La guerra nel Golfo obbliga la Commissione europea a rivedere al ribasso le previsioni di crescita nell’Unione mentre l’inflazione sale quest’anno rispetto alle stime macroeconomiche dello scorso autunno. Pesano l’impennata dei prezzi dell’energia, il crollo della fiducia di consumatori e imprese e la riduzione degli investimenti. I bilanci dei singoli Stati risentiranno di questa situazione. Secondo Bruxelles, infatti, ci sarà un peggioramento generale di deficit e debiti pubblici. L’Italia è il Paese che tra i 27 corre meno, oltre ad avere un debito pubblico in salita, che il prossimo anno toccherà il 139,2%, il peggiore dell’Ue davanti anche a quello della Grecia. Al momento la Commissione europea non sembra intenzionata a cambiare la ricetta per fronteggiare la crisi energetica. La richiesta dell’Italia di una maggiore flessibilità fiscale con la possibilità di estendere all’energia la clausola nazionale di salvaguardia prevista per le spese della difesa, attende una risposta che dovrebbe arrivare la prossima settimana. Il commissario Ue all’Economia, Dombrovskis invita alla prudenza fiscale soprattutto i Paesi ad alto debito. (Ved. anche Il Sole 24 Ore: ‘Ue in frenata, Italia tra i più fragili’ – pag. 2)
Rassegna Stampa Fiscale
22 Maggio 2026
Corriere della Sera - Francesca Basso - Pag. 2
Pil, l’Europa rivede le stime Nel 2027 crescita allo 0,6%
22 Maggio 2026
Corriere della Sera - Mario Sensini - Pag. 5
Taglio delle accise verso la proroga Sciopero dei tir, si tenta la mediazione
Oggi il Governo prorogherà le misure per tamponare il caro-carburanti, come il taglio delle accise su benzina e diesel, ma saranno ancora a tempo. L’Esecutivo, inoltre, prenderà provvedimenti a sostegno dell’autotrasporto e del trasporto pubblico locale. L’intento è quello di prorogare fino alla prima settimana di giugno il taglio delle accise nell’attesa di vedere cosa deciderà Bruxelles sulla richiesta dell’Italia di una maggiore flessibilità del Patto Ue sui conti pubblici. Mef e Ragioneria generale dello Stato hanno individuato, a fatica, circa 400 milioni che si sommano ai 1,3 miliardi già stanziati contro il caro-carburanti. Il taglio attualmente in vigore per le accise, pari a 6,1 centesimi a litro per la benzina e a 26,4 centesimi per il gasolio sarà confermato fino all’8 giugno ed eventualmente prorogato utilizzando il maggior gettito Iva. Oggi, a Palazzo Chigi, la premier incontra le associazioni dell’autotrasporto che chiedono il pieno ripristino degli sconti.
22 Maggio 2026
Il Sole 24 Ore - Alessandro Galimberti, Valerio Vallefuoco - Pag. 31
Accesso al registro dei titolari effettivi con maggiori tutele
Con la sentenza di ieri sulle cause C 684/4 e C 685/24, la Corte di giustizia Ue si è pronunciata in merito all’accesso al registro dei titolari effettivi invitando l’Italia ad integrare la normativa nazionale. La questione riguarda la tutela della persona ‘visurata’ dai portatori di interesse legittimo. Per la Corte l’accesso non è generalizzato né indiscriminato, ma può essere riconosciuto a chi dimostri un legittimo interesse. L’accesso ai dati del titolare effettivo impone un bilanciamento rigoroso con l’obiettivo di prevenire riciclaggio e finanziamento del terrorismo. Il registro è dunque legittimo solo se funziona secondo criteri di necessità, proporzionalità e controllo. La sentenza non esclude il registro, né nega l’accesso qualificato alle informazioni. La legittimità della trasparenza antiriciclaggio non può però tradursi in automatismo. (Ved. anche Italia Oggi: ‘Titolari effettivi, Italia promossa’ – pag. 23)
22 Maggio 2026
Il Sole 24 Ore - Nicola Cavalluzzo - Pag. 32
Il controllo sui contributi non può essere retroattivo
Il nuovo Dpcm sui controlli pubblici rilevanti presenta criticità applicative perché, pur essendo stato pubblicato solo il 20 maggio 2026, impone obblighi retroattivi ai contributi ricevuti dal 1°gennaio 2025, con una scadenza (30 aprile 2026) già trascorsa. La mancanza di norme transitorie crea incertezza, poiché enti beneficiari e organi di controllo non avevano indicazioni operative né, in alcuni casi, strutture già costituite per adempiere ai controlli. Inoltre, le modalità operative saranno definite solo da un successivo provvedimento del Mef, rendendo il sistema formalmente in vigore ma ancora incompleto. Per questo appare ragionevole considerare non rigido il primo termine di adempimento e adottare un approccio graduale e collaborativo, che consenta agli enti di adeguarsi progressivamente. (Ved. anche Italia Oggi: ‘Contributi pubblici in chiaro’ – pag. 28)
22 Maggio 2026
Il Sole 24 Ore - Marco Belardi - Pag. 32
Esodati Transizione 5.0, compensazione tassativa entro quest’anno
Con la conversione in legge del Dl 38/2026 viene meno il riporto del credito d’imposta Transizione 5.0 non compensato entro il 31 dicembre 2026. L’articolo 8, comma 3, del decreto in parola prevede l’uso in compensazione con F24 entro il 31 dicembre 2026, senza ripartizione del residuo. Otto mesi di compensabilità non sono pochi, soprattutto per micro e piccole imprese, dunque, la pianificazione fiscale diventa essenziale: uso prioritario di tutte le scadenze 2026 compensabili e occhio a incapienze particolari. Il credito non è cedibile né trasferibile neppure nel consolidato fiscale. Attende il decreto attuativo l’aiuto Mimit ad autoproduzione da rinnovabili, accumuli e certificazioni.
22 Maggio 2026
Italia Oggi - Andrea Bongi - Pag. 25
Concordato, incastro di regole
Incastro di norme sul Concordato preventivo biennale. Nella Gazzetta Ufficiale dello scorso 20 maggio è stato pubblicato il decreto del Mef che approva la prima metodologia di calcolo del Cpb per il biennio 2026-2027. Intanto, l’Agenzia delle Entrate ha rilasciato ieri la nuova versione del software 1.0.1 del 20 maggio 2026 dell’applicativo ‘Il tuo ISA 2026 CPB’ che consente il calcolo e la trasmissione telematica, in allegato a Redditi, dell’indice sintetico di affidabilità fiscale per tutti gli ISA e della proposta di Concordato preventivo biennale, software aggiornato in base alle disposizioni del decreto fiscale, il Dl 38/2026 che mercoledì scorso è stato convertito in legge dalla Camera.
22 Maggio 2026
Italia Oggi - Gianluca Stancati, Giacomo Ricco - Pag. 26
Impatriati e flat tax, confermata la non cumulabilità
Il Dl 38 /2026, convertito in legge, conferma il divieto di cumulare il regime della ‘flat tax’ per neo-residenti con quello agevolato per lavoratori ‘impatriati’, ripristinando una preclusione già prevista in passato. La modifica riguarda solo chi trasferirà la residenza fiscale in Italia dal 2027. Dal 2024, infatti, una lacuna normativa aveva aperto alla possibile cumulabilità dei due benefici, dopo la riforma del regime impatriati operata dal Dlgs 209/2023. Il nuovo intervento corregge tale vuoto inserendo un esplicito richiamo normativo al nuovo regime degli impatriati. La flat tax per neo-residenti resta applicabile ai redditi esteri con imposta sostitutiva forfettaria, oggi elevata fino a 300 mila euro. La norma non produce effetti finanziari negativi e potrebbe persino aumentare il gettito, dato il suo carattere restrittivo.
22 Maggio 2026
Italia Oggi - Giuliano Mandolesi - Pag. 26
Rottamazione con tolleranza
Con la reintroduzione dei 5 giorni di tolleranza cambia il calendario della rottamazione quinquies. In caso di pagamento in unica soluzione del dovuto il versamento sarà considerato valido se effettuato entro il 5 agosto 2026 (rispetto al 31 luglio). Stesso effetto trova applicazione sui termini di versamento dell’ultima rata del piano, qualora il debitore abbia scelto il pagamento dilazionato, che potrà essere corrisposta al massimo entro i 5 giorni dal termine ordinario fissato per la sua scadenza. Questi sono gli effetti della disposizione contenuta all’articolo 10 comma 2-bis del decreto fiscale, convertito in legge, che modifica parzialmente la disciplina della decadenza della rottamazione 5.
22 Maggio 2026
Italia Oggi - Francesco Cerisano - Pag. 27
Pacchi, più introiti senza tassa
Con l’entrata in vigore, a partire dal prossimo 1°luglio, del dazio europeo di 3 euro ad articolo, viene cancellata la tassa italiana di 2 euro sui mini-pacchi. Se da un lato in questo modo per il periodo luglio-novembre del 2026 per l’Italia sarebbe una perdita di 32 milioni di gettito, la differenza verrebbe ampiamente compensata dal fatto che il dazio europeo si applica non a spedizione ma ad articolo. E stando già ai dati illustrati da Sogei agli Stati generali delle Dogane su 12,6 milioni di spedizioni importate nel nostro Paese nel primo trimestre 2026 sono stati censiti 51,7 milioni di articoli. In pratica 4 articoli in media a spedizione. Uno scenario che, se confermato, renderebbe particolarmente vantaggioso per l’erario limitarsi ad applicare il dazio Ue, incassandone il 25%. Oltre a guadagnare di più, l’Italia recupererebbe il 50% dei traffici che ha perso nei primi due mesi di vigenza della tassa di 2 euro sui pacchi. Prima che arrivasse il decreto fiscale a rinviare tutto al 1°luglio.
22 Maggio 2026
Italia Oggi - Sara Armella, Tatiana Salvi - Pag. 27
Dichiarazioni in calo del 37%. Introiti a -18%
Slitta al 1°luglio 2026 la riscossione del contributo di 2 euro sulle spedizioni di valore inferiore a 150 euro prevista dalla manovra di Bilancio. Il decreto fiscale sposta di nuovo l’entrata in vigore di questo balzello nazionale, lasciando però intravedere la possibilità di un ripensamento del legislatore, considerato l’impatto negativo determinato dal solo annuncio di questa tassa sui traffici e considerata anche la concomitanza della nuova tassazione europea sull’e-commerce che scatta dal prossimo 1°luglio. La tassa nazionale rischia di sovrapporsi al dazio Ue di 3 euro su ogni articolo importato nell’Unione. La holding fee nazionale, come evidenziato dalla relazione al decreto fiscale, anticipa l’azione europea, ponendo dubbi di compatibilità con la normativa unionale. Altro aspetto di preoccupazione è l’impatto della nuova tassa di 2 euro sui traffici commerciali. L’annuncio del ‘dazio nazionale’ sui beni di modico valore ha determinato una diminuzione delle dichiarazioni H7 presentate in Italia del 37,38% con un calo degli introiti del 18,84%.