Rassegna Stampa Fiscale

31 Marzo 2026
Corriere della Sera - Claudia Voltattorni - Pag. 38

Bollette, maxi-rincaro per la luce Aumento dell’8,1% sui vulnerabili

L’Arera certifica che nei prossimi tre mesi la bolletta della luce per gli utenti più vulnerabili aumenterà dell’8,1%. Per anziani over 75, o titolari di bonus sociali, o persone disabili la spesa annuale della bolletta elettrica arriverà fino a 589 euro tra il 1°luglio 2025 e il 30 giugno 2026. L’aumento investe proprio la parte più fragile degli utenti, circa 3 milioni di persone, verso cui l’Esecutivo sta pensando di destinare, con il decreto bollette, un bonus straordinario di 115 euro. Per le associazioni dei consumatori si tratta di un bonus insufficiente. Lo scoppio del conflitto in Medio Oriente rischia di rendere meno incisivi gli interventi previsti oltre un mese fa. Al bonus di 115 euro per chi percepisce il bonus sociale si associa uno sconto annuale di 60 euro sulla bolletta della luce per l’Isee fino a 25 mila euro. Si tratta di un contributo volontario che le aziende potranno decidere di erogare ai propri clienti. 


31 Marzo 2026
Corriere della Sera - Mario Sensini - Pag. 38

Conti, la linea di Giorgetti: prudenza e responsabilità ma l’Europa ora si muova

L’Unione Europea deve affrontare il problema dei prezzi energetici. Lo ha detto, ieri, il ministro dell’Economia, Giancarlo Giorgetti nel corso della riunione dei ministri delle Finanze e dell’Energia del G7 e dei governatori delle banche centrali. Secondo il responsabile di via XX Settembre i governi non possono muoversi da soli e in ordine sparso. Si tratta di una questione sovranazionale. Giorgetti concorda con la presidente della Bce, Christine Lagarde che occorre trovare un giusto mix tra politica monetaria e politica di bilancio. La Bce potrebbe aumentare i tassi per contrastare i rischi di inflazione, ma i governi dovranno fare la loro parte, perché l’economia ha bisogno di sostegno. La Ue dovrà quanto meno chiarire le regole del gioco e possibilmente facilitare la disponibilità di risorse. Per il ministro ‘le misure di contrasto all’aumento dei prezzi dovranno essere mirate, temporanee e basate su un approccio condiviso, che tenga conto dell’impatto della crisi nei diversi paesi’. 


31 Marzo 2026
Il Sole 24 Ore - Carmine Fotina, Giovanni Parente - Pag. 6

Esodati 5.0, Governo al lavoro per aumentare l’aliquota

I numeri sono chiari: il taglio deciso dal Governo ai fondi del piano Transizione 5.0 significa un micro bonus pari ad appena il 12,25% dell’investimento. Naturalmente le contestazioni delle associazioni imprenditoriali non si sono fatte attendere. Ammontano a 7.417 le richieste delle imprese per un totale di 1,65 miliardi di euro di credito d’imposta. Ma la tagliola del decreto fiscale limita il calcolo ai soli investimenti in  beni strumentali escludendo tutte le spese per i sistemi di gestione energetica e per gli impianti da fonti rinnovabili. E così si scende a 1,53 miliardi. A fronte però delle risorse messe a disposizione il credito d’imposta effettivo, per ogni richiesta, è pari solo al 35% di quello spettante. (Ved. anche Italia Oggi: ‘Bonus 5.0 con credito tagliato’ – pag. 27)


31 Marzo 2026
Il Sole 24 Ore - Marco Mobili, Giovanni Parente - Pag. 6

Bollo più salato su 3,9 milioni di conti correnti delle società

Tra le pieghe del decreto fiscale spunta un rincaro a carico delle imprese. Ci riferiamo all’imposta di bollo sui conti correnti delle società che da 100 euro sale a 118 euro, con decorrenza immediata. Si applica su estratti conto e rendimenti emessi dal 28 marzo, ovvero dalla data di entrata in vigore del decreto. La misura serve a finanziare il dietrofront sulle due condizioni alternative (5% o 500 mila euro di valore) previsto dalla legge di Bilancio 2026 per accedere alla tassazione agevolata su dividendi e partecipazioni. L’aumento dell’imposta di bollo grava su 3,9 milioni di conti correnti e dalla relazione tecnica allegata al decreto fiscale emerge che sono attese maggiori entrate per 52,7 milioni di euro per quest’anno e di 70,2 milioni a partire dal prossimo anno. 


