Rassegna Stampa Fiscale

21 Settembre 2026
Il Sole 24 Ore - Dario Aquaro, Cristiano Dell’Oste - Pag. 4

Patto fiscale, calcoli pronti per l’adesione in 6 studi su 10

Entro il 2 novembre circa 460 mila partite Iva che hanno aderito alla prima edizione del concordato preventivo biennale devono decidere se rinnovarlo o meno. La Survey del Sole 24 Ore del Lunedì evidenzia che per 9 professionisti su 10, la quota dei propri clienti interessata a rinnovare il ‘patto-fiscale’ è compresa nella fascia fino al 25%. Una platea in linea con quella delle imprese e degli autonomi che hanno aderito al concordato preventivo per il 2025-2025. Dunque, la Survey lascia spazio a una certa fiducia nel rinnovo del patto per il biennio 2026-2027, pur con l’incognita di una fascia di oscillazione piuttosto ampia e del fatto che – la scorsa settimana – dichiarava di aver già fatto i calcoli sul reddito proposto il 60% di partecipanti alla rilevazione. Il 40%, perciò, ancora brancola nel buio e potrebbe giovarsi del rating con le informazioni per inquadrare la propria posizione, che oggi il Fisco caricherà nel cassetto fiscale dei potenziali interessati. 


21 Settembre 2026
Il Sole 24 Ore - Marco Mobili, Giovanni Parente - Pag. 4

L’accordo biennale sarà in prima fila, nel Codice tributario

L’epilogo della riforma fiscale sarà il Codice tributario nel quale troverà posto anche il Concordato preventivo biennale. A dirlo nel corso dell’audizione in Commissione parlamentare di vigilanza sull’Anagrafe tributaria è stato il vice ministro all’Economia, Maurizio Leo. Il nuovo Codice sarà strutturato in una parte generale, dove saranno racchiuse le disposizioni sullo statuto del contribuente, sull’accertamento, la riscossione, le sanzioni, il contenzioso e una parte speciale che sarà rappresentata dai testi unici per le imposte dirette, l’Iva, i tributi minori ecc. Proprio nella parte generale troverà posto il Concordato preventivo. Infatti il meccanismo di proposta del reddito da parte del Fisco a una platea complessiva di 2,7 milioni di imprese e autonomi soggetti a pagelle fiscali è strutturale. Dunque, la prospettiva è quella di farlo rimanere nel tempo. 


21 Settembre 2026
Il Sole 24 Ore – Norme e Tributi - Pag. 18

Decreto Omnibus, Cpb, Iva giovedì a Speciale Telefisco Iscrizioni entro mercoledì

Settembre impegnativo per i professionisti del fisco. Lo scorso 12 agosto è entrato in vigore il decreto correttivo Omnibus che si affianca ai tradizionali impegni del mese, con l’invio delle dichiarazioni e la scelta per il concordato preventivo biennale. Proprio la scelta del patto con il fisco si presenta particolarmente significativa, visto che vanno in scadenza le opzioni per il 2024-2025, decisamente più numerose di quelle formulate l’anno scorso per il 2025-2026. Se poi si aggiunge il provvedimento dell’Agenzia delle Entrate dello scorso 28 agosto che ha acceso i riflettori per la liquidazione automatica in caso di omessa presentazione della dichiarazione Iva, il quadro è completo. Di questi e di altri temi d’attualità per la professione si parlerà nel corso di Speciale Telefisco, l’edizione annuale del convegno L’esperto risponde – Il Sole 24 Ore, in programma giovedì dalle 9 alle 13 in diretta streaming. 


21 Settembre 2026
Il Sole 24 Ore – Norme e Tributi - Davide Cagnoni, Angelo D’Ugo - Pag. 21

Start up e Pmi innovative, agevolazione Irpef-Ires in attesa del via libera 2026

Nell’ultimo decennio gli incentivi sugli investimenti a favore di startup e Pmi innovative hanno rappresentato un volano per le imprese nazionali, consentendo loro di attrarre capitali privati destinati alla ricerca, allo sviluppo e alla crescita aziendale. Il regime ordinario prevedeva una detrazione Irpef o una deduzione Ires del 30%, ma l’autorizzazione Ue è scaduta il 31 dicembre 2025 e, in mancanza di proroga, l’agevolazione non è operativa per il 2026. Il Governo ha però avviato la procedura con Bruxelles per un nuovo regime, puntando a renderlo retroattivo dal 1°gennaio 2026. Resta invece operativa la detrazione Irpef del 65% per investimenti fino a 100 mila euro annui in start up innovative. L’Agenzia delle Entrate ha chiarito poi che anche i contratti Safe possono beneficiare del 65%, già al momento del versamento, senza attendere la conversione in quote o azioni. Per gli investimenti effettuati entro il 31 dicembre 2025 e detenuti per almeno 3 anni, può ancora trovare applicazione l’esenzione dalle plusvalenze.


21 Settembre 2026
Il Sole 24 Ore – Norme e Tributi - Davide Settembre - Pag. 22

Codici errati indicati in dichiarazione: no sanzioni con istruzioni poco chiare

La Corte di giustizia tributaria di I grado di Siracusa, con la sentenza 1603 dell’agosto 2026, ha stabilito che il contribuente non può essere sanzionato se le istruzioni della dichiarazione dei redditi sono prolisse e poco chiare e generano obiettive condizioni di incertezza. Nel caso esaminato il contribuente impugnava una cartella con la quale era stato chiesto il pagamento di sanzioni per un tardivo versamento. Infatti, aveva originariamente omesso di compilare il Rigo RS480 della dichiarazione dei redditi, rigo che doveva essere compilato dai soggetti che sospendevano i versamenti d’imposta a seguito dell’emergenza Covid. Secondo il giudice monocratico durante la pandemia le disposizioni si sono più volte sovrapposte. Inoltre, la violazione formale determinata dall’incertezza è stata ininfluente sul calcolo del tributo. 


