Rassegna Stampa Fiscale

2 Marzo 2026
Il Sole 24 Ore - Dario Aquaro, Cristiano Dell’Oste - Pag. 14

Accise, gettito verso i 45 miliardi Tornano a salire elettricità e gas

Il gettito derivante da accise e imposte di consumo nel 2025 veleggia verso i 45 miliardi di euro, considerando il tasso di incremento del 3,5% su base annua registrato tra gennaio e novembre. In attesa del dato definitivo annuale ciò che emerge fin da adesso è che a novembre le entrate relative all’accisa sull’energia elettrica e sul gas naturale per combustione avevano già superato quelle dell’intero 2024, con incrementi, rispettivamente, dell’11,3% e del 28,2% nei primi undici mesi dell’anno. Se guardiamo indietro nel tempo ci accorgiamo che la proiezione di 45,5 miliardi a fine 2025 non è molto al di sopra della media storica. Nel 2019 lo Stato ha ricavato dalle  accise 44,7 miliardi. E nei tre anni precedenti è sempre stato intorno a questa cifra. La percezione di un costo insostenibile e in aumento dipende dall’incremento dei prezzi dell’energia che ha fatto lievitare il conto totale a carico di imprese e privati. 


2 Marzo 2026
Il Sole 24 Ore - Benedetto Santacroce - Pag. 14

Il tributo scatta all’uscita delle merci dal regime doganale

Le riforme delle accise che si sono susseguite dal 2021 al 2025 e le nuove regole di digitalizzazione attuate per la circolazione dei prodotti sottoposti alla specifica imposta hanno, di fatto, ridisegnato gli obblighi degli operatori interessati, imponendo sempre maggiore attenzione nella predisposizione dei documenti che accompagnano spedizioni e ricezione. Il Testo unico sulle accise evidenzia come il regime doganale dei beni non unionali o dei beni unionali svincolati per l’esportazione, o vincolati al transito esterno, vada disciplinato in modo indipendente dalle regole sulle accise, in quanto tali beni non sono ancora entrati nel territorio comunitario oppure ne sono già ‘usciti’. Dalla manovra emerge che ammontano a 587,2 milioni di euro le nuove risorse sulle quali potrà contare il Governo con l’avvicinamento tra benzina e diesel. Dallo scorso 1°gennaio il prezzo alla pompa è di fatto parificato. 


2 Marzo 2026
Il Sole 24 Ore – Norme e Tributi - Lorenzo Pegorin, Gian Paolo Ranocchi - Pag. 24

Cpb, la rottamazione 5 non salva i decaduti ma apre al patto ‘26-27

Il concordato preventivo biennale non è accessibile ai soggetti ISA con debiti tributari o contributivi superiori a 5 mila euro, verificati al 31 dicembre dell’anno precedente. Rilevano solo i debiti definitivi da atti impositivi o di riscossione, mentre sono esclusi quelli rateizzati, sospesi o derivanti da avvisi bonari. Durante il biennio, la decadenza da una rateazione rilevante comporta automaticamente la decadenza dal concordato con effetto retroattivo. La nuova rottamazione 5 non sana la decadenza dal Cpb già verificatasi per perdita dei benefici fiscali della rottamazione 4. La decadenza dal concordato biennale è immediata e per essere sanata avrebbe bisogno di una norma ad hoc. Invece, per l’accesso al Cpb 2026-27, i debiti inclusi nella rottamazione 5 e quelli regolarmente pagati non contano ai fini della soglia dei 5 mila euro. 


2 Marzo 2026
Il Sole 24 Ore – Norme e Tributi - Giorgio Gavelli - Pag. 25

Il corretto inquadramento in bilancio libera la deduzione dei costi dall’Irap

In tema di Irap, la verifica del principio di competenza per la deduzione dei costi deve attenersi al principio di derivazione dal bilancio civilistico sul presupposto che i costi contabilizzati correttamente siano rilevanti ai fini Irap e non richiedano una rettifica della dichiarazione fiscale successiva all’approvazione del bilancio. Con questa massima, tratta dall’ordinanza n. 20405/2025 la Cassazione è tornata a esprimersi su un tema che è spesso oggetto di contenzioso, cioè sui concetti di inerenza e competenza da applicare in ambito Irap. I giudici discutono se tali requisiti discendono dalla disciplina fiscale o da quella contabile e se, con riferimento all’Irap, possano trovare applicazione alcune forfettizzazioni di costi dettati dalle norme vigenti in tema di imposte sui redditi. 


2 Marzo 2026
Il Sole 24 Ore – Norme e Tributi - Nicola Borzomì, Fabrizio Cancelliere - Pag. 26

Acquisto di azioni proprie rivalutate dai soci: l’operazione è legittima

La Cgt Emilia Romagna, con la decisione n. 18/8/2026, depositata lo scorso 12 gennaio, ha evidenziato che non costituisce ipotesi di abuso del diritto l’acquisto di azioni proprie precedentemente rivalutate dai soci cedenti. Pertanto, è illegittima la pretesa dell’Amministrazione finanziaria di riqualificare tale operazione in recesso ‘atipico’. I giudici hanno giudicato legittima l’operazione necessaria per stabilizzare la compagine societaria e priva di intento elusivo. Nel caso analizzato dai giudici di secondo grado era stato emesso un avviso nei confronti di una società, alla quale era stato contestata l’omessa effettuazione e versamento delle ritenute sulle somme liquidate ai due soci di minoranza in una operazione di acquisto di azioni proprie, a parere dell’Agenzia, da riqualificare come recesso. 


2 Marzo 2026
Il Sole 24 Ore – Norme e Tributi - Emanuele Mugnaini - Pag. 26

Auto storiche, il giudice esclude la speculazione occasionale senza prove

La Corte di giustizia tributaria della Lombardia, con la sentenza n. 219/14/2025, ha affermato che la qualificazione fiscale delle cessioni di beni da collezione richiede la dimostrazione dell’intento speculativo e non può fondarsi su meri indizi quali la frequenza delle transazioni o i costi di manutenzione. I giudici tributari hanno annullato un avviso di accertamento fondato sulla presunta realizzazione di redditi diversi derivanti dalla compravendita di auto d’epoca. L’ufficio aveva riqualificato come speculativa l’attività del contribuente, recuperando a tassazione presunte plusvalenze per il 2017. La distinzione tra collezionista e speculatore occasionale dipende dalla finalità dell’acquisto. Se non è dimostrato l’intento di lucro allora è attività da collezionismo.


2 Marzo 2026
Il Sole 24 Ore – Norme e Tributi - Carlo Rolandi, Davide Tarantino - Pag. 27

Carried interest, quattro elementi per accertare il regime fiscale

Carried interest. Sul punto l’Agenzia delle Entrate ha più volte ribadito che la mancanza di uno solo dei requisiti previsti dall’art. 60 del decreto legge n.50/2017 non comporta, di per sé, che gli extrarendimenti percepiti dai manager vengano ricondotti automaticamente nell’alveo dei redditi derivanti dalla prestazione lavorativa. Per inquadrare i rendimenti rafforzati tra i redditi finanziari occorre procedere a un’analisi caso per caso, in base alle linee guida. In particolare vanno considerati quattro elementi: l’allineamento dei rischi; l’idoneità dell’investimento; le clausole di leavership; investitori terzi. 


2 Marzo 2026
Il Sole 24 Ore – Norme e Tributi - Giulio Andreani - Pag. 28

Concordato, giudici severi sul taglio dei crediti fiscali

Il Tribunale di Milano, con la sentenza 26 novembre 2025, ha precisato che i crediti tributari e i crediti contributivi sono falciabili anche nel concordato semplificato ma l’accesso a questa procedura è condizionato al previo esperimento di un tentativo di composizione negoziata nel cui contesto le trattative si siano svolte secondo correttezza e buona fede. Per i giudici milanesi non basta che l’esperto nominato dichiari nella relazione conclusiva della composizione negoziata che le trattative si siano svolte secondo buona fede, dovendosi verificare in concreto l’effettiva sussistenza di tale presupposto. E, soprattutto, nessuna trattativa secondo buona fede può essere affermata se non sussistono le prospettive di risanamento. Nel caso esaminato, durante la composizione negoziata la proposta ai creditori prevedeva uno stralcio della pretesa erariale di oltre il 90% e il pagamento del residuo in 15 anni. 


2 Marzo 2026
Italia Oggi - Daniele Cirioli - Pag. 7

Una flat-tax molto più generosa

Con la flat tax il legislatore ha inteso favorire l’adeguamento salariale al costo della vita e rafforzare il legame tra produttività e salario. Consiste nella possibilità di tassare con imposta sostitutiva del 5%, in luogo delle aliquote ordinarie, gli incrementi retributivi corrisposti ai lavoratori dipendenti nel corso dell’anno 2026, in attuazione dei contratti collettivi sottoscritti tra il 1°gennaio 2025 e il 31 dicembre 2026. La tassazione ridotta è applicata in automatico dal datore di lavoro, salvo espressa rinuncia scritta del lavoratore. Ad essere coinvolti sono i lavoratori dipendenti del settore privato, con reddito di lavoro dipendente, nel 2025, fino a 33 mila euro. Nella verifica del limite vanno considerati tutti i redditi di lavoro dipendente percepiti nel 2025, anche se derivanti da più rapporti di lavoro. Escluse le PA. Inclusi gli enti pubblici economici e quelli che non svolgono attività commerciale. 


2 Marzo 2026
Italia Oggi - Alessandro Felicioni - Pag. 8

Assegnazione ai soci con appeal

La riapertura dell’agevolazione contenuta nella manovra 2026 offre alle società immobiliari familiari una concreta opportunità per riorganizzare assetti patrimoniali spesso divenuti inefficienti. La possibilità, da sfruttare entro il prossimo 30 settembre, di trasferire ai soci immobili non strumentali applicando un’imposta sostitutiva sulle plusvalenze latenti in luogo della tassazione ordinaria, consente infatti di affrontare con un costo fiscale contenuto sia l’uscita dalla società sia la pianificazione del passaggio generazionale. Accanto ai vantaggi, però, l’operazione presenta profili tecnici che richiedono particolare attenzione professionale che va riservata, soprattutto, agli immobili gravati da interventi edilizi agevolati, per i quali va verificato il trasferimento delle detrazioni e l’eventuale permanenza dei requisiti richiesti dalla normativa sui bonus. 


2 Marzo 2026
Italia Oggi - Franco Ricca - Pag. 9

Detrazione Iva retro-imputabile

Il Tribunale Ue, nella sentenza dell’11 febbraio 2026, causa T-689/24, evidenzia un nuovo indirizzo al quale l’Italia dovrà conformarsi. L’imposta sugli acquisti può essere detratta con riferimento al periodo d’imposta nel quale è divenuta esigibile, qualora all’atto della liquidazione periodica o della dichiarazione annuale relativa a tale periodo il contribuente sia in possesso della fattura, anche se ricevuta nel periodo d’imposta successivo. Esemplificando, se l’operazione d’acquisto è stata effettuata a dicembre e la fattura è stata ricevuta nel successivo mese di gennaio, la detrazione potrà essere operata nella liquidazione periodica relativa al mese di dicembre, da eseguire entro il 16 gennaio, purché in tale momento il contribuente disponga e abbia registrato la fattura. Se la fattura dell’acquisto di dicembre dell’anno ‘n’ arriva dopo il termine per la Lipe di tale mese, ma entro il termine per la presentazione della dichiarazione annuale relativa all’anno ‘n’, la detrazione potrà essere esercitata nella predetta dichiarazione annuale. 


2 Marzo 2026
Italia Oggi - Sergio Trovato - Pag. 12

Atto annullato, a pagare è il Fisco

L’Amministrazione pubblica che annulla un atto in autotutela paga le spese. L’emanazione dell’atto tributario, successivamente annullato, costringe il contribuente a sostenere dei costi per la difesa in giudizio, che devono ricadere sull’ente impositore. Lo ha stabilito la Cassazione tributaria con l’ordinanza n. 3588 del 17 febbraio 2026. Per i giudici del Palazzaccio ‘è illogica la decisione di disporre la compensazione delle spese, in ragione dell’intervenuto annullamento dell’atto impugnato in autotutela, nel corso del giudizio, da parte dell’amministrazione, avendo l’azione di quest’ultima comunque comportato la necessità, per il contribuente, di svolgere attività difensiva’. 


2 Marzo 2026
Italia Oggi - Dario Ferrara - Pag. 13

Dichiarazione, sbagliare costa

Il professionista è chiamato a controllare i presupposti per le deduzioni fiscali. Ad evidenziarlo la Corte di cassazione, sezione civile, nell’ordinanza n. 3215 dello scorso 13 febbraio. Spetta, dunque, al commercialista versare al fisco le sanzioni inflitte al contribuente in quanto ha indicato nella dichiarazione dei redditi del cliente detrazioni non spettanti. In base al dovere di diligenza imposto dalla professione, il consulente è tenuto a controllare che sussistano i presupposti di legge prima di inserire i dati nella denuncia all’erario. Ai fini del beneficio fiscale, in particolare, è chiamato a verificare che l’assistito abbia compiuto tutti gli adempimenti necessari perché le detrazioni e deduzioni risultino spettanti e, dunque, possano andare a ridurre il carico delle imposte senza che il contribuente incorra nelle sanzioni del Fisco.


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