Un’elaborazione di Infocamere per Il Sole 24 Ore del lunedì evidenzia che nei bilanci delle imprese c’è spazio per accogliere i nuovi iperammortamenti previsti dalla legge di Bilancio 2026. Macchinari e software sono mediamente ammortizzati per il 62%, mentre le imposte correnti sono pari a 91.350 euro. A imporre una valutazione sulla capacità delle imprese di sfruttare il nuovo meccanismo è il cambio di formula del bonus sugli investimenti 2026-28, da credito d’imposta a maxideduzione. Un’elevata incidenza dell’ammortamento negli ultimi rendiconti fa pensare a beni strumentali con una vita media di 4-5 anni alle spalle. Ciò potrebbe lasciare campo aperto a nuovi investimenti. Il dato delle imposte correnti, invece, misura quanto margine c’è per assorbire la maggiorazione di costo in cui si traduce oggi l’agevolazione. Netta la differenza rispetto al passato: se un credito d’imposta può essere subito usato per pagare tasse e contributi, la maxideduzione sugli investimenti 2026 alleggerirà l’Ires da versare nel 2027.
Rassegna Stampa Fiscale
19 Gennaio 2026
Il Sole 24 Ore - Dario Aquaro, Cristiano Dell’Oste - Pag. 2
Imprese, macchinari già ammortizzati al 62%: spazio ai bonus 2026
19 Gennaio 2026
Il Sole 24 Ore - Michela Finizio - Pag. 5
Corsa al rinnovo Isee Nel 2025 precompilato un modello su quattro
I dati Inps dicono che nel 2025 il 22,3% delle pratiche Isee sono state inviate tramite procedura precompilata online, per lo più in modalità fai da te dal cittadino. Si tratta quasi di una pratica su quattro: il bilancio della campagna Isee 2025 certifica così il successo della modalità semplificata introdotta e potenziata dall’istituto per il rilascio dell’attestazione che definisce l’accesso e l’ammontare delle prestazioni sociali. L’anno precedente i modelli precompilati erano stati il 19,8% e l’anno prima ancora il 14,4%. Un trend destinato a continuare, soprattutto dopo l’approvazione del decreto Pnrr e in seguito all’attuazione delle novità contenute nell’ultima manovra. L’Esecutivo, infatti, lavora ad un decreto per accelerare l’attuazione del piano di investimenti. La bozza prevede che scuole università e Comuni debbano acquisire d’ufficio per via telematica dall’Inps i dati Isee necessari per erogare le prestazioni sociali senza doverli chiedere alle famiglie.
19 Gennaio 2026
Il Sole 24 Ore - Massimiliano Carbonaro - Pag. 14
Commercialisti, il 64,5% usa l’Ai ma c’è poca automatizzazione
Il X Rapporto sulle libere professioni in Italia dice che negli studi dei commercialisti sta facendo breccia l’Intelligenza artificiale, anche se usata per attività ‘tradizionali’ come l’elaborazione di testi, la ricerca normativa, la sintesi di documenti, la traduzione in altre lingue. Poco usata, invece, per l’automazione di attività ripetitive o di adempimenti fiscali o contabili. I dati evidenziano che il 64,5% dei commercialisti intervistati dichiara di far uso di sistemi di AI. Tra gli utilizzatori il 65,3% impiega l’AI per la ricerca normativa, il 54,5% per la generazione e la revisione dei testi, il 35,9% per le traduzioni e il 32,8% per la sintesi automatica di documenti. La ricerca evidenzia anche la relazione tra la dimensione degli studi e la propensione all’impiego dell’intelligenza artificiale. Dall’analisi emerge che più lo studio è piccolo, più l’interesse verso l’intelligenza artificiale è basso. Ci sono realtà, però, che guardano avanti. Il Cndcec ha avviato incontri su questa materia, come le guide della serie ‘L’aiuto intelligente al commercialista’.
19 Gennaio 2026
Il Sole 24 Ore – Norme e Tributi - Primo Ceppellini, Roberto Lugano - Pag. 21
Dividendi, partecipazioni ‘minime’ alla prova delle holding di famiglia
Da quest’anno i dividendi su partecipazioni ‘minime’ detenute da società saranno integralmente tassati, incidendo sulle scelte di investimento. Sono ‘minime’ le partecipazioni inferiori al 5% e con valore fiscale sotto i 500 mila euro; basta superare uno dei due limiti per applicare il regime ordinario. Non cambiano i regimi per persone fisiche e per partecipazioni qualificate. Il maggior impatto riguarda le holding di famiglia, dove si può arrivare a una tripla tassazione dei dividendi. Il netto finale per il socio persona fisica risulta sensibilmente ridotto rispetto al passato. Per evitare l’aggravio, si può cedere la quota alla persone fisica o far uscire la partecipazione dallo status ‘minimo’. In alternativa è possibile aumentare il valore fiscale, valutando però profili societari e abuso del diritto.
19 Gennaio 2026
Il Sole 24 Ore – Norme e Tributi - M.Balzanelli, M.Sirri, R.Zavatta - Pag. 22
Iva, per la permuta di beni e servizi imponibile il costo non attualizzato
Nella determinazione della base imponibile Iva, la legge di Bilancio sostituisce il valore normale con il valore dei beni e servizi che formano oggetto di ciascuna delle operazioni di cui si compone la permuta, da individuare sulla base dei costi a esse riferibili. Ciò comporta un onere in termini di perdita di gettito a partire dalle operazioni effettuate dal 2026, come afferma la documentazione di accompagnamento in relazione alla manovra 2026. Tale effetto dipende dal fatto che il costo è tendenzialmente inferiore al prezzo di mercato dei beni/servizi con cui, in prima approssimazione, può identificarsi il valore normale al quale occorreva guardare in forza della precedente versione dell’articolo 13, comma 2, lettera d) del decreto Iva. Il criterio del costo comporta difficoltà interpretative sulle quali è doveroso riflettere.
19 Gennaio 2026
Il Sole 24 Ore – Norme e Tributi - Lorena Di Fiore - Pag. 24
Impresa estinta, contro l’ex socio servono avviso e prove ‘autonomi’
Con la sentenza n. 7984/11/2025 dello scorso 30 dicembre la Cgt di secondo grado della Campania ha sostenuto che la responsabilità degli ex soci per i debiti della società di capitali estinta non è illimitata né automatica. Tale responsabilità colpisce i soci che: hanno ricevuto nel corso di due periodi d’imposta precedenti alla messa in liquidazione denaro o altri beni sociali; hanno avuto in assegnazione beni sociali dai liquidatori durante il tempo della liquidazione, entro il limite quantitativo nel valore dei beni loro assegnati. Questa responsabilità, di natura civilistica determinata dall’ingiustificato arricchimento, deve essere motivata e provata dall’Agenzia delle Entrate in base ad autonomo avviso di accertamento. Illegittima la pretesa impositiva verso l’ex socio fondata sull’iscrizione a ruolo del debito societario.
19 Gennaio 2026
Il Sole 24 Ore – Norme e Tributi - Carlo Rolandi, Davide Tarantino - Pag. 25
Incentivi ai manager, verifica complessa per i carried interest tra i redditi finanziari
Nei piani di incentivazione dei manager nelle operazioni di private equity e M&A è diffuso l’uso dei carried interest, strumenti che premiano la creazione di valore con extra-rendimenti. Dal 2017, l’art. 60 del Dl 50/2017 qualifica tali rendimenti come redditi finanziari tassati al 26%, se sono rispettate tre condizioni: investimento minimo, postergazione dei rendimenti e holding period. Il requisito principale è l’investimento minimo dell’1%, calcolato complessivamente su dipendenti e amministratori e verificato in modo ‘mobile’ nel tempo. Sono esclusi i consulenti e rilevano anche i valori tassati come redditi in natura. Nel caso dei fondi, l’1% si rapporta ai commitment. Ammesso il finanziamento dell’investimento purché genuino, a condizioni di mercato e con rimborso non subordinato al successo dell’operazione.
19 Gennaio 2026
Italia Oggi - Matteo Rizzi - Pag. 10
La Minimum tax cambia volto
Entra in una nuova fase il progetto della Global minimum tax. Dopo i negoziati, lo scorso 5 gennaio i 147 Paesi riuniti nell’Inclusive Framework Ocse-G20 hanno raggiunto un accordo politico e tecnico sul pacchetto di misure destinato a ridisegnare l’operatività del Secondo Pilastro della riforma Ocse della fiscalità internazionale delle imprese. L’intesa mette al centro un meccanismo di coesistenza, ‘side-by-side’, tra il sistema Ocse e alcuni regimi fiscali nazionali che già colpiscono il reddito globale delle società e introduce nuove semplificazioni. Il passaggio arriva in un momento delicato di implementazione della tassa. Il Pillar 2 è ormai una realtà normativa in oltre 65 Paesi, ma al tempo stesso stavano per scadere molte delle clausole transitorie su cui imprese e amministrazioni hanno costruito le prime applicazioni. In parallelo, l’avvicinarsi della Undertaxed profits rule – Utpr avrebbe fatto emergere in modo frontale il nodo statunitense, dopo il congelamento delle partecipazioni degli Stati Uniti alla riforma Ocse.
19 Gennaio 2026
Italia Oggi - Stefano Verna - Pag. 11
La Pex si aggancia a nuove soglie
La manovra 2026 subordina la Pex sulle plusvalenze al rispetto di soglie dimensionali minime per le partecipazioni acquisite dal 2027. Il regime agevolato spetta solo se la partecipazione detenuta è almeno del 5% o ha valore fiscale ≥ 500 mila euro; in caso contrario la plusvalenza è integralmente imponibile. Le soglie vanno verificate sulla partecipazione complessiva detenuta, non sulla singola quota ceduta. Questa lettura evita distorsioni, penalizzazioni delle cessioni frazionate e incoerenza con la disciplina dei dividendi. Resta il rischio che una cessione parziale faccia scendere la quota sotto soglia, rendendo onerose le successive dismissioni. La disciplina transitoria introduce un criterio Fifo, che però deve coordinarsi con il Lifo previsto per l’holding period di 12 mesi.
19 Gennaio 2026
Italia Oggi - Sergio Trovato - Pag. 12
Aree, l’omissione è senza effetti
La Suprema corte, con l’ordinanza n. 34027 dello scorso 24 dicembre, ha affermato che un’area è edificabile se è stata attribuita questa qualificazione giuridica dal piano regolatore del Comune, a prescindere dall’adozione di un piano di lottizzazione, e non ha alcuna incidenza negativa sul pagamento dell’imposta municipale la mancata comunicazione ai contribuenti del cambio di destinazione del terreno, nonostante la norma di legge imponga un obbligo di informazione a carico dell’amministrazione pubblica. Per i giudici di legittimità è dovuto comunque il pagamento del tributo, delle sanzioni e degli interessi.
19 Gennaio 2026
Italia Oggi - Benito Fuoco - Pag. 13
Ricorsi con paletti
La Corte di cassazione, sezione tributaria, nell’ordinanza n. 31530 depositata in cancelleria il 3 dicembre 2025, ha stabilito che il c.d. avviso di coobbligazione solidale notificato al cessionario in ragione dell’art. 60-bis del Dpr n. 633/1972, in base a una interpretazione estensiva dell’art. 19 del Dlgs n. 546/92 è un atto impugnabile in via facoltativa. Di contro, non è impugnabile la comunicazione preventiva di iscrizione a ruolo degli importi notificati dagli uffici prima della cartella di pagamento; comunicazione, quest’ultima che, a differenza dell’invito ad adempiere, ha solo valore informativo. Il caso riguardava una Srl in liquidazione, già esercente attività di commercio all’ingrosso di materiale telefonico, nei confronti della quale l’Agenzia delle Entrate di Roma aveva emesso una comunicazione con cui la informava che per l’anno 2006 si procedeva ad iscrizione a ruolo della stessa, quale obbligata in solido per gli importi Iva non versati dalla cedente.