21 Settembre 2026
Il Sole 24 Ore – Norme e Tributi - Antonio Iorio - Pag. 23

L’accumulo di debiti con Fisco e Inps fa scattare la bancarotta impropria

Nella recente sentenza n. 30791/2026 della Cassazione penale si evidenzia che il sistematico omesso pagamento di debiti fiscali e previdenziali può costituire un’operazione dolosa rilevante ai fini della bancarotta impropria, se ha contribuito al dissesto societario; e in questa valutazione non ha importanza chi abbia chiesto il fallimento. Quando una società omette regolarmente di pagare imposte e contributi, il debito verso Fisco ed enti previdenziali, nel tempo, aumenta per effetto di sanzioni e interessi. Se questa esposizione contribuisce a portare l’impresa al dissesto e poi al fallimento, l’amministratore può rispondere di bancarotta impropria da operazioni dolose. La giurisprudenza attribuisce rilievo probatorio agli estratti di ruolo e cartelle esattoriali non contestate, ritenendoli base idonea per accertare l’esistenza del credito tributario e previdenziale. 


21 Settembre 2026
Il Sole 24 Ore – Norme e Tributi - Gian Marco Committeri, Chiara Lo Re - Pag. 23

Rimborsi Iva sui transaction cost, sì dell’Agenzia ma iter complicato

L’Agenzia delle Entrate ha riconosciuto la detraibilità dell’Iva sui transaction costs sostenuti dalle Spv nelle operazioni di Mlbo, consentendo anche il rimborso dell’Iva pregressa non detratta. Nella fase di liquidazione dei rimborsi emerge però il problema di coordinare il recupero dell’Iva con gli effetti già prodotti ai fini Ires e Irap. Se l’Iva era stata dedotta come costo, occorre infatti neutralizzare il precedente vantaggio fiscale per evitare un arricchimento del contribuente. Alcuni uffici chiedono dichiarazioni integrative Ires e Irap, ma questa soluzione non convince anche perché la mancata detrazione Iva era stata  una scelta consapevole e non un errore. Una soluzione più coerente sarebbe tassare l’Iva rimborsata come sopravvenienza attiva nell’anno del rimborso, senza riaprire le dichiarazioni precedenti. 


21 Settembre 2026
Italia Oggi - Franco Ricca - Pag. 9

Riscossione Iva sprint, si parte

L’Agenzia delle Entrate, con il provvedimento dello scorso 28 agosto, ha definito le regole per l’applicazione della nuova procedura alle ipotesi di omessa dichiarazione. Ci riferiamo alle nuove disposizioni dell’art. 54-bis1 del Dpr 633/1972, aggiunto dalla legge di Bilancio 2026, che ha introdotto per l’ipotesi di omissione della dichiarazione annuale una procedura di liquidazione pressoché automatizzata dell’Iva dovuta utilizzando fatture elettroniche, corrispettivi, Lipe e versamenti. La procedura prevede una comunicazione al contribuente, che entro 60 giorni può segnalare errori o elementi non considerati, come eventuali crediti Iva pregressi. La principale criticità riguarda proprio il contraddittorio, che potrebbe richiedere valutazioni giuridiche complesse e non semplici correzioni aritmetiche. Entro 60 giorni il contribuente può pagare imposta, interessi e sanzione ridotta a un terzo, senza possibilità di compensare o rateizzare. In caso di mancato pagamento, le somme vengono iscritte a ruolo con sanzione piena e interessi al 4%. 


21 Settembre 2026
Italia Oggi - Giancarlo Marzo, Jennifer Fuccella - Pag. 10

Il trust estero non parla italiano

Con la risposta a interpello n. 165 del 31 agosto 2026 l’Agenzia delle Entrate ha chiarito che il reddito che un trust estero trasparente imputa al beneficiario residente in Italia si determina tenendo conto delle regole fiscali dello Stato in cui il trust è stabilito e si tassa come reddito di capitale. Resta invece fuori gioco la presunzione dell’articolo 45, comma 4-quater, secondo cui l’intero ammontare percepito costituisce reddito quando non è possibile distinguere tra reddito e patrimonio, perché riguarda, in linea di principio, i trust opachi stabiliti in giurisdizioni a fiscalità privilegiata e non il beneficiario individuato di un trust trasparente. Il caso riguardava una cittadina statunitense da anni residente in Italia, divenuta beneficiaria di un trust californiano alla morte della madre avvenuta il 20 maggio 2025. Da quel giorno cambiano i redditi riferibili alla madre e quelli imputabili alla figlia. 


21 Settembre 2026
Italia Oggi - Benito Fuoco - Pag. 12

Sentenze, impugnazioni a 360°

Nell’ordinanza n. 24746/2026, depositata lo scorso 24 agosto la Corte di cassazione ha stabilito che quando la pronuncia di merito si fonda su una pluralità di ragioni distinte e autonome, ciascuna idonea a sorreggere il decisium sul piano logico e giuridico, il soccombente che ