Ieri è entrato in vigore il nuovo dazio ‘universale’ del 10% deciso dal presidente americano Donald Trump. La nuova tariffa punta a sostituire i dazi indiscriminati finora in vigore e annullati dalla Corte Suprema americana. Intanto il commissario europeo al Trude Sefcovic spinge il Parlamento europeo a ratificare l’accordo con gli Usa chiuso a luglio. Serve, però, chiarezza da parte americana. Il nuovo approccio di Trump va nella direzione di aumentare i dazi su alcune esportazioni dell’Ue oltre il limite massimo del 15% concordato con Washington la scorsa estate. Ma non sarebbe l’unica infrazione all’intesa. Anche le tariffe al 50% sui prodotti contenenti alluminio e acciaio non lo rispetterebbero. L’auspicio è che si possa trovare un accordo prima possibile. Sefcovic è stato rassicurato dai suoi omologhi a stelle e strisce che l’accordo con la Ue resterà. A Bruxelles si sollevano dubbi sulla validità dell’intesa dopo la sentenza della Corte Suprema americana.
Rassegna Stampa Fiscale
25 Febbraio 2026
Corriere della Sera - Francesca Basso - Pag. 12
Scattano i dazi di Trump al 10% L’Ue: ‘Meglio intesa che guerra’
25 Febbraio 2026
Corriere della Sera - Valentina Iorio - Pag. 13
Tariffe, ricorsi e scadenze: il grande pasticcio delle barriere
I nuovi dazi globali annunciati da Trump sono in vigore da ieri. Arrivano dopo la sentenza della Corte Suprema americana. Ma a pesare, tanto, sulle imprese è l’incertezza. La durata limitata delle nuove tariffe e il timore che possano ancora salire frenano acquisti e investimenti. Preoccupano anche le voci sull’impegno a mantenere i vecchi dazi ma attraverso nuove vie giuridiche. Pesano pure le minacce su chi viola impegni non mantenuti. La mancata ratifica dell’accordo di Tumberry da parte del Parlamento Ue potrebbe indispettire Washington. Per questo gli imprenditori esortano la Commissione ad andare avanti con l’intesa.
25 Febbraio 2026
Il Sole 24 Ore - Marco Mobili, Giovanni Parente - Pag. 2
Partecipazioni , doppia mossa per la tassazione ridotta
Il decreto correttivo in arrivo dovrebbe contenere un doppio intervento sulle partecipazioni ovvero sulle nuove condizioni previste dalla legge di Bilancio (partecipazione non inferiore al 5% o valore fiscale non inferiore a 500 mila euro) e per mantenere il prelievo favorevole dell’1,2% sulle plusvalenze. Si prevedono interventi normativi nel decreto correttivo e un pacchetto di interpretazioni ufficiali. Le nuove regole valgono per le partecipazioni acquisite dal 2026, salvaguardando quelle detenute al 31 dicembre 2025. Il nodo principale riguarda se considerare la quota detenuta o quella venduta per applicare il regime Pex; si privilegia l’intero pacchetto. L’incertezza rischia di bloccare compravendite e strategie di investimento, soprattutto nelle PMI. Allo studio chiarimenti e interventi correttivi per evitare distorsioni del mercato.
25 Febbraio 2026
Il Sole 24 Ore - Cristiano Dell’Oste, Giovanni Parente - Pag. 2
Dopo il Testo unico la delega fiscale cerca lo sprint
Dopo il via libera preliminare al nuovo Testo unico delle imposte sui redditi nel cantiere della delega fiscale trova posto anche la riforma dell’accertamento. L’obiettivo del Testo unico sull’accertamento è disciplinare in modo organico le disposizioni relative ai controlli, che finora hanno trovato casa in contenitori differenziati a seconda del tipo di imposte. L’ambizione è ottenere un reale effetto di semplificazione per tutti gli addetti ai lavori del mondo tributario. Ma la delega fiscale contiene anche due tasselli centrali: la riforma dei tributi locali e quella del gioco fisico in concessione. Su quest’ultima siamo alle battute finali:oltre a riscrivere le regole del gioco retail per dare certezza agli operatori e garantire maggiori tutele ai giocatori, il decreto potrebbe garantire all’Erario incassi freschi con le gare per le nuove concessioni delle scommesse. Sui tributi locali l’idea sarebbe quella di presentare un nuovo decreto legislativo che estenda la strategia della compliance ai tributi locali.
