Il prossimo taglio delle accise dovrebbe essere differenziato come è stato quello dello scorso 30 aprile: lo sconto sarebbe maggiore per il diesel e minore per la benzina perché sono i prezzi del diesel ad aumentare di più rispetto a quelli della benzina: quasi 30 centesimi in più al litro dal 1° luglio a oggi contro i 17 centesimi di aumento della verde. Se il Governo replicasse la scelta di fine aprile, potrebbe riportare il prezzo sotto la soglia psicologica dei due euro entrambi i carburanti. Considerato che a luglio i prezzi sono aumentati di più che lo scorso aprile, il ‘tesoretto’ Iva utilizzabile secondo il meccanismo della c.d. ‘accisa mobile’ sarebbe di circa 250 milioni, tale quindi da coprire un taglio differenziato analogo per almeno due settimane. Il problema è che l’accisa mobile si potrebbe attivare solo nella prima settimana di agosto, quando sarà disponibile il consuntivo dell’extra-gettito di luglio. Il Governo vorrebbe accelerare e varare un decreto per coprire la settimana che va dagli ultimi giorni di luglio ai primi di agosto e poi un altro provvedimento per arrivare alla fine di agosto.
Rassegna Stampa Fiscale
27 Luglio 2026
Corriere della Sera - Enrico Marro - Pag. 10
Sconto di 24 centesimi sul diesel Ma pesa il nodo delle coperture
27 Luglio 2026
Corriere della Sera - Paola di Caro - Pag. 11
Le misure allo studio? Accise mobili e social card Il varo nei prossimi giorni, serve un po’ di prudenza
I numeri dicono che il Governo Meloni ha fatto di tutto per calmierare il prezzo dei carburanti ed evitare che i costi ricadano sulle famiglie. Così possiamo riassumere il concetto espresso da Tommaso Foti, ministro per gli Affari europei, il Pnrr e le Politiche di coesione. L’Esecutivo vuole fare di più, ma serve prudenza perché la situazione politica internazionale è complicata. Foti ricorda che il Governo ha finanziato per 5 miliardi il decreto bollette. Sul caro carburanti da inizio anno sono stati fatti interventi per due miliardi. Il prezzo è stato ridotto nei momenti in cui è stato raggiunto il picco degli aumenti. Sono allo studio le prossime misure. Unimpresa ipotizza 100 milioni ma – dice il ministro – è opportuno prima adottare i provvedimenti e poi valutarne l’impatto. Alle accuse della sinistra di non utilizzare le accise mobili il ministro risponde che è stato proprio il Governo Meloni, nel 2023, a renderle utilizzabili ed è in atto una verifica per poterle usare, considerato che per stabilire i ricavi dell’Iva derivanti dall’aumento del costo dei carburanti servono due mesi. Allo studio misure speciali sul carburante attraverso le social card.
27 Luglio 2026
Il Sole 24 Ore - Cristiano Dell’Oste - Pag. 7
Casa, nel 730 calano i locatori con due alloggi in affitto breve
La rilevazione del Caf Acli evidenzia che, nei modelli 730 presentati quest’anno, solo il 9,6% di coloro che dichiarano proventi da locazione breve ha dedicato a questa attività due o più abitazioni. La dichiarazione 2026 fotografa le scelte del 2025. E mostra un calo dell’1,7% rispetto ai modelli presentati lo scorso anno e riferiti al 2024. In parallelo è cresciuta del 3,5% la quota di coloro che affiancano all’affitto breve di un solo appartamento la locazione tradizionale di una o più case. Sapendo che dal 2024 la cedolare sui proventi realizzati a partire dalla seconda abitazione in affitto è stata elevata dal 21 al 26%, è facile ipotizzare che ci sia stato un primo lieve spostamento verso le formule più lunghe. Più del contratto a canone libero ‘4+4’, in calo da anni, gli indiziati sono il contratto a canone concordato ‘3+2’, gli affitti a studenti e soprattutto il contratto transitorio, che ha una durata fino a 18 mesi.
