La delega fiscale ha portato a casa 21 decreti attuativi e 8 Testi unici. In totale 29 decreti, approvati in via definitiva con un chiaro obiettivo: non gravare sui conti pubblici. L’attuazione della riforma ha dovuto fare i conti con le scarse risorse a disposizione arrivate in prevalenza dallo stop all’Ace. Anche per questo non è stato possibile mettere mano a Iva e Irap. Sull’Iva la delega aveva messo in agenda l’obiettivo di ‘razionalizzare il numero e la misura delle aliquote dell’Iva secondo i criteri posti dalla normativa UE’. Sull’Irap la delega puntava a un graduale superamento dell’imposta, dando priorità a società di persone e associazioni senza personalità giuridica costituite tra persone fisiche per l’esercizio in forma associata di arti e professioni, e istituire una sovraimposta. Il tutto assicurando sempre l’invarianza del carico fiscale. Nella delega, inoltre, non risulta la revisione della tassazione dei redditi di natura finanziaria. L’idea era quella di prevedere un’unica categoria reddituale nel segno dell’onnicomprensività. Anche in tal caso ha pesato la difficoltà di reperire risorse.
Rassegna Stampa Fiscale
6 Agosto 2026
Il Sole 24 Ore - Marco Mobili, Giovanni Parente - Pag. 5
La delega chiude con 29 decreti Tra le incompiute Iva, Irap e gioco
6 Agosto 2026
Il Sole 24 Ore - Benedetto Santacroce, Chiara Vetro - Pag. 23
Registrazione delle fatture e detrazione Iva entro i due anni
6 Agosto 2026
Il Sole 24 Ore - Lorenzo Pegorin, Gian Paolo Ranocchi - Pag. 23
Concordato, possibile correggere gli errori
Cambiano gli articoli 19 e 22 del decreto legislativo 13/2024. Il Consiglio dei ministri, ieri, ha licenziato il decreto legislativo che fa venire meno la regola dell’immodificabilità del Concordato preventivo biennale. Di conseguenza, diminuiscono i rischi legati alla decadenza del patto con il Fisco di fronte a un intervento preventivo e proattivo del contribuente volto a correggere eventuali errori commessi nella comunicazione dei dati necessari per la costruzione della proposta concordataria. Le modifiche all’articolo 19 prevedono la possibilità di modificare o integrare la dichiarazione dei redditi per rimuovere ‘errori o omissioni relativi ai ricavi, compensi o altri dati indicati nella dichiarazione dei redditi o comunicati ai fini della definizione della proposta di concordato’, prevedendo ulteriormente che la sanzione può essere definita mediante il ricorso al ravvedimento operoso.
6 Agosto 2026
Il Sole 24 Ore - Luigi Lovecchio - Pag. 24
La riscossione nei Comuni passerà alla società Amco
Il decreto legge PA contiene la riforma della riscossione delle entrate comunali. Prevede l’obbligo per i Comuni che non raggiungono la soglia minima di efficienza prevista per legge di affidare le proprie entrate ad Amco. Tale obbligo investe anche gli enti che riscuotono in proprio. In caso di società comunale affidataria della riscossione, la valutazione dell’efficienza sarà effettuata al termine del triennio successivo a quello di emanazione del decreto delle Finanze che individuerà le amministrazioni locali soggette all’obbligo suddetto. Amco, inoltre, non si occuperà direttamente delle attività di riscossione ma le affiderà alle società abilitate, scelte con procedure a evidenza pubblica. La società del min. del Tesoro metterà a disposizione dei concessionari affidatari del servizio le banche dati del sistema dell’Anagrafe tributaria, inclusa quella delle fatture elettroniche. In prospettiva l’Ader cesserà di svolgere le sue funzioni per gli enti locali.
6 Agosto 2026
Il Sole 24 Ore - Gaia Martinenghi - Pag. 26
Il fotovoltaico sul tetto per autoconsumo non soggetto a Imu
Con due sentenze, entrambe del 2026, pronunciate dalla Corte di giustizia tributaria di secondo grado della Lombardia e di primo grado di Milano è stata esclusa l’autonoma assoggettabilità a Imu di un impianto fotovoltaico installato sulla copertura di un capannone industriale e destinato all’autoconsumo aziendale. Nella prima pronuncia i giudici hanno sostenuto che quando il fotovoltaico è integrato nella falda di un immobile strumentale ed è destinato all’autoconsumo aziendale, non assume autonoma rilevanza catastale e impositiva ai fini dell’Imu. Anche nell’altra pronuncia il collegio ha sostenuto che l’impianto collocato sul tetto di un capannone, integrato nella copertura e destinato all’autoconsumo, non può essere dotato di autonoma rendita catastale, trattandosi di una pertinenza al servizio dell’immobile principale.