31 Marzo 2026
Il Sole 24 Ore - Carmine Fotina - Pag. 6

Incentivi, taglio di 20 misure: risorse al Fondo crescita

Il ministero delle Imprese e del Made in Italy intende rivedere il paniere delle agevolazioni. Il decreto legislativo approvato venerdì scorso dal Consiglio dei ministri segue il decreto legislativo che ha istituito il Codice degli incentivi. Vengono abrogati 20 incentivi che saranno sostituiti di fatto da bandi attuativi del Fondo crescita sostenibile, in cui confluiranno le risorse. Con questa misura si intende concentrare la spesa pubblica su incentivi strategici. La riorganizzazione farà sì che le misure gestite direttamente dalla direzione generale Incentivi del ministero delle Imprese passano da 33 a 10. Quattro le discipline del Fondo crescita sostenibile: ricerca e sviluppo e innovazione; startup d’impresa; investimenti produttivi per la transizione verde e digitale; accesso al credito e al mercato dei capitali. 


31 Marzo 2026
Il Sole 24 Ore - Giuseppe Latour, Giovanni Parente - Pag. 10

Superbonus, prova rafforzata per le contestazioni alle imprese

Funzioni di general contractor negli appalti superbonus. L’Agenzia delle Entrate, con una direttiva interna, chiarisce i confini entro i quali sono ammesse le contestazioni per le attività di mero coordinamento, non agevolabili. Non saranno possibili presunzioni ma serviranno ‘idonei mezzi di prova’ per qualificare i margini degli appaltatori come compensi per le attività di coordinamento. Le contestazioni dell’Amministrazione finanziaria riguardano le imprese che si sono definite general contractor, incaricandosi di coordinare i cantieri di superbonus. Alcune direzioni regionali delle Entrate hanno contestato le opere in parte eseguite e in parte subappaltate: la differenza tra quanto pagato dai committenti all’impresa principale e quanto subappaltato sarebbe un onere di coordinamento come tale non agevolabile. La direttiva non contesta lo schema del subappalto. 


31 Marzo 2026
Il Sole 24 Ore - Luca Gaiani - Pag. 43

Iperammortamento, acquisti di beni extra Ue dal 1°gennaio

Il decreto fiscale cancella, con effetto dallo scorso 1°gennaio, i requisiti di fabbricazione dei beni materiali e immateriali in Stati dell’Unione europea o aderenti allo Spazio economico europeo che erano previsti nella manovra 2026. Nessuna modifica, invece, investe gli investimenti in impianti fotovoltaici destinati all’autoproduzione di energia, che devono essere dotati di pannelli con caratteristiche previste dall’art. 12, lettera b) e c) del Dl 181/2023. Con l’abrogazione del requisito Made in Europe anche gli investimenti effettuati prima dell’entrata in vigore del Dl 38/2026 potranno rientrare nella agevolazione a prescindere dal luogo di produzione, sempreché siano destinati a strutture produttive situate in Italia. Per rientrare nel nuovo iperammortamento, i beni devono essere stati acquistati a partire dal 1°gennaio 2026 e fino al 30 settembre 2028.


31 Marzo 2026
Il Sole 24 Ore - Simona Ficola, Benedetto Santacroce - Pag. 46

Il gruppo Iva non può compensare i crediti delle singole società

Divieto di compensazione per il credito Iva maturato dal gruppo Iva in sede di dichiarazione annuale. La struttura del gruppo Iva impedisce la compensazione del credito Iva con i debiti maturati in capo ad un diverso soggetto. L’Agenzia delle Entrate, con la risposta a interpello n. 88 di ieri, nega la possibilità di utilizzare in compensazione il credito Iva che emerge dalla dichiarazione Iva annuale presentata da un gruppo Iva, con i debiti di un altro soggetto, anche se partecipante al gruppo. Nell’interpello presentato dal rappresentante di un gruppo Iva si chiedeva di conoscere la modalità di utilizzo dell’eccedenza a credito derivante dalla dichiarazione Iva annuale 2026, relativa all’anno 2025, in aggiunta o in alternativa all’ipotesi di rimborso che, nel caso di specie, sarebbe limitato all’importo dell’Iva a credito assolta sugli investimenti. (Ved. anche Italia Oggi: ‘Eccedenza del Gruppo Iva Stop sulla compensazione’ – pag. 28)


31 Marzo 2026
Il Sole 24 Ore - Giorgio Gavelli - Pag. 46

Forfettari oltre i limiti, fine del concordato

L’Agenzia delle Entrate, con la risposta a interpello 87/2026 diffusa lo scorso 30 marzo, ha evidenziato che il contribuente in regime forfettario nel 2023 e che ha optato per il concordato preventivo biennale per il 2024, in realtà non ha mai goduto degli effetti di questo istituto se, nello stesso anno 2024, ha superato i 150 mila euro di ricavi/compensi incassati. Il caso descritto dal soggetto istante è quello di un contribuente in regime forfettario nel 2023 e che opta per il Cpb pur avendo scelto (dal 2024) di uscire dal regime, non per obbligo ma per volontà. (Ved. anche Italia Oggi: ‘Cpb, vincolo forfait’ – pag. 28)


31 Marzo 2026
Italia Oggi - Fabrizio G. Poggiani - Pag. 24

Tasse, fiato alla pianificazione

Il decreto legge fiscale n. 38 del 27 marzo 2026, già pubblicato sulla Gazzetta Ufficiale, elimina i requisiti aggiuntivi, introdotti dalla manovra 2026, con il conseguente ripristino del previgente regime Pex (participation exemption) che rappresenta uno strumento interessante di pianificazione fiscale e che consente l’esenzione da tassazione sul 95% delle plusvalenze realizzate dalla cessione di quote societarie. Riformata anche la disciplina per l’applicazione e la riscossione della ritenuta a titolo d’imposta, fissata nell’aliquota dell’1,20%, sui dividendi corrisposti a soggetti comunitari o aderenti all’accordo sullo spazio economico europeo. I soggetti che ritengono di avere titolo alla ritenuta ridotta indicata sono tenuti a presentare un’esplicita richiesta alla società emittente italiana, producendo una certificazione di residenza e del loro status fiscale in ordine alla natura giuridica e alla natura dei soggetti passivi dell’imposta sulle società nel proprio Paese di residenza. 


31 Marzo 2026
Italia Oggi - Giuliano Mandolesi - Pag. 25

Carichi, riconsegna anticipata

L’articolo 10 del decreto legge fiscale mette mano all’art. 3, comma 3, del Dlgs n. 110/2024 avente ad oggetto misure in materia di riordino del sistema nazionale di riscossione. Tra le novità emerge che gli enti creditori hanno sei mesi di tempo dalla pubblicazione del decreto per riprendersi i carichi affidati dal 9 agosto 2024 ad Ader e rimasti non recuperati. Il nuovo termine facoltativo semestrale è valido solo per i carichi affidati all’Ader a partire dalla citata data, ovvero quella di entrata in vigore del Dlgs 110/2024, decreto di riforma del sistema di riscossione e per i quali è decorso il termine di 24 mesi dalla data di loro presa in carico. 


31 Marzo 2026
Italia Oggi - Franco Ricca - Pag. 26

Permute Iva, il criterio è il costo

Il decreto fiscale ha apportato modifiche alla legge di Bilancio 2026 in merito alla normativa sulla base imponibile Iva nelle operazioni permutative. Il criterio del ‘valore normale’ è stato sostituito con quello del ‘costo’, in linea con gli indirizzi di Bruxelles. La base imponibile ora è determinata dai costi sostenuti per ciascuna operazione, escludendo quindi il margine di profitto. Il Dl 38/2026 ha chiarito la decorrenza della novità, stabilendo che il nuovo criterio trova applicazione a partire dai contratti stipulati o rinnovati dal 1°gennaio scorso. Nel contempo, vengono salvaguardati i comportamenti adottati in precedenza, anche se basati su criteri diversi. Prevista, inoltre, una tutela anche per le operazioni effettuate nei primi mesi dell’anno, fino all’entrata in vigore del decreto. Non sono comunque ammessi rimborsi o rettifiche dell’imposta già liquidata.


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