27 Luglio 2026
Il Sole 24 Ore - Cristiano Dell’Oste, Valentina Maglione - Pag. 17
Pagelle Isa, i professionisti con 8 aumentano più delle imprese
I numeri delle dichiarazioni dei redditi del 2025 dei contribuenti soggetti alle pagelle Isa dicono che cresce l’affidabilità fiscale dei professionisti. Su 269 mila professionisti che hanno presentato gli Isa, quelli ‘affidabili’ – ovvero con un voto da 8 in sù – sono stati poco più di 157 mila: il 58,4%, in crescita di 6,5 punti percentuali rispetto all’anno precedente. Mentre solo il 46,7% ha avuto il bollino di fedeltà fiscale, in aumento di 2,2 punti percentuali sull’annualità precedente. Le spiegazioni possono essere diverse. Pesa l’andamento generale positivo degli affari e può esserci stato anche un adeguamento dei ricavi al momento della dichiarazione dei redditi, deciso per ottenere i benefici del regime premiale Isa. Ma può aver inciso anche il concordato preventivo biennale. L’analisi è stata limitata a professionisti persone fisiche, tralasciando studi e società, ma anche i forfettari, che non applicano gli Isa e che in alcuni settori professionali sono molto numerosi. In netto miglioramento il voto Isa di informatici e paramedici. Restano su alti livelli i commercialisti.
27 Luglio 2026
Il Sole 24 Ore - Giorgio Gavelli - Pag. 18
Il mancato versamento della ritenuta non pesa sul professionista
I professionisti lavorano sulle dichiarazioni dei redditi dei clienti prestando attenzione alla raccolta delle certificazioni che dimostrano l’avvenuto pagamento della ritenuta d’acconto sui compensi. Se, però, la certificazione non è stata trasmessa o se la ritenuta non è stata versata correttamente, il professionista non incorre in responsabilità. Anche dopo la riforma del 2024, la ritenuta va operata sui compensi pagati ai professionisti; quindi, molte delle nuove fattispecie reddituali che ricadono nel reddito di lavoro autonomo per effetto del principio di onnicomprensività continuano a non essere soggette a ritenuta. Il decreto legislativo 192/2024 ha apportato una novità la quale dispone che le somme percepite nel periodo d’imposta successivo a quello in cui sono state corrisposte dal sostituto d’imposta si imputano al periodo in cui questo deve effettuare la ritenuta. La regola non si applica quando il pagamento viene effettuato da un soggetto che non riveste le caratteristiche di sostituto d’imposta per i compensi riconosciuti al lavoratore autonomo; in tal caso, ai fini reddituali, rileva il periodo d’imposta in cui è avvenuto l’incasso.
27 Luglio 2026
Il Sole 24 Ore – Norme e Tributi - Riccardo Andriolo, Mirko Benedini - Pag. 22
Business plan più credibile se ascolta tutte le funzioni
Il business plan si sta trasformando. Da documento previsionale sta diventando strumento di dialogo tra imprese e stakeholders. Più che uno strumento ‘corretto’, occorre costruire un piano ‘credibile’. Un business plan può essere corretto nei numeri ma risultare poco convincente se basato su ipotesi irragionevoli. Al contrario, è credibile quando ogni numero rappresenta la conseguenza logica di una scelta strategica identificabile. Risultati attesi, investimenti e fabbisogni finanziari non devono essere stimati in modo isolato, ma devono presentarsi come la traduzione quantitativa del modello di business, delle decisioni commerciali, delle politiche produttive e delle risorse disponibili. È questo il messaggio che emerge dai principi elaborati dal Consiglio nazionale dei commercialisti e dalla Fondazione nazionale dei commercialisti che qualificano il business plan come un processo di pianificazione fondato su assunzioni ragionevoli, verificabili e coerenti, piuttosto che come un semplice prospetto numerico.
