Rassegna Stampa Fiscale

17 Giugno 2026
Il Sole 24 Ore - Giovanni Negri - Pag. 7

Indagini del Fisco, accesso ai conti più difficile

Sugli accertamenti tributari fondati su indagini bancarie la Cassazione cambia passo e con due ordinanze, la n. 19956 e la n. 19960, chiarisce che l’autorizzazione allo svolgimento delle investigazioni bancarie non può essere considerata solo un atto amministrativo, sottratto a una forma di controllo sui contenuti, se legittima l’ingerenza in una categoria di dati, come quelli bancari, che la Convenzione europea dei diritti dell’uomo e la giurisprudenza recente ritengono equivalenti a quelli più privati e suscettibili della massima tutela. Così sull’autorizzazione la Cassazione esige ‘un contenuto minimo idoneo a rendere verificabili anche ex post, i presupposti, l’oggetto e i limiti dell’ingerenza nei dati bancari del contribuente’. In caso di autorizzazione carente i giudici di legittimità affermano che ‘ove l’autorizzazione risulti mancante o inidonea, la documentazione bancaria acquisita è inutilizzabile, in quanto l’avviso di accertamento è invalido per la parte in cui la pretesa impositiva si fondi su di essa’. 


17 Giugno 2026
Il Sole 24 Ore - Laura Ambrosi, Antonio Iorio - Pag. 7

Novità applicabile anche per il passato Ma è il contribuente a doversi attivare

L’articolo 8 della Cedu e gli articoli 7, 8 e 52 della Carta dei diritti fondamentali Ue impongono una diversa qualificazione sulle autorizzazioni alle indagini bancarie. Secondo i giudici di Piazza Cavour nelle indagini in parola l’autorizzazione, pur restando un atto preparatorio e organizzativo, costituisce il titolo dell’ingerenza nei dati bancari del contribuente; perciò deve essere preventiva e resa conoscibile onde verificarne esistenza, data, presupposti, oggetto e limiti; se, a fronte di specifica contestazione, manca oppure non è allegata né resa conoscibile nel suo contenuto essenziale, le risultanze bancarie sono inutilizzabili e l’avviso è invalido per la parte fondata su di esse. Da tale principio derivano varie conseguenze. La prima è che l’autorizzazione deve precedere la richiesta di accesso ai dati bancari.


17 Giugno 2026
Il Sole 24 Ore - Marco Mobili, Giovanni Parente - Pag. 10

Pacchi, corsa contro il tempo per rinviare la tassa italiana

Senza un provvedimento dal prossimo 1°luglio scatterà la tassa italiana di due euro sulle spedizioni extra Ue che si sommerà al dazio Ue di tre euro. Potrebbe presentare un conto salatissimo questo ‘3+2’ destinato ad abbattersi su chi acquista online perché il rischio è quello di penalizzare l’intero settore della logistica nazionale. A mitigare parzialmente il problema è che il 25% del dazio Ue va riscosso da ogni singolo Paese di importazione. Questa misura potrebbe dunque attenuare l’impatto della mini tassa italiana per la quale in manovra era stato previsto un gettito di 122,5 milioni di euro per il 2026. Ricordiamo che la mini tassa italiana è stata pensata e voluta prima che il Consiglio europeo approvasse il dazio di tre euro sui pacchi sotto i 150 euro di valore complessivo proveniente dalla Cina o da un altro Paese extra Ue. (Ved. anche Italia Oggi: ‘Mini pacchi, contano i singoli ordini’ – pag. 27)


17 Giugno 2026
Il Sole 24 Ore - Giorgio Gavelli - Pag. 30

Congruità delle spese da valutare in base all’impresa o al mercato

Con 5 sentenze dello scorso 11 giugno la Corte di cassazione ha chiarito i criteri di deducibilità degli interessi passivi e il rapporto tra antieconomicità e inerenza dei costi d’impresa. Il caso riguardava una sub-holding italiana che aveva contratto finanziamenti infragruppo per acquisire partecipazioni, contestati dall’Agenzia delle Entrate come operazioni antieconomiche. La Corte di cassazione conferma che gli interessi passivi sono deducibili nei limiti dell’articolo 96 del Tuir, purché i finanziamenti siano collegati all’attività d’impresa nel suo complesso. L’inerenza va valutata in termini qualitativi e non quantitativi: non coincide quindi con la congruità o convenienza economica del costo. L’antieconomicità può rappresentare un indizio di non coerenza, ma non determina automaticamente l’indeducibilità dei costi, che richiede una prova concreta di sproporzione rispetto all’impresa o al mercato. Spetta al contribuente dimostrare l’inerenza dei costi. 


17 Giugno 2026
Il Sole 24 Ore - Giulio Andreani - Pag. 30

Registro sul valore netto dell’azienda trasferita

Con l’ordinanza n. 16636 dello scorso 27 maggio la Corte di cassazione ha smentito la tesi sostenuta dall’Agenzia delle Entrate in merito alla tassazione, ai fini dell’imposta di registro, del trasferimento di azienda eseguito mediante concordato preventivo con assuntore, attuato cioè a favore di un terzo soggetto che assume l’attivo e il passivo dell’impresa concordataria, provvedendo poi al pagamento dei creditori di quest’ultima nella misura prevista dalla sentenza di omologazione del concordato. Secondo i giudici di legittimità l’imposta di registro si applica al valore netto dell’azienda e non solo sulla parte attiva di essa. Dunque, la base imponibile deve considerare anche le passività aziendali. Bocciata la tesi del Fisco secondo cui l’imposta va calcolata solo sull’attivo. 


17 Giugno 2026
Il Sole 24 Ore - Alessandro Saini, Paolo Mandarino - Pag. 31

Deducibilità dei costi Pex, serve un coordinamento

Il nuovo Testo unico delle imposte sui redditi non risolve il problema del coordinamento tra la deducibilità dei costi di gestione delle partecipazioni e quelli legali alla cessione di partecipazioni in regime Pex. La riforma del 2003 ha introdotto un sistema che tassa gli utili al momento della loro produzione, prevedendo l’esclusione dal reddito del 95% dei dividendi e delle plusvalenze da partecipazioni. Per i dividendi, l’Agenzia delle Entrate riconosce la piena deducibilità dei costi di gestione, in coerenza con la tassazione del solo 5% degli utili percepiti. Diversamente, i costi direttamente collegati alla cessione di partecipazioni Pex sono considerati in gran parte indeducibili, secondo le Entrate. Questa posizione è stata contestata perché, dal 2008, anche le plusvalenze Pex sono escluse dal reddito al 95%, analogamente ai dividendi. 


17 Giugno 2026
Italia Oggi - Bruno Pagamici - Pag. 24

Le pmi messe a dieta sugli aiuti

Dalla lettura dello schema di decreto legislativo ‘Riforma degli incentivi in attuazione della legge delega n. 160/2023’ che ieri ha ottenuto il via libera definitivo dal Consiglio dei ministri emerge che due aiuti su tre gestiti dal ministero delle Imprese e del made in Italy sono stati cancellati. Si tratta degli incentivi destinati alle imprese di ridotte dimensioni e  appartenenti a particolari categorie ‘deboli’. Come la Nuova Marcora, il Fondo imprese femminili, il Sostegno alle start up innovative, gli interventi per il rilancio delle aree di crisi industriale, il Fondo per il credito alle aziende vittime di mancati pagamenti. Mentre si punta principalmente sul sostegno ai grandi investimenti delle imprese di maggiori dimensioni. 


17 Giugno 2026
Italia Oggi - Giuliano Mandolesi - Pag. 26

I sorvegliati speciali sono 7.562

Dai dati del Report integrato al bilancio 2025 di Sogei, che ieri ha ottenuto l’approvazione della Corte dei conti, emerge che sono 7.562 i contribuenti ad alto rischio, finiti, nel 2025, nelle liste selettive dell’Agenzia delle Entrate elaborate attraverso l’applicativo LASER, che indirizza l’attività degli uffici territoriali sulla base di specifici indicatori di rischio fiscale. Tra i soggetti monitorati figurano 3.836 contribuenti in regime forfettario, 2.419 persone fisiche con redditi ritenuti non coerenti con gli elementi informativi a disposizione del Fisco e 1.307 titolari di partita Iva caratterizzati da incongruenze relative ai costi dichiarati. 


17 Giugno 2026
Italia Oggi - Matteo Rizzi - Pag. 27

Parte la stretta sui professionisti

Durante la presentazione del Rapporto annuale 2025 il direttore della Uif, Enzo Serata, ha annunciato che presto scatteranno maggiori controlli su commercialisti, notai, avvocati, agenti immobiliari, commercianti di preziosi e operatori del gioco. Le autorità sono infatti al lavoro per rafforzare la supervisione sui soggetti non finanziari obbligati alla normativa antiriciclaggio, recependo quello che il Gruppo di azione finanziaria internazionale (Gafi) ha individuato nel report sull’Italia come la principale area di miglioramento del sistema nazionale di prevenzione. Dal rapporto emerge che sono state ricevute 162 mila segnalazioni di operazioni sospette, con un incremento dell’11,5% rispetto al 2024. La crescita è dovuta soprattutto all’aumento delle segnalazioni collegate a truffe e frodi informatiche. 


17 Giugno 2026
Italia Oggi - Francesco Sbraletta - Pag. 30

Crisi, è più facile uscire

La sezione civile del Tribunale di Roma, con la decisione dello scorso 7 marzo, ha affermato che l’Agenzia delle Entrate può approvare una proposta transattiva formulata nell’ambito della composizione negoziata anche oltre il termine massimo di 360 giorni, purché prima del deposito della relazione finale dell’esperto. Con questo principio i giudici capitolini rafforzano la centralità della transazione fiscale quale strumento di continuità aziendale. Nella composizione negoziata la transazione fiscale non si arresta automaticamente allo scadere dei 360 giorni. L’Agenzia delle Entrate può approvare l’accordo anche oltre la durata massima del percorso, purché ciò avvenga prima del deposito della relazione finale dell’esperto. Questa è la portata innovativa dell’orientamento espresso dal Tribunale di Roma. 


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