto rappresentano ‘elementi non monetari’ in base al paragrafo 7 dell’Oic 26 secondo il quale sono definiti come tali quelle attività e passività che non comportano il diritto a incassare o l’obbligo di pagare importi di denaro in valuta determinati o determinabili. Circa la natura contabile delle cripto-valute, ai fini della loro iscrizione in bilancio occorre considerare il principio generale dettato dal paragrafo 31 dell’Oic 12 secondo cui la classificazione degli elementi dell’attivo è effettuata principalmente sulla base del criterio della destinazione delle attività.
7 Settembre 2026
Il Sole 24 Ore – Norme e Tributi - Sergio Pellegrino, Lucia Recchioni - Pag. 22
Sistemi di AI, vigilanza 231 sulla validazione dell’output
La legge 132/2025 coordina per la prima volta organicamente la disciplina dell’intelligenza artificiale con l’Ai Act, senza creare un autonomo reato-presupposto per la responsabilità 231. Introduce però aggravanti per alcuni reati commessi mediante AI e prevede nuove fattispecie legate all’omessa adozione delle misure di sicurezza sui sistemi ad alto rischio. L’uso dell’AI può rendere difficile individuare l’autore materiale e ricostruire prevedibilità e nesso causale, ma non esclude la responsabilità dell’ente quando il fatto sia riferibile a soggetti apicali o sottoposti. Il punto centrale diventa quindi la colpa di organizzazione, soprattutto per l’omessa vigilanza e validazione degli output prodotti dall’algoritmo. L’ente non può scaricare la responsabilità sul fornitore esterno: servono audit, accesso ai log, tracciabilità, ruoli chiari e controllo umano effettivo e proporzionato al rischio. Il modello 231 deve pertanto integrare l’AI nell’assetto organizzativo.
7 Settembre 2026
Il Sole 24 Ore – Norme e Tributi - Gian Luca Proietti Toppi - Pag. 23
Locazioni non registrate, sanatoria da riequilibrare
È nullo il contratto di locazione non registrato ma la giurisprudenza ha chiarito che, quando l’accordo scritto riporti fin dall’origine il canone realmente pattuito e il vizio consista soltanto nell’omesso adempimento fiscale, la registrazione tardiva determina una sanatoria ‘per adempimento’ con efficacia ex tunc. Resta invece insanabilmente nullo il patto occulto di maggiorazione del canone. La regolarizzazione tardiva salva dunque il contratto, ma può produrre incentivi distorti.
7 Settembre 2026
Italia Oggi - Francesco Campanari - Pag. 7
Utili da bonus, si guarda indietro
Il Dlgs 148/2026 modifica la tassazione del differenziale positivo derivante dalla cessione o compensazione dei crediti d’imposta, riconducendolo al reddito di lavoro autonomo. Il differenziale non sarà più soggetto alle aliquote marginali Irpef, ma a un’imposta sostitutiva del 26%, con una determinazione distribuita in base agli anni di utilizzo del credito. La nuova disciplina si applica ai crediti acquistati dal 12 agosto scorso, ma può essere estesa anche a quelli acquistati dal periodo d’imposta 2024. Per il 2024 sarà eventualmente necessario presentare una dichiarazione integrativa, mentre per il 2025 il nuovo criterio potrà essere applicato direttamente nella dichiarazione. I crediti acquistati fino al 31 dicembre 2023 restano esclusi dalla rilevanza fiscale; inoltre, la nuova disciplina riguarda solo i differenziali positivi, non quelli negativi. La collocazione nel reddito di lavoro autonomo comporta, infine, la possibile rilevanza del differenziale anche ai fini previdenziali.
7 Settembre 2026
Italia Oggi - Franco Ricca - Pag. 8
Rimborso dell’Iva estera, via al countdown per le richieste
Il 30 settembre è l’ultimo giorno a disposizione per richiedere il rimborso dell’Iva assolta sugli acquisti effettuati nel 2025 dall’impresa in un Paese Ue diverso da quello in cui è stabilita. La scadenza, pur cadendo di domenica, non slitta al giorno lavorativo successivo, essendo fissata direttamente dalla normativa Ue che disciplina la materia, ossia la direttiva 2008/9/CE del 12 febbraio 2008. Nello stesso termine, gli operatori economici stabiliti in Paesi extraUe con i quali l’Italia ha stipulato accordi di reciprocità, possono chiedere il rimborso dell’Iva assolta nel nostro Paese; sul punto si registra una novità, ovvero la deroga alla condizione di reciprocità per le imprese extraUe che acquistano beni e servizi per la realizzazione di operazioni collegate all’evento ‘America’s Cup-Napoli 2027’.
7 Settembre 2026
Italia Oggi - Giuliano Mandolesi - Pag. 3
Il 730 va verso la nuova finestra
Il calendario fiscale entra nel vivo. Il 30 settembre si chiude la fase di trasmissione dei modelli 730/2026 ma si apre quella delle correzioni dei modelli già presentati. Entro il 10 ottobre, infatti, è possibile comunicare al sostituto d’imposta di non effettuare la trattenuta del secondo acconto poi, fino al 26 della medesima mensilità, sarà possibile trasmettere i 730 integrativi a favore. Per le modifiche a sfavore, invece, si deve necessariamente utilizzare il modello Redditi 2026. Fino alla fine di marzo 2027 restano sotto monitoraggio i modelli 730/2026 con rimborso sospeso delle Entrate per rilevate incongruità tra i dati presenti nella dichiarazione e quelli in possesso del Fisco che, in questi casi, può effettuare controlli fino a 4 mesi dalla scadenza della trasmissione e non erogare il rimborso fino a 6 mesi dalla medesima data.
7 Settembre 2026
Italia Oggi - Sergio Trovato - Pag. 10
Tributi con sanzioni fisse e basse
L’articolo 12 del decreto legislativo 147/2026 pubblicato nella Gazzetta Ufficiale n. 185 dello scorso 11 agosto, dispone che dal prossimo anno per le violazioni commesse in materia di tributi locali troveranno applicazione sanzioni fisse e ridotte. Per le omesse dichiarazioni e le dichiarazioni infedeli non ci sarà più la scelta discrezionale del funzionario responsabile dell’amministrazione locale tra il minimo e il massimo. La sanzione è fissa e verrà applicata nella misura del 100% (anziché dal 100% al 200%) per le omesse dichiarazioni e del 40% per quelle infedeli (anziché dal 50% al 100%) . Le sanzioni ridotte si applicheranno per le violazioni commesse a partire dal 1°gennaio del prossimo anno. Abbattuta al 12,5% la penalità per i pagamenti effettuati entro 90 giorni dalla scadenza. Conviene versare con un ritardo non superiore a 15 giorni.
7 Settembre 2026
Italia Oggi - Benito Fuoco - Pag. 12
Fattura non esibita? Non basta
La Corte di cassazione penale, nella sentenza n. 27666/2026 depositata lo scorso 23 luglio, ha stabilito che la mancata esibizione dei documenti contabili non fa scattare in automatico il reato di occultamento o distruzione di documenti contabili. Né si possono presumere automaticamente l’impossibilità di ricostruire i redditi o il volume d’affari o anche la finalità di evasione: si tratta di elementi costitutivi autonomi della fattispecie che il giudice ha l’obbligo di accertare e motivare specificamente, dando conto dei processi inferenziali utilizzati, a pena di vizio di motivazione.