25 Febbraio 2026
Il Sole 24 Ore - M.Mo., G.Par. - Pag. 2
Acquisti di crediti di imposta, prelievo al 26% sulla differenza tra valore nominale e costo
Nel corso di Telefisco 2026 il vice ministro all’Economia, Maurizio Leo aveva aperto alla possibilità di tassare come reddito diverso la differenza di costo d’acquisto e valore nominale. Nel nuovo decreto fiscale atteso in Consiglio dei ministri la prossima settimana dovrebbe trovare posto la misura sui crediti d’imposta acquistati dai professionisti che prevede la tassazione separata al 26% della differenza tra valore nominale e costo sostenuto per comprarli. Diversi gli aspetti da mettere a punto. Da un lato c’è la questione che i costi si imputano per cassa nell’anno in cui sono sostenuti. Mentre il valore del credito va imputato per singola rata di utilizzo. Dall’altro, va considerato che un intervento simile non andrebbe a toccare solo i redditi di lavoro autonomo ma la generalità dei contribuenti persone fisiche, con la necessità quindi di prevedere un meccanismo destinare a un’applicazione su più larga scala.
25 Febbraio 2026
Il Sole 24 Ore - Cristina Bartelli, Matteo Prioschi - Pag. 3
Incrementi e conguagli in busta paga di aprile per 4 milioni di lavoratori
Dopo i chiarimenti della circolare n. 2/E/2026 dell’Agenzia delle Entrate, le aziende provvederanno ad applicare gli aumenti dei rinnovi contrattuali con la tassazione light del 5%. E lo faranno a partire dal mese di maggio. Difficilmente ciò potrà avvenire già da marzo. Secondo i dati Istat i rinnovi dei contratti collettivi nazionali di lavoro percepiti nel 2024 sono stati 17 e hanno coinvolto circa 4 milioni di addetti, mentre nel 2025 sono stati 19 per 2,2 milioni di persone. A questi si aggiungono metalmeccanici e gomma plastica che non sono stati inclusi nei dati Istat in quanto, a fine 2025, erano in attesa di ratifica definitiva. A pesare c’è anche il tema di come sarà riportata in busta paga la nuova indicazione; con buona probabilità si troverà uno specifico rigo con i conguagli e gli incrementi. (Ved. anche Italia Oggi: ‘Aumenti, flat tax a maglie larghe’ – pag. 30)
25 Febbraio 2026
Il Sole 24 Ore - Luca Gaiani - Pag. 32
Pex, per le vendite frazionate serve un correttivo temporale
La manovra 2026 ha introdotto due requisiti speculari per usufruire della detassazione parziale di dividendi e plusvalenze Pex: percentuale minima del 5% o valore fiscale non inferiore a 500 mila euro. La norma sulle plusvalenze ha duplicato quando già previsto per i dividendi ma mentre per questi ultimi il reddito conseguito è sempre riferito all’intera partecipazione posseduta al momento dell’incasso, per le plusvalenze ciò non è sempre vero, potendosi avere plusvalenze che derivano da cessioni frazionate di quote prelevate da un pacchetto più ampio. Una situazione simile si pone per i capital gain delle persone fisiche che fino al 2018 scontavano l’imposta sostitutiva con percentuali fino al 20%, mentre concorrevano a formare il reddito se si supera tale soglia. Assoholding, con la circolare 1/2026, sostiene che per le vendite frazionate serve un correttivo alla norma che introduca un arco temporale di misurazione cumulativa delle cessioni come previsto per i capital gain. (Ved. anche Italia Oggi: ‘Tavolo di lavoro Mef sulla Pex’ – pag. 33)
25 Febbraio 2026
Il Sole 24 Ore - Giorgio Gavelli - Pag. 33
Le società conservano gli obblighi di trasparenza
Non compare nel testo definitivo del decreto legge n 19/2026 la disposizione che contiene l’auspicata semplificazione sugli obblighi di trasparenza delle informazioni relative a sovvenzioni, sussidi, contributi ricevuti dalle PA di importo totale superiore a 10 mila euro annui. Ad oggi non è noto se la misura potrà essere ‘ripescata’. Nel frattempo il codice Incentivi è intervenuto sul tema, senza però apportare significative modifiche agli obblighi già in vigore. La bozza di decreto Pnrr prevedeva la cancellazione della misura che dispone precisi obblighi di ‘trasparenza’ delle erogazioni pubbliche ricevute nell’esercizio precedente. La norma abrogatrice dell’obbligo per le imprese non è più presente nel decreto Pnrr, dove invece si rinviene l’ennesima proroga al 31 dicembre 2027 del termine per la notifica degli atti emanati per il recupero delle somme relative agli aiuti di Stato e agli aiuti de minimis.