6 Agosto 2026
Italia Oggi - Francesco Cerisano - Pag. 19
La compliance entra in comune
Il decreto legislativo sul federalismo estende alla fiscalità locale i princìpi della legge delega. Sconti per chi accetta l’addebito diretto dei tributi locali sul conto corrente, lettere di compliance e avvisi bonari. In caso di addebito diretto dei tributi locali sul conto, Regioni e Comuni potranno fissare un importo massimo sul quale applicare una percentuale di riduzione delle somme dovute o un importo fisso, alternativo alla percentuale. Ma farà eccezione l’Imu, sui cui i Comuni non potranno disporre agevolazioni per l’addebito diretto perché gli incassi dell’imposta municipale hanno una diretta incidenza sulle relazioni contabili del Fondo di solidarietà comunale e del Fondo speciale per l’equità del livello dei servizi. Con il ravvedimento operoso è possibile regolarizzare errori o omissioni che il Fisco ha reso noto con le lettere di compliance. Il contribuente può anche aggiornare l’Amministrazione inviando i dati di cui la stessa non era a conoscenza e farlo entro 60 giorni dall’arrivo della lettera.
6 Agosto 2026
Italia Oggi - Francesco Cerisano - Pag. 19
Scontrini, con la franchigia al 5% meno rischi per gli errori formali
Il decreto Omnibus introduce una soglia di tolleranza del 5% per gli errori meramente formali nella memorizzazione e trasmissione dei dati dei corrispettivi, evitando sanzioni quando le discrepanze non incidono sul corretto pagamento delle imposte. La franchigia si applica anche alle differenze tra operazioni registrate e pagamenti elettronici effettuati, nonché alle violazioni relative a scontrini e ricevute fiscali, purché entro tale limite. La misura, accolta con favore da Confcommercio, punta a favorire la compliance tra Fisco e contribuenti. Il decreto proroga dal 30 settembre al 31 dicembre il termine per la certificazione del TCF, come richiesto dai commercialisti. Sono previste agevolazioni per il Concordato preventivo biennale 2026-2027, tra cui la riduzione dei termini di accertamento. Le novità mirano a rendere il sistema fiscale più equo.
6 Agosto 2026
Italia Oggi - Fabrizio G.Poggiani - Pag. 20
Concordato, premiato il rinnovo
Il decreto Omnibus ha apportato modifiche sostanziali alla disciplina del Concordato preventivo biennale, ma a partire dal biennio 2026/2027. Previsto un regime di ravvedimento speciale, per tutti i periodi d’imposta che vanno dal 2020 al 2023, limitatamente ai contribuenti che ‘rinnovano’ l’adesione del patto con il Fisco. Il decreto Omnibus stabilisce in modo chiaro che l’adesione al concordato, in assenza dei requisiti necessari, è da considerarsi privo di effetti; analogo rigore trova applicazione in presenza di cause di esclusione, rendendo l’adesione nulla ab origine. Per quanto concerne le società e le associazioni professionali, l’accesso è ora vincolato al fatto che i soci o associati esercitino attività economiche riconducibili al medesimo indice sintetico di affidabilità, applicato dalle associazioni o dalla società stessa e, in caso di rinnovo dell’adesione, la norma introduce una flessibilità.
6 Agosto 2026
Italia Oggi - Duilio Liburdi, Massimiliano Sironi - Pag. 21
Accertamento, termini corretti
Il decreto legislativo Omnibus, approvato recentemente dal Consiglio dei ministri, interviene in materia di accertamenti disponendo che per i componenti negativi dedotti e che hanno effetti su più periodi di imposta il termine di rettifica e di accertamento decorre dal primo momento di imputazione del componente negativo. Ciò a meno che non si tratti di componenti negativi inesistenti. L’intervento accoglie, almeno in parte, le sollecitazioni provenienti dal Consiglio nazionale dei commercialisti e dalla Fondazione. In materia di accertamenti il testo contiene anche altre due disposizioni finalizzate a meglio regolamentare la questione legata agli accertamenti sulle società a ristretta base nonché alla fattispecie degli accertamenti fondati sul principio di anti economicità.