Per recepire la direttiva Ue sulla trasparenza salariale l’Italia ha tempo fino al 6 giugno. Grazie alla riforma tutti avranno la possibilità di chiedere quale sia la retribuzione media dei colleghi e delle colleghe con mansioni di pari valore. Prevista l’inversione dell’onere della prova: spetterà alle aziende chiarire le ragioni di una retribuzione più bassa della media. In caso di contenzioso la direttiva prevede un meccanismo di conciliazione interno all’azienda che coinvolgerà sindacati e organismi di parità. Il ministero del Lavoro sta lavorando al recepimento della direttiva attraverso un decreto legislativo. Il primo aspetto problematico è individuare all’interno dell’organico le mansioni ‘di pari valore’, ovvero quelle che possono essere paragonate anche sul fronte delle retribuzioni. Al momento a muoversi sono soprattutto le multinazionali. L’obiettivo per loro è individuare i cluster di lavoratori con ‘pari lavoro’ o ‘lavoro di pari valore’, in coerenza con la direttiva. Le piccole e medie aziende sono alla finestra.
Rassegna Stampa Fiscale
13 Gennaio 2026
Corriere della Sera - Rita Querzé - Pag. 47
Confronti sulle buste paga Percorso a ostacoli per la riforma della Ue
13 Gennaio 2026
Il Sole 24 Ore - Carmine Fotina - Pag. 8
Innovazione, al via le domande per incentivi da 730 milioni
Domani, alle ore 10, si aprirà la finestra per la presentazione delle domande finalizzate ad usufruire delle agevolazioni previste dagli Accordi per l’innovazione. A disposizione ci sono 731 milioni di euro. Con questa misura si cerca di incentivare interventi di ricerca e sviluppo di rilevante impatto tecnologico. Interessate sono le imprese di qualsiasi dimensione con almeno due bilanci approvati al momento della presentazione dell’istanza, comprese quelle artigiane, i Centri di ricerca e, limitatamente alle aree quantum, tlc, cavi e realtà virtuale e aumentata. Ammesse anche le società di persone in contabilità ordinaria. Possono essere presentati progetti anche congiuntamente, anche con organismi di ricerca, fino a un massimo di 5 soggetti co-proponenti. I progetti devono prevedere spese e costi ammissibili compresi tra 5 e 40 milioni di euro, avere una durata tra 18 mesi e 36 mesi e devono essere avviati successivamente alla presentazione della domanda.
13 Gennaio 2026
Il Sole 24 Ore - Laura Ambrosi, Antonio Iorio - Pag. 29
Iva non versata, prova della crisi liquidità a carico del contribuente
Con la sentenza n. 39154/2025 la Cassazione penale ha stabilito che la non punibilità dei reati di omesso versamento di Iva e ritenute può essere riconosciuta solo quando l’omissione dipende da una crisi di liquidità non imputabile, non transitoria e sopravvenuta all’incasso dell’imposta o all’effettuazione delle ritenute. L’onere di provarne tutti i presupposti grava sul contribuente. Nel caso analizzato il legale rappresentante di una società di autotrasporti era stato condannato per il reato di omesso versamento dell’Iva relativo all’anno 2016. Nel ricorso per cassazione si era giustificato evidenziando che l’inadempimento era stato determinato da una grave crisi aziendale, causata dalla cancellazione della società dalla white list prefettizia, che impediva di contrattare con la Pa. A pesare anche lo stato di liquidazione successivamente all’intervento.
13 Gennaio 2026
Il Sole 24 Ore - La.A., A.I. - Pag. 29
La reiterata rinumerazione delle fatture fa scattare la dichiarazione fraudolenta
La reiterata rinumerazione delle fatture e i versamenti degli incassi sul conto di un soggetto estraneo all’attività possono integrare la dichiarazione fraudolenta mediante altri artifici. A chiarirlo è la Cassazione penale, con la sentenza n. 666/2026. A seguito di una verifica nei confronti di un avvocato veniva accertata l’esistenza di numerose parcelle regolarmente pagate dai clienti ma non registrate né dichiarate. Secondo i giudici di legittimità la condotta del professionista non si esauriva in una semplice omissione delle fatture o in una contabilità disordinata. Emergeva, infatti, un sistema strutturato di artifici con occultamento selettivo delle fatture, la rinumerazione fittizia delle fatture registrate e la schermatura dei flussi finanziari, mediante l’incasso in contanti o l’utilizzo del conto della moglie. L’apparenza ingannevole di regolarità integra il reato più grave.
13 Gennaio 2026
Il Sole 24 Ore - Roberto Lenzi - Pag. 28
Transizione 5.0: credito residuo in cinque quote annuali
Con la risoluzione n. 1/E/2026 di ieri l’Agenzia delle Entrate ricorda che dallo scorso 31 dicembre il credito d’imposta riconosciuto nell’ambito del Piano Transizione 5.0 subisce una trasformazione: il credito residuo risulta azzerato per rinascere suddiviso in più quote. La norma contenuta nel Dl 19/2024 dispone, infatti, che l’ammontare del credito d’imposta non utilizzato entro il 31 dicembre 2025 non rimanga più disponibile come importo unitario, ma venga suddiviso in 5 quote annuale di pari importo, riferite agli anni dal 2026 al 2030. Dal punto di vista contabile e informatico ciò comporta che il plafond 2024-2025 viene ridotto dell’intero importo oggetto di ripartizione; il credito residuo al 31 dicembre 2025 diventa pari a zero. Il beneficio fiscale riemerge sotto forma di 5 quote annuali distinte, ciascuna utilizzabile solo nell’anno di riferimento.
13 Gennaio 2026
Il Sole 24 Ore - Alessandro Mastromatteo, Benedetto Santacroce - Pag. 30
Disallineamenti tra cassa e Pos al test delle Entrate
Dal 1°gennaio è diventato obbligatorio indicare la tipologia di pagamento ricevuto, se in contanti o in elettronico, al rilascio del documento commerciale, e collegamento logico tra RT- registratore telematico e strumento di pagamento elettronico utilizzato. Sono i due adempimenti richiesti agli esercenti. Il collegamento tra il registratore telematico e lo strumento di pagamento elettronico utilizzato potrebbe far emergere disallineamenti a valle. In questi casi l’Amministrazione finanziaria potrebbe procedere all’invio di lettere di compliance anche tenendo conto delle risultanze delle attività di analisi del rischio già realizzata a partire dal periodo d’imposta 2022. Nei confronti dei professionisti non si dovrebbero neppure ricevere le lettere di compliance. Potrebbero verificarsi situazioni non considerate in passato come i Pos stand-alone ovvero gli strumenti di pagamento non collegati a un RT o ad un server RT perché utilizzati solo per operazioni non soggette a certificazione.
13 Gennaio 2026
Il Sole 24 Ore - Marco Allena - Pag. 7
Tassa sui piccoli pacchi: il prelievo di 2 euro rischia di essere un dazio
Suscita perplessità giuridiche il prelievo di 2 euro sulle spedizioni provenienti da Paesi terzi con valore dichiarato non superiore a 150 euro previsto dalla legge di Bilancio 2026. Pur condividendo l’obiettivo di contrastare il fast fashion, l’intervento riguarda ambiti doganali di competenza esclusiva Ue. Un prelievo nazionale rischia di essere qualificato come dazio illegittimo. L’Ue ha già previsto un contributo simile (di 3 euro) dal 2026 nell’ambito della riforma doganale. La misura italiana avrebbe effetti regressivi sui consumatori e scarso impatto disincentivante. Inoltre potrebbe spostare gli sdoganamenti verso altri Stati membri, riducendo gettito e traffico.
13 Gennaio 2026
Il Sole 24 Ore - Roberto Lenzi - Pag. 33
Conto termico 3.0, lavori da finire entro il 25 dicembre
Da questo mese entra a pieno regime il nuovo Conto termico 3.0. Scatta domani l’operatività degli Accordi per l’innovazione che mettono a disposizione oltre 731 milioni per sostenere progetti di ricerca e sviluppo ad alto impatto tecnologico. Tornando al nuovo Conto termico 3.0 il termine perentorio di un anno dall’entrata in vigore del decreto per la presentazione dell’istanza di ammissione agli aiuti implica la conclusione dell’intervento e la presentazione della richiesta di accesso diretto entro il 25 dicembre 2026. Gli Accordi per l’innovazione sono rivolti a imprese industriali, artigiane, commerciali e centri di ricerca. Consentita anche la collaborazione strutturata tra massimo 5 partner, inclusi gli organismi di ricerca, per favorire il trasferimento di competenze e conoscenze. La misura mira a finanziare programmi ambiziosi, con investimenti tra 5 e 40 milioni e una durata realizzativa fino a 36 mesi. Le risorse sono divise tra automotive, robotica e semiconduttori e innovazione digitale.
13 Gennaio 2026
Italia Oggi - Giuliano Mandolesi, Sergio Lombardi - Pag. 24
Affitti brevi, subito più obblighi
Rischiano una sanzione amministrativa fino a 6 mila euro o il mancato ‘via libera’ del Comune per l’esercizio dell’attività i soggetti che a seguito delle modifiche contenute nella legge di Bilancio 2026 entrano nel regime imprenditoriale delle locazioni brevi. La manovra ha infatti previsto che non più dal quinto ma dal terzo immobile locato per periodi fino a 30 giorni sorgono in capo al locatore gli obblighi fiscali e previdenziali degli imprenditori, come l’apertura della partita Iva e l’iscrizione alla Camera di commercio e all’Inps. Il passaggio dal regime ‘occasionale’ a quello ‘imprenditoriale’ fa scattare, oltre ai citati obblighi fiscali, anche una serie di vincoli dal punto di vista ‘urbanistico’ dell’immobile. Uno dei principali è l’obbligo di dotare i locali dei requisiti di sicurezza degli impianti che devono risultare a norma con le apposite dichiarazioni.
13 Gennaio 2026
Italia Oggi - Matteo Rizzi - Pag. 25
Ue, accesso limitato ai dati Iva
Il Garante europeo della protezione dei dati (EDPS) ha promosso con riserva la proposta di regolamento che punta a facilitare l’accesso ai dati Iva da parte delle autorità europee, chiedendo però maggiori tutele e mettendo in guardia dal rischio di una dilatazione silenziosa dei poteri di monitoraggio. Nel parere dello scorso 8 gennaio il Garante ha riconosciuto il valore dell’iniziativa che mira a rendere più efficaci e rapidi gli scambi informativi tra l’Ufficio del procuratore europeo, l’Ufficio europeo per la lotta antifrode ed Eurofisc, la rete che riunisce le autorità nazionali impegnate nel contrasto alle frodi Iva. L’obiettivo è colpire in modo più incisivo le frodi carosello e, soprattutto, le frodi ‘missing trader’ transfrontaliere. Per il Garante il punto critico è il perimetro dell’accesso. L’ingresso diretto nelle banche dati Iva deve restare ‘rigorosamente eccezionale’.
13 Gennaio 2026
Italia Oggi - Alberto Moro - Pag. 26
Rottamazione 5, un chatbot aiuta a districarsi
Con l’intelligenza artificiale si daranno risposte sulla Rottamazione 5. L’iniziativa è stata sviluppata da un team di esperti dell’Osservatorio Nazionale Fisco e Imprese per migliorare l’assistenza a cittadini e imprese alle prese con cartelle esattoriali e pignoramenti. Il cuore del progetto è un chatbot intelligente, aperto a tutti e completamente gratuito, che consente di capire chi e che cosa rientra nella quinta rottamazione. Sulla base dei dati forniti il sistema è in grado di analizzare la posizione fiscale del contribuente, determinare le rate del piano di pagamento e fornire una simulazione basata sul debito esistente, calcolando anche gli interessi con il nuovo tasso agevolato del 3%. L’obiettivo è quello di rendere le informazioni sulla rottamazione 5 accessibili anche ai meno esperti, evitando errori e perdite di tempo.
13 Gennaio 2026
Italia Oggi - Bruno Pagamici - Pag. 26
Credito 5.0 in compensazione
L’Agenzia delle Entrate, con la risoluzione n. 1/E/2026, ha fornito le istruzioni per l’utilizzo in compensazione del credito d’imposta 5.0 residuo al 31 dicembre 2025. L’importo va suddiviso in cinque quote annuali di pari importo riferite agli anni dal 2026 al 2030, visibili nel cassetto fiscale del soggetto beneficiario. La risoluzione precisa che l’importo annuo va utilizzato in compensazione indicando il codice tributo “7072”, istituito con la risoluzione n. 63/E/2024. Quale anno di riferimento va indicato l’anno dal quale è utilizzabile in compensazione la quota annuale del credito derivante dalla ripartizione, nel formato “AAAA”, indicato nel cassetto fiscale.
13 Gennaio 2026
Italia Oggi - Bruno Pagamici - Pag. 29
Zes agricola, sbloccato il tax credit
Sbloccato il credito d’imposta per le imprese della Zes “Agricola”. Il bonus richiesto dalle micro, piccole e medie imprese della Zes “Agricola” per gli investimenti 2025 è stato rideterminato nella misura del 58,72%, mentre quello richiesto dalle grandi imprese del settore è stato fissato nella misura del 58,61%. Dallo scorso 10 gennaio sono stati aggiornati i plafond disponibili nel cassetto fiscale e, pertanto, i contribuenti interessati potranno già utilizzare il relativo credito in compensazione. Nell’area riservata del sito delle Entrate figura un messaggio che rende più facile la consultazione delle ricevute con le quali viene comunicato il nuovo ammontare del credito d’imposta. Le suddette percentuali agevolative sono quelle determinate sulla base delle risorse disponibili che spettano alle imprese della produzione primaria di prodotti agricoli per gli investimenti 2025.