27 Luglio 2026
Il Sole 24 Ore – Norme e Tributi - Matteo Balzanelli, Massimo Sirri - Pag. 23
Trasformazioni societarie, agevolazione in continuità di gestione immobiliare
La legge di Bilancio 2026 ha riaperto la possibilità di usufruire della disciplina agevolata per assegnazioni, cessioni di beni e trasformazioni in società semplici. Il termine scade il prossimo 30 settembre. L’Agenzia delle Entrate ha chiarito le regole ma restano perplessità sulla rilevanza Iva delle trasformazioni societarie. È invece definito il trattamento degli immobili acquistati in esenzione, assimilati a quelli senza detrazione Iva, con applicazione di imposte agevolate. Con una sentenza del 2026 la Corte di cassazione ha confermato l’obbligo di rettifica della detrazione Iva sui costi di lavoro incrementativi in caso di assegnazione fuori campo Iva. Restano criticità per gli immobili ristrutturati, soprattutto abitativi acquistati da privati, dove le norme possono generare Iva in uscita senza detrazioni in entrata. Auspicabile un chiarimento del Fisco sulle soluzioni interpretative possibili.
27 Luglio 2026
Il Sole 24 Ore – Norme e Tributi - Davide Settembre - Pag. 24
Liti fiscali, salvo l’appello se le ricevute sono in .pdf
Con l’ordinanza n. 22668 dello scorso 3 luglio la Corte di cassazione ha confermato che nell’ambito del processo tributario telematico, è ammissibile il ricorso in appello le cui ricevute di notificazione a mezzo Pec siano state depositate nel formato Pdf e non nel formato .eml. Nel caso esaminato dalla Corte, il ricorrente riteneva che il ricorso in appello doveva essere dichiarato inammissibile in quanto l’appellante non aveva prodotto in giudizio le ricevute in formato telematico (.eml) attestanti la notifica del ricorso. I giudici di legittimità hanno però ritenuto infondato i motivi evidenziando che le ricevute in formato Pdf consentivano al giudice di appello tale verifica, riportando la data di perfezionamento della notificazione. I giudici di legittimità hanno confermato l’indirizzo secondo cui non c’è inammissibilità dell’appello se il ricorrente ha depositato le ricevute di accettazione e consegna in formato analogico e non digitale.
27 Luglio 2026
Italia Oggi - Alessandro Felicioni - Pag. 7
Rischi fiscali, gestione a monte
Le nuove linee guida sull’adempimento collaborativo dell’Agenzia delle Entrate evidenziano che il rischio fiscale non si governa più a valle, quando l’operazione è già contabilizzata e la dichiarazione è pronta. I nuovi indirizzi del Fisco portano il presidio tributario dentro le scelte di bilancio, nella fase in cui l’impresa decide come qualificare le cripto-valute, diritti d’uso, contratti complessi e operazioni non espressamente disciplinate dai principi contabili. Il provvedimento del 6 luglio scorso aggiunge due nuove casistiche, cripto-attività e diritto d’uso esclusivo di infrastrutture, ma il vero segnale è un altro: le linee guida diventano un cantiere permanente, aggiornabile in via continua attraverso la pubblicazione delle versioni integrali sul sito delle Entrate. Dunque il Tax control framework non potrà restare fermo ma dovrà essere dinamico per seguire l’evoluzione delle operazioni, dei principi contabili e delle letture condivise di Entrate e Oic.