25 Febbraio 2026
Il Sole 24 Ore - Gianluca Dan, Gian Paolo Ranocchi - Pag. 34
L’affitto di azienda non fa decadere dal concordato
L’Agenzia delle Entrate, con la risposta n. 46/2026, chiarisce che l’affitto di azienda non è causa di cessazione del concordato preventivo biennale. La questione affrontata riguarda una società che aveva aderito al Cpb per il biennio 2024/2025 e che ha preso in affitto nel corso del 2025 un’azienda di proprietà di un’altra società. L’istante chiede se l’affitto di azienda possa rientrare in una causa di blocco o di decadenza del Cpb. Le Entrate rispondono che la lettera b-ter) dell’art. 21 Dlgs n. 13/2024 individua le operazioni che possono modificare la capacità reddituale del contribuente e che, quindi, possono portare a una causa di cessazione del Cpb. Il riferimento è alle operazioni di fusione, scissione, conferimento di azienda o di ramo. Solo in questi casi viene meno il diretto collegamento tra la proposta di concordato e la diversa capacità reddituale conseguente al nuovo assetto economico della società.
25 Febbraio 2026
Italia Oggi - Matteo Rizzi - Pag. 32
Fisco, la Ue vuole darci un taglio
La Commissione europea ha aperto una consultazione sul cantiere dell’Omnibus fiscale per intervenire su 5 direttive della tassazione societaria, con l’obiettivo di eliminare sovrapposizioni normative e aggiornare regole considerate frammentate o superate. Nel mirino la revisione delle regole sulle Controlled foreign companies per coordinarle con la Global minimum tax, la ricalibrazione della Interest limitation rule, il riallineamento delle direttive su fusioni, interessi, royalties e rapporti madre-figlia, la semplificazione delle procedure di accesso ai benefici fiscali previsti dalle direttive e interventi mirati sulla direttiva relativa alla risoluzione delle controversie fiscali. Questo è il perimetro dell’Omnibus fiscale sul quale Bruxelles ha avviato una consultazione, aperta fino al 16 maggio 2026.
25 Febbraio 2026
Italia Oggi - Cristian Angeli - Pag. 34
Superbonus, manleva accorta
Il Tribunale di Bologna, con la sentenza n. 1118 dello scorso 3 febbraio, si è pronunciato su una questione spinosa che investe tutti i bonus edilizi ovvero l’allocazione del rischio fiscale nei rapporti interni tra condominio e general contractor. In tema di superbonus e sconto in fattura (art. 121 decreto Rilancio) è inammissibile la domanda di manleva proposta dal committente per eventuali pretese fiscali, ove non sia allegato e dimostrato un attuale recupero da parte dell’Agenzia delle Entrate, difettando una concreta e attuale lesione della sfera patrimoniale. Il caso trae origine dall’interruzione dei lavori di manutenzione straordinaria affidati con il meccanismo dello sconto in fattura. Il condominio, temendo contestazioni delle Entrate, aveva chiesto di essere manlevato ‘da qualsivoglia responsabilità di natura tributaria e fiscale in relazione a pretese da parte del Fisco’. Per i giudici la domanda è inammissibile.