Rassegna Stampa Fiscale

2 Aprile 2026
Il Sole 24 Ore - Marco Mobili, Gianni Trovati - Pag. 2

Accise, dall’extragettito Iva il 40% dei fondi allo sconto bis

Al ministero dell’Economia si lavora alacremente per trovare le coperture per il decreto legge che è atteso domani in consiglio dei Ministri. La replica del taglio delle accise è il cuore del nuovo provvedimento. Che però si occuperà anche di estendere il credito d’imposta trimestrale del 20% sull’acquisto del gasolio agricolo con le modalità già previste dallo sconto fiscale riconosciuto a pesca e acquacoltura dal primo decreto accise. Tornando al discorso delle coperture un’importante mano arriverà dal meccanismo delle ‘accise mobili’, quello che taglia l’imposta fissa finanziando il tutto con l’extragettito Iva determinato dall’aumento dei prezzi. Nel primo giro, da lì erano spuntati poco più di 20 milioni. Ora la spinta dovrebbe moltiplicarsi per dieci, garantendo circa 200 milioni in grado, quindi, di coprire il 40% del mezzo miliardo messo in moto dal taglia accise bis. 


2 Aprile 2026
Il Sole 24 Ore - Nicoletta Picchio - Pag. 3

5.0, più risorse per le imprese Orsini: bene il governo Meloni

Intesa tra Governo e imprese. Gli esodati di Transizione 5.0 non saranno abbandonati. Dal vertice di ieri è emersa la volontà dell’Esecutivo di ripristinare le risorse previste dalla manovra, pari a 1, 3 miliardi di euro, con l’aggiunta di altri 200 milioni. Lo stanziamento totale sarebbe, dunque, di 1,5 miliardi. Soddisfazione ha espresso il presidente di Confindustria, Emanuele Orsini, il quale ha apprezzato che in un contesto geopolitico così difficile si riconosca il ruolo delle imprese. Portare lo stanziamento a 1,5 miliardi significa far salire dal 35% al 90% il credito d’imposta per i beni strumentali e al 100% sui pannelli fotovoltaici. Il ministro del Mimit, Adolfo Urso ha rassicurato che il nuovo piano Transizione 5.0 con l’iperammortamento entrerà subito in vigore, dopo la rimozione del vincolo made in Europe. 


2 Aprile 2026
Il Sole 24 Ore - Lorenzo Pace - Pag. 3

Esodati, la dote sale di 200 milioni e l’aliquota al 90%

L’intesa tra Governo e imprese salva gli esodati di Transizione 5.0. Le risorse a disposizione tornano ad essere quelle iniziali, ovvero 1,3 miliardi di euro. A questa cifra si aggiungono 200 milioni che portano la dote complessiva a 1,5 miliardi, andando a coprire il 90% del fabbisogno totale. Non è facile trovare le risorse necessarie, considerando la crisi energetica innescata dal conflitto in Medio Oriente. Servono sacrifici. La dotazione annunciata ieri servirà dunque a coprire quasi il 90% dell’intervento per chi era rimasto fuori dal piano, ovvero le aziende che avevano presentato regolarmente il progetto ed erano state messe in lista d’attesa a causa dell’esaurimento dei fondi. Queste imprese, con il decreto fiscale della scorsa settimana, si erano viste riconoscere un bonus ultra ridotto al 35% dell’agevolazione spettante su investimenti già effettuati. (Ved. anche Italia Oggi: ‘Esodati 5.0, c’è il bonus’ – pag. 25) 


2 Aprile 2026
Il Sole 24 Ore - Gianni Allegretti - Pag. 32

Ristorni, nello statuto delle Coop la strada della contabilizzazione

Le società cooperative sono chiamate a tenere in considerazione le recenti modifiche all’Oic 28 riguardanti la contabilizzazione dei ristorni, giunte al terzo anno di applicazione. Tali novità mirano a uniformare i comportamenti contabili, chiarendo che la modalità di registrazione dipende dall’esistenza di un obbligo statutario o regolamentare. Lo studio di Cndcec e Alleanza Cooperativa conferma che i ristorni possono essere contabilizzati sia a conto economico sia come destinazione dell’utile, con effetti però su mutualità e riserve obbligatorie. Se l’obbligo esiste già a fine esercizio, i ristorni incidono sul conto economico come costi o riduzione dei ricavi. In assenza di obbligo, invece, vengono trattati come distribuzione dell’utile dopo delibera assembleare. Tuttavia, l’obbligo statutario è in realtà difficilmente configurabile e questo rende di fatto impraticabile la contabilizzazione a conto economico, con conseguenze rilevanti su utili e destinazioni obbligatorie. (Ved. anche Italia Oggi: ‘Bilanci coop, focus sui ristorni’ – pag. 26)


2 Aprile 2026
Il Sole 24 Ore - Luca Gaiani - Pag. 33

L’opzione sbianca Cfc con il 15% sull’utile contabile

L’opzione per l’imposta ‘sbianca Cfc’ richiede la certificazione dei bilanci di tutte le controllate estere. Lo prevede il provvedimento dell’Agenzia delle Entrate dello scorso 31 marzo con il quale sono state disciplinate le modalità dell’opzione di cui al comma 4-ter dell’art. 167 del Tuir, che consente, già dal 2024, di considerare a tassazione non privilegiata le società estere, senza svolgere il test della tassazione effettiva. Le opzioni eventualmente esercitate nel mod. Redditi 2025 in base al precedente regime sono convertite in quelle regolate dal nuovo provvedimento. Con il Dl 84/2025 il legislatore ha riscritto il comma 4-ter dell’art. 167 del Tuir che prevedeva, su opzione, una tassazione sostitutiva del 15% sull’utile delle società estere rientranti nel regime Cfc. La precedente imposta del 15% sostituiva, il capo al socio italiano, l’imposizione per trasparenza del reddito della controllata, mantenendo l’esenzione dei successivi dividendi erogati dalla partecipata.


2 Aprile 2026
Il Sole 24 Ore - Giulio Andreani - Pag. 34

La transazione confluisce nell’imponibile Ires e Irap

Crisi d’impresa. L’Agenzia delle Entrate, con la risposta a interpello n. 96/2026, pubblicata ieri, ha sostenuto che il risarcimento, discendente da un accordo transattivo concernente l’azione di responsabilità promossa nei confronti di amministratori e sindaci, ottenuto da una società che si trova nella fase esecutiva di un concordato preventivo in continuità aziendale indiretta concorre a formare l’imponibile sia ai fini dell’Ires sia ai fini dell’Irap di chi lo riceve. L’Agenzia ha sostenuto che manca un’espressa disposizione di legge che dispone la non imponibilità delle somme recuperate a carico di amministratori e sindaci. Inoltre, nonostante l’accesso al concordato preventivo, la società mantiene inalterata la sua soggettività passiva ai fini dell’Ires e dell’Irap. (Ved. anche Italia Oggi: ‘Il transattivo è tassato’ – pag. 23)


2 Aprile 2026
Il Sole 24 Ore - Gian Paolo Ranocchi, Lorenzo Pegorin - Pag. 34

Personale oltre confine, il costo deducibile Irap

Con la risposta a interpello 95/2026 pubblicata ieri l’Agenzia delle Entrate ha ribadito che è interamente deducibile, dalla base imponibile Irap di una società italiana senza stabile organizzazione estera, il costo del personale dipendente a tempo indeterminato assunto in Italia e impiegato fuori dal territorio nazionale. L’Agenzia ricorda che in assenza di una stabile organizzazione all’estero, l’intero valore della produzione, ancorché di fatto generato fuori dal territorio italiano, risulta comunque attratto nella base imponibile Irap. Non vi sono dubbi, pertanto, che il costo del personale assunto a tempo indeterminato, ancorché impiegato all’estero, risulta deducibile dal valore della produzione. 


2 Aprile 2026
Italia Oggi - Giuliano Mandolesi - Pag. 20

Condomini, affissioni al setaccio

Verifiche dell’Agenzia delle Entrate sui proventi non dichiarati relativi alle affissioni pubblicitarie su spazi condominiali. Il Fisco ha avviato una campagna di verifica sul corretto assoggettamento a tassazione dei proventi derivanti dalla cessione di spazi condominiali comuni per l’installazione di affissioni pubblicitarie, inviando schemi di atto di accertamento per l’anno d’imposta 2022 ai condòmini che non hanno dichiarato pro quota millesimale il relativo reddito. Nel mirino finiscono anche i lavori condominiali effettuati in connessione alle affissioni pubblicitarie sulle impalcature. Secondo quanto risulta a Italia Oggi, i proventi dei condomìni, qualificabili come reddito diverso per i condòmini persone fisiche e potenzialmente non dichiarati, derivano dall’attività denominata ‘advertising OOH (out of home)’.


2 Aprile 2026
Italia Oggi - Giuliano Mandolesi - Pag. 22

Cpb, stop con cantiere fermo

L’Agenzia delle Entrate, nella risposta a interpello n. 98, pubblicata ieri, si pronuncia in merito ai criteri necessari per far scattare la cessazione dal concordato preventivo biennale in presenza di eventi eccezionali. L’accordo con il fisco decade qualora a causa di eventi eccezionali l’impresa edile si ritrova con il cantiere fermo, unico suo committente. In questo caso, qualora il reddito effettivo del contribuente sia minore di oltre il 30% rispetto a quello concordato, il Cpb cessa per il ricorrere di uno degli eventi eccezionali individuati dall’articolo 4, comma 1, lettera b) n. 4 del Dm del Mef del 14 giugno 2024. 


2 Aprile 2026
Italia Oggi - Fabrizio G.Poggiani - Pag. 23

Plusvalenza fuori Pex se manca la commercialità

La plusvalenza derivante dalla cessione di partecipazioni non può beneficiare della Pex se manca il requisito della commercialità. Con la risposta a interpello n. 97/2026 l’Agenzia delle Entrate ha chiarito il tema in relazione a una Srl holding che deteneva partecipazioni in società operanti nel settore energetico. La società riteneva soddisfatto il requisito, anche considerando il minor periodo di attività delle partecipate. Tuttavia, l’Agenzia ha rilevato che tali società non erano in grado, neppure potenzialmente, di operare sul mercato. Di conseguenza, il requisito della commercialità è stato escluso e il regime Pex non è applicabile alla plusvalenza. 


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