27 Luglio 2026
Italia Oggi - Franco Ricca - Pag. 8
Iva, il rappresentante fiscale risponde sempre, senza se e ma
Il Tribunale Ue, nella recente sentenza dell’8 luglio 2026, causa T-356/25, avente ad oggetto l’interpretazione delle disposizioni degli articoli 2024 e 205 della direttiva Iva, ha evidenziato che il rappresentante fiscale che sia stato designato dal soggetto passivo estero quale debitore dell’Iva sulle operazioni imponibili da questi effettuate nel territorio dello Stato, risponde anche per le operazioni delle quali non era a conoscenza. Sussistendo la designazione, da verificare sulla base della normativa nazionale attuativa, tale disposizione non esclude infatti che il rappresentante fiscale possa essere considerato debitore dell’imposta dovuta dal soggetto passivo rappresentato anche nel caso in cui non intervenga nelle operazioni imponibili effettuate da quest’ultimo.
27 Luglio 2026
Italia Oggi - Sergio Trovato - Pag. 10
Le rettifiche non chiudono le liti
La rettifica di un avviso di accertamento, in autotutela, non sostituisce l’atto precedentemente emanato. La revoca parziale di un precedente atto, infatti, riduce la pretesa fiscale e non comporta la cessata materia del contendere. Lo ha chiarito la Corte di cassazione, sezione tributaria, con l’ordinanza n. 20806 del 19 giugno 2026. Secondo i giudici di piazza Cavour, in tema di accertamento delle imposte, la modificazione, in diminuzione, dell’originario avviso non esprime una nuova pretesa tributaria, ma una riduzione di quella originaria, sicché non costituisce atto nuovo, ma revoca parziale di quello precedente. Pertanto, in sede processuale, tale evenienza non può comportare la cessazione della materia del contendere, in quanto resta l’interesse della PA a vedere riconosciuto il proprio credito tributario e quello del contribuente a negare la pretesa, con la conseguente necessità di una pronuncia dell’autorità giudiziaria.
27 Luglio 2026
Italia Oggi - Benito Fuoco - Pag. 12
Cessioni, conta il libro contabile
Nell’ordinanza n. 20054 depositata lo scorso 16 giugno la Corte di cassazione, sezione civile, ha stabilito che in tema di cessione di azienda occorre, ai fini della responsabilità del cessionario, l’iscrizione del debito aziendale nelle scritture contabili obbligatorie del cedente, rendendo, in tal modo, irrilevante il dato della conoscenza allunde del debito da parte del cessionario e consentendo anche ai creditori dell’acquirente una più chiara e immediata individuazione degli effetti del trasferimento in relazione alle loro obbligazioni. Nel caso analizzato due professionisti convenivano in giudizio una cooperativa sociale, chiedendo l’accertamento del proprio credito per prestazioni professionali. Dunque, ai fini della responsabilità serve la prova dell’iscrizione in bilancio, non basta dimostrare che il cessionario sapesse del debito.
27 Luglio 2026
Italia Oggi - Giovanni Valcarenghi, Raffaele Pellino - Pag. 20
Registri contabili: cartacei o informatici? Il regime cambia
L’Agenzia delle Entrate, nella risposta a interpello n. 144/E dello scorso 13 luglio, ha affermato che per l’imposta di bollo dovuta sui registri contabili tenuti in modalità informatica il computo della soglia delle 2.500 registrazioni deve essere effettuato il modo ‘autonomo’ per ciascun periodo d’imposta. L’imposta di bollo è dovuta sul libro giornale e sul libro degli inventari, mentre restano esclusi gli altri libri e registri prescritti dalla normativa tributaria. Ai fini dell’assolvimento del tributo occorre distinguere tra registri tenuti con sistemi meccanografici e successivamente trascritti su supporto cartaceo e registri tenuti esclusivamente in modalità informatica. Nel primo caso l’imposta è dovuta nella misura di 16 euro ogni 100 pagine o frazione, ovvero 32 euro nei confronti dei soggetti non tenuti al pagamento della tassa annuale di vidimazione. Nel secondo caso l’imposta di bollo è dovuta nella misura di 16 euro ovvero 32 euro ogni 2.500 registrazioni o frazione di esse ed è assolta esclusivamente con modalità telematiche.