Rassegna Stampa Fiscale

12 Gennaio 2026
Il Sole 24 Ore - Dario Aquaro, Giovanni Parente - Pag. 5

Fisco, per app e 4 milioni di Pos dati allineati agli scontrini

Lotta all’evasione. Diventa operativa la misura della manovra 2025 che incrocia i dati di scontrini telematici e pagamenti Pos. Il gettito stimato è prudenziale ma l’obiettivo è ampliare i flussi informativi riducendo i ‘falsi positivi’. Da marzo una procedura consentirà agli esercenti di abbinare registratori telematici e Pos senza costi aggiuntivi. I pagamenti digitali crescono, spinti anche dal turismo e dall’uso di carte estere. Le associazioni di categoria chiedono attenzione su disallineamenti fisiologici. Restano nodi aperti su casi particolari, bonifici e gestione delle anomalie. Si sollecitano semplificazioni, dialogo con il fisco e una revisione delle sanzioni ritenute eccessive. 


12 Gennaio 2026
Il Sole 24 Ore - Giampiero Falasca - Pag. 6

Parità retributiva, è conto alla rovescia per le aziende

Entro il prossimo 7 giugno l’Italia è chiamata a recepire la direttiva Ue 2023/970 sulla trasparenza retributiva, fondata sul principio della parità di retribuzione per uno stesso lavoro o per un lavoro di pari valore. L’attuazione della misura richiederà un rilevante sforzo organizzativo, perché la parità retributiva smette di essere un obiettivo programmatico e diventa un sistema strutturato di obblighi e trasparenza, metriche comparabili e rimedi sanzionatori. Si tratta di impegni complessi, che rendono urgente l’avvio del percorso di adeguamento. L’articolo si sofferma sui punti sui quali le imprese sono chiamate a intervenire. In primo luogo emerge il diritto dei lavoratori di chiedere e ottenere dati sul proprio livello retributivo e sui livelli medi, disaggregati per genere, riferiti a categorie comparabili di lavoratori che svolgono lo stesso lavoro o un lavoro di pari valore. La direttiva incide anche sui processi di selezione. 


12 Gennaio 2026
Il Sole 24 Ore - Angelo Busani - Pag. 7

Tempi e decadenze, il bonus prima casa è un rompicapo

La legge 204/2024 ha trasformato il bonus ‘prima casa’ in un rompicapo, consentendo a chi ha già l’abitazione principale di acquistarne un’altra con la stessa agevolazione, a patto di vendere quella comprata in precedenza entro due anni dal nuovo acquisto. Prima il termine previsto era di un anno. Proprio questo allungamento dei termini ha creato un’enorme complicazione, perché il termine biennale si incrocia: con il termine annuale entro il quale va acquistata la ‘prima casa’ per non perdere il beneficio fiscale in caso di vendita della prima abitazione nel quinquennio che decorre dalla data di acquisto; con il termine annuale o biennale entro il quale occorre effettuare l’acquisto valevole per la maturazione del credito d’imposta che la legge concede appunto in caso di riacquisto della prima casa. L’articolo cerca di fare chiarezza sul bonus in parola diventato una torre di Babele. (Ved. anche Italia Oggi: ‘Bonus prima casa in tempi certi’ – pag. 27)


12 Gennaio 2026
Il Sole 24 Ore - Luigi Lovecchio - Pag. 12

Pagamenti Pa, compensazione forzosa con i debiti fiscali

A rischio gli onorari dei professionisti che saranno versati dal 15 giugno, se il beneficiario ha debiti verso l’agente della riscossione. La legge di Bilancio 2026 ha disposto, infatti, che scatterà una sorta di ‘compensazione’ forzosa con l’onorario maturato, rispetto alla quale non sembra che il lavoratore autonomo possa, nell’immediato, eccepire qualcosa. La misura interessa unicamente i professionisti e avrà efficacia a decorrere dai pagamenti effettuati dal 15 giugno 2026. La manovra 2026 ha infatti disposto che laddove una PA debba pagare delle somme a un professionista, la stessa è chiamata a verificare presso il sistema informativo dell’Ader se vi siano debiti scaduti. In caso di riscontro positivo, l’ente deve pagare direttamente l’importo dovuto all’agente della riscossione, ovviamente entro la capienza del credito vantato dal professionista. 


12 Gennaio 2026
Il Sole 24 Ore – Norme e Tributi - Andrea Antenucci, Fabrizio Cancelliere - Pag. 18

Intangibili, ok alla deduzione solo dopo impairment contabile

La legge di Bilancio per il 2026 cambia in via sperimentale il regime di deducibilità del costo dei marchi d’impresa, dell’avviamento e delle attività immateriali a vita utile indefinita, iscritti nei bilanci Ias/Ifrs. La deduzione sarà ammessa solo dopo l’imputazione a conto economico delle svalutazioni da impairment, nel limite annuo di 1/18 del valore. Le quote non dedotte prima della svalutazione saranno recuperabili negli esercizi successivi, sempre nel limite di 1/18. Si rafforza così il principio di derivazione dal bilancio contabile. Il regime previgente resta valido per gli asset già iscritti in bilancio. Non vi sono effetti sull’Irap e sono previste regole specifiche per beni provenienti dall’estero. 


12 Gennaio 2026
Il Sole 24 Ore – Norme e Tributi - Giorgio Gavelli, Renato Sebastianelli - Pag. 19

Debiti tributari, l’impatto sul fondo patrimoniale al test della Corte

Sul fondo patrimoniale e, in particolare, sul grado di ‘attaccabilità’ dello strumento si continua a dare la parola ai giudici di merito e di legittimità. Con la sentenza del 2016 i giudici hanno affermato che sarebbero contratte per scopi estranei ai bisogni della famiglia solo le obbligazioni sorte per finalità speculative o voluttuarie. Secondo la Corte spetta al debitore che si oppone alle iniziative esecutive dar prova non solo della regolare costituzione del fondo patrimoniale e della sua opponibilità al creditore procedente, ma anche del fatto che i debiti per i quali si intende procedere non sono stati contratti per soddisfare i bisogni della famiglia e, anche mediante presunzioni semplici, che il creditore era consapevole, al momento del perfezionamento dell’atto dal quale deriva l’obbligazione, che questa era contratta per scopi estranei a tali bisogni. Quando il creditore è l’erario occorre fare attenzione a non incorrere nella sottrazione fraudolenta al pagamento d’imposta. 


12 Gennaio 2026
Il Sole 24 Ore – Norme e Tributi - Rosanna Acierno - Pag. 20

Niente Imu sulla casa dell’ex coniuge affidatario del figlio maggiorenne

Con la sentenza n. 241/1/2025 depositata lo scorso 25 novembre la Corte di giustizia tributaria di primo grado di Forlì ha affermato che la casa familiare continua a godere del regime di esenzione Imu in capo all’ex coniuge assegnatario di tale immobile e affidatario del figlio anche qualora quest’ultimo sia diventato maggiorenne, purché non sia ancora economicamente autosufficiente. Il caso analizzato riguardava l’impugnazione di un avviso di accertamento per l’anno di imposta 2020 con cui il Comune accertava un omesso versamento Imu in capo all’ex coniuge assegnatario dell’abitazione familiare e affidatario del figlio divenuto maggiorenne proprio nello stesso anno 2020. 


12 Gennaio 2026
Il Sole 24 Ore – Norme e Tributi - Giampiero Giuliani - Pag. 21

Iva, su dotazioni e provviste di bordo il nodo dell’imbarco in porti stranieri

L’Agenzia delle Dogane e dei Monopoli, nella circolare 24/D del 10 settembre 2025, ha evidenziato che il manifesto di merci in partenza è idoneo a comprovare l’effettivo imbarco di dotazioni e provviste di bordo su navi e aeromobili, consentendo l’applicazione del regime della non imponibilità di cui all’articolo 8-bis del Dpr n. 633/1972, ovviamente in presenza degli altri presupposti soggettivi, oggettivi e territoriali. Il documento puntualizza che le formalità doganali per le cessioni delle dotazioni e delle provviste di bordo previste dalla lettera c), paragrafo 2, dell’articolo 269 del Codice doganale unionale richiedono la bolletta d’esportazione e ‘hanno come unica finalità di fornire alle autorità dello Stato membro una prova dell’avvenuto imbarco. Non vi è nessun altro effetto ai fini doganali sulle merci in argomento’. 


12 Gennaio 2026
Italia Oggi - Bruno Pagamici - Pag. 6

Iperammortamento ai raggi X

Il nuovo iperammortamento si inserisce in continuità con le misure Transizione 4.0 e 5.0, ma solo per quanto riguarda i rigorosi oneri burocratici che disciplinano l’agevolazione fiscale riferita ai beni funzionali alla trasformazione tecnologica e digitale. Introdotta dalla manovra 2026, la maggiorazione delle quote di ammortamento deducibili dei beni strumentali è regolamentata dal decreto attuativo del Ministero delle Imprese e del made in Italy che introduce le definizioni operative necessarie all’applicazione dell’iperammortamento, sul cui iter procedurale vigila il GSE. Il decreto Mimit prevede una procedura di accesso che si articola in 3 step: l’impresa beneficiaria deve effettuare una comunicazione preventiva relativa agli investimenti; successivamente, entro 60 giorni dalla ricevuta della notifica da parte del GSE deve comprovare il pagamento di un acconto del 20% del costo di acquisizione; da ultimo, segue una comunicazione di completamento dell’investimento.


12 Gennaio 2026
Italia Oggi - Franco Ricca - Pag. 8

Il Fisco fa chiarezza: Iva dovuta sulle cessioni delle zone bianche

La nozione fiscale di terreno edificabile lascia incerte le aree prive di destinazione urbanistica (‘zone bianche’), creando dubbi sul regime Iva o registro. In linea generale, i terreni non edificabili sono esclusi dall’Iva, mentre quelli edificabili sono imponibili. Secondo la legge, un’area è edificabile se tale nello strumento urbanistico generale comunale. Le zone bianche sono aree senza pianificazione, ma con una edificabilità minima e provvisoria prevista dalla legge. L’Agenzia delle Entrate ha ritenuto che tale limitata edificabilità sia sufficiente per assoggettare le cessioni a Iva. Di parere opposto il Consiglio del Notariato, che considera irrilevante un indice edificatorio così ridotto. Resta aperto il contrasto interpretativo tra Fisco e Notariato. 


12 Gennaio 2026
Italia Oggi - Sergio Trovato - Pag. 10

Notifiche societarie con rigore

La Corte di cassazione, con l’ordinanza n. 31857 del 6 dicembre 2025, ha precisato chi è legittimato a ricevere gli atti destinati alle persone giuridiche. La notifica dell’atto a una società diversa deve essere effettuata presso la sede con consegna al legale rappresentante, a un soggetto incaricato o all’addetto alla sede. Qualora quest’ultimo ritiri l’atto e sottoscriva l’avviso di ricevimento, si presume il conferimento dell’incarico. Tra i soggetti incaricati della consegna presso la sede non rientra il familiare convivente. I giudici di piazza Cavour ammettono la consegna del plico al legale rappresentante o alla persona addetta alla sede quando l’atto venga notificato a una persona giuridica. Come anticipato sono esclusi i familiari conviventi dai soggetti autorizzati. 


12 Gennaio 2026
Italia Oggi - Dario Ferrara - Pag. 11

Cartelle Ader solo con riserva

Basta il ruolo per insinuarsi al passivo del contribuente. E questo anche dopo la riforma che ha reso non impugnabile l’estratto di ruolo: la norma, infatti, non interferisce con l’accertamento del passivo, ma opera su un piano diverso, vale a dire la legittimazione del debitore a impugnare il ruolo e la cartella in specifici casi di pregiudizio. Ma se il curatore contesta il credito tributario e scatta l’ammissione con riserva, spetta ad Ader attivarsi per chiederne al giudice lo scioglimento: in tal caso l’agente della riscossione può notificare la cartella per far decorrere i termini di impugnazione. Così la Cassazione civile nell’ordinanza n. 32399 del 12 dicembre scorso che fa chiarezza su una decisione di segno contraria della sezione tributaria. 


12 Gennaio 2026
Italia Oggi - Benito Fuoco - Pag. 12

Evasori totali, sì a detrazione Iva

Nell’ordinanza n. 31406/2025 depositata lo scorso 2 dicembre la Corte di cassazione tributaria ha stabilito che anche un contribuente qualificato come ‘evasore totale’ ha diritto alla detrazione Iva sui costi sostenuti per la sua attività, in base al principio di neutralità dell’imposta. Infatti, nell’accertamento induttivo puro, in dipendenza di una dichiarazione annuale Iva omessa gli importi ricostruiti dal Fisco includono già l’Iva. La pronuncia dei giudici di legittimità condivide i principi espressi dalla Corte di giustizia europea nella sentenza C-521/2019, che preserva il supremo principio di neutralità dell’Iva. In un’altra ordinanza, la n. 16471/2025 del 18 giugno 2025, però, la Cassazione ha stabilito che i ricavi presunti non possono ritenersi già comprensivi dell’Iva. 


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