Il verdetto è arrivato ieri, poco prima del Consiglio dei ministri. Conferma che l’Italia resta sotto la procedura d’infrazione Ue in quanto il deficit dello scorso anno tra il disavanzo e il prodotto interno lordo si è attestato al 3,1%, ovvero oltre l’asticella del 3% fissata da Bruxelles. Il rientro dalla procedura è rinviato con ogni probabilità all’anno prossimo, ma la premier Meloni ha difeso i risultati raggiunti dall’Esecutivo evidenziando che al momento dell’insediamento il dato era più alto di 5 punti percentuali. Oltre al rammarico la Presidente del Consiglio torna a prendersela con il Superbonus, anche perché quest’anno sono stati contabilizzati molti ritardati pagamenti dei benefici legati all’edilizia. La premier ha aggiunto: ‘La sciagurata misura del governo di sinistra del Conte 2, al momento, impedisce di uscire dalla procedura d’infrazione, togliendo al governo margine di spesa da destinare a sanità, scuola, redditi più bassi’. (Ved. anche Il Sole 24 Ore: L’ira di Meloni contro il superbonus di Conte e l’Istat, il leader M5S: ‘Basta superscuse’’ – pag. 2)
Rassegna Stampa Fiscale
23 Aprile 2026
Corriere della Sera - Andrea Ducci - Pag. 10
Il deficit al 3,1%, l’Italia resta sotto la procedura Ue Meloni attacca Conte: ‘Superbonus sciagurato’
23 Aprile 2026
Corriere della Sera - Federico Fubini - Pag. 11
Il negoziato e lo stop per 600 milioni Giorgetti: forse agiremo da soli
Il deficit dell’Italia è passato dal 7,2% del 2023 al 3,1% del 2025. Dunque, il nostro Paese, nonostante il netto miglioramento dei conti pubblici, non è riuscito a raggiungere la soglia del 3% per uscire dalla procedura d’infrazione Ue. Il dato arrivato da Istat ed Eurostat è peggiore delle recenti attese, ma migliore rispetto a previsioni più datate. Il ministro dell’Economia, Giancarlo Giorgetti valuta misure contro il caro energia, anche in autonomia rispetto alla Ue. La premier Meloni critica l’Istituto nazionale di statistica accusandolo di sottostimare il Pil, ma senza basi certe nel contesto attuale di bassa crescita. Il superamento del tetto del 3% è dovuto a soli 600 milioni in più di deficit, legati anche a tensioni contabili con Eurostat. Resta il problema della scarsa crescita e dell’impatto poco chiaro del Pnrr sull’economia. (Ved. anche Il Sole 24 Ore: ‘L’allarme di Giorgetti: dalla Ue risposte in fretta o potremmo fare da soli’ – pag. 2)
23 Aprile 2026
Corriere della Sera - Enrico Marro, Mario Sensini - Pag. 12
Dalla casa al lavoro Le misure
Il Consiglio dei ministri, ieri, ha approvato il documento di finanza pubblica che indica i dati tendenziali. In sintesi evidenzia un lieve peggioramento della crescita del Pil e del deficit. L’Esecutivo sarà costretto a rivedere i programmi di finanza pubblica sia per alleviare i costi del caro energia a carico di famiglie e imprese, sia per un eventuale maggiore sforzo sul fronte della spesa da dedicare alla difesa. Sarà necessaria a questo punto l’autorizzazione del Parlamento per un eventuale scostamento di bilancio rispetto al programma che allo stato, dopo la revisione di ieri, vede il deficit 2026 al 2,9% del Pil e al 2,8% nel 2027.
23 Aprile 2026
Il Sole 24 Ore - Marco Mobili, Giovanni Parente - Pag. 9
Fisco, la rottamazione non decolla: domande per ora a 1 milione
Ad una settimana dalla scadenza del 30 aprile le adesioni alla rottamazione quinquies sono scarse. Appena il 13% del potenziale. Un milione le istanze presentate. Numero ampiamente al di sotto del potenziale atteso, quantificabile in un massimo di 7,5 milioni di domande. Alcune osservazioni sono però necessarie. Pur abbracciando i carichi affidati alla riscossione dal 2000 al 2023, la scelta effettuata con l’ultima manovra di escludere dal raggio d’azione gli accertamenti, ovvero le contestazioni di evasione o di elusione da parte del Fisco, pesano. Anche per quanto concerne i contributi previdenziali Inps la rottamazione non copre i debiti derivanti da accertamento. Secondo le stime la definizione agevolata n. 5 potrebbe riguardare circa 13 miliardi di debiti affidati all’Ader. Il calcolo parte dalla platea potenziale dei carichi interessati e ipotizza un tasso di adesione del 3,3%. Da questi 13 miliardi l’incasso atteso è di 9 miliardi.
23 Aprile 2026
Il Sole 24 Ore - Carmine Fotina - Pag. 10
Bonus 5.0 con comunicazione aggiuntiva
Nel nuovo piano di incentivi Transizione 5.0 si aggiunge un nuovo obbligo di documentazione per le imprese. Alle tre comunicazioni già previste nel vecchio piano, si aggiunge, su richiesta della Ragioneria dello Stato, una comunicazione di fine anno con obiettivo di monitoraggio delle risorse impiegate. Entro il 31 dicembre di ogni anno dovranno essere fornite informazioni sugli investimenti effettuati ma anche sulla previsione di utilizzo del beneficio, in ragione del fatto che un’impresa, in assenza di utili, potrebbe posticipare la fruizione dell’iperammortamento. Si tratta di un onere documentale inatteso che potrebbe spaventare gli investitori, anche se le amministrazioni stanno studiando una modulistica molto leggera. L’apertura della piattaforma del Gse per la presentazione delle domande è prevista tra maggio e giugno.
23 Aprile 2026
Il Sole 24 Ore - Marco Piazza - Pag. 38
Banche, possibili i rimborsi Irap per i dividendi maturati infra Ue
L’Agenzia delle Entrate, con un provvedimento di ieri, ha pubblicato il modello di istanza di rimborso dell’Irap sui dividendi provenienti da società Ue o See percepiti da banche, intermediari finanziari e imprese assicurative. Il modello va utilizzato con riferimento ai dividendi tassati ai fini Irap, nei periodi d’imposta precedenti a quello in corso al 31 dicembre 2025, in violazione del diritto unionale (Corte di giustizia, cause riunite da C 92/24 a C 94/24). Il provvedimento dà attuazione all’articolo 1, commi 47 e seguenti della legge 199/2025 con la quale il legislatore si è adeguato alla giurisprudenza citata.
23 Aprile 2026
Il Sole 24 Ore - Anna Abagnale, Benedetto Santacroce - Pag. 39
Cessione del credito, limiti per la nota di variazione Iva
A seguito della cessione del credito, il cessionario non può emettere la nota di variazione nei confronti del debitore originario, appurato il suo mancato pagamento. La sentenza di ieri del Tribunale Ue, causa C-233/25 rafforza una prassi già consolidata sul piano nazionale per cui, nell’ipotesi in cui si verifica una cessione del credito, il cedente rimane l’unico soggetto deputato ad emettere la nota di variazione Iva in caso di mancato pagamento, in tutto o in parte, del debito ceduto. Il caso finito sul tavolo dei giudici unionali riguarda un’operazione di cessione del credito nell’ambito di una filiera di contratti d’appalto e subappalto.
23 Aprile 2026
Il Sole 24 Ore - Lorenzo Pegorin, Gian Paolo Ranocchi - Pag. 39
Visto di conformità, l’esonero è massimo con il voto Isa dal 9
Con il provvedimento dello scorso 22 aprile l’Agenzia delle Entrate disciplina il regime premiale Isa previsto per l’anno 2025. Anche nel 2026 il regime premia i contribuenti Isa con voto a partire da 8. Ai fini della definizione delle strategie di controllo basate su analisi del rischio di evasione l’Agenzia tiene conto del livello di affidabilità minore o uguale a 6. È bene ricordare che l’adesione al Cpb premia a prescindere dal voto Isa maturato nell’anno o nel biennio. Il provvedimento evidenzia che le soglie di accesso al premiale ricalcano quanto previsto lo scorso anno con riferimento al periodo d’imposta 2024. In caso di punteggio Isa almeno pari a 9 per l’annualità 2025, anche per adeguamento, è possibile beneficiare dell’esonero dal visto di conformità.
23 Aprile 2026
Il Sole 24 Ore - Federica Micardi - Pag. 40
Dottori commercialisti, aumentano i redditi e le entrate previdenziali
Ieri l’assemblea dei delegati ha approvato il bilancio 2025 di Cassa dottori commercialisti che chiude con 13,6 miliardi di riserve patrimoniali, il 9% in più rispetto al 2024, e un avanzo corrente di 1,13 miliardi. Le entrate contributive in un anno sono cresciute del 5,1% attestandosi a 1,3 miliardi, 716 milioni da contributi soggettivi e 484 milioni da contributi integrativi. Le uscite per prestazioni previdenziali si attestano a 479,091 milioni. L’aumento delle entrate previdenziali è legato all’andamento del reddito medio, cresciuto in un anno del 9,6%, una crescita che replica il risultato dell’anno precedente dove il reddito della categoria era cresciuto del 10%. Il contributo soggettivo base dovuto dai dottori commercialisti è del 12%, ma il contributo effettivamente versato, grazie ai versamenti volontari, è pari al 13,81%. Gli iscritti a Cassa dottori a fine 2025 sono 73.959. Il reddito medio nel 2025 è stato di 96.900 euro. (Ved. anche Italia Oggi: ‘Commercialisti, cantiere aperto’ – pag. 27)
23 Aprile 2026
Italia Oggi - Francesco Cerisano - Pag. 21
Accertamento, via libera al T.U.
Ieri il Consiglio dei ministri ha approvato in via preliminare lo schema di decreto legislativo che razionalizzerà le disposizioni su adempimenti e accertamento. Diviso in due parti, il Testo unico sistematizza le norme su anagrafe tributaria, anagrafe rapporti, imposte sui redditi, Iva, imposte di registro, ipotecaria e catastale, bollo, successioni e donazioni, tributi erariali minori, Tobin tax, con sezioni ad hoc per comunicazioni ai fini Isa, concordato preventivo biennale, adempimenti spontanei, poteri dell’Amministrazione finanziaria, scambio automatico di informazioni, doppie imposizioni, liquidazione delle imposte, controlli formali, accertamento con adesione, imposte sostitutive per i soggetti che aderiscono al Cpb. La revisione dei testi unici rappresenta un traguardo significativo, ha detto il vice ministro all’Economia, Maurizio Leo.
23 Aprile 2026
Italia Oggi - Giuliano Mandolesi - Pag. 24
Controlli anche con Isa 6
Rischia un controllo fiscale dell’Agenzia delle Entrate anche il contribuente che ha avuto la sufficienza nelle pagelle fiscali. Per l’anno d’imposta 2025 ed i successivi viene confermato che, ai fini della definizione delle strategie di controllo annuali, sia dell’Agenzia delle Entrate che della Guardia di Finanza, si terrà conto di un livello di affidabilità fiscale dei contribuenti, ovvero il voto ottenuto dall’applicazione degli ISA, minore o uguale a 6. Questo è quanto indicato dalla stessa Agenzia delle Entrate nel provvedimento n. 123160/2026 pubblicato ieri ed avente ad oggetto individuazione dei livelli di affidabilità fiscale cui sono riconosciuti i benefici premiali. Dunque, la sufficienza non basta all’affidabilità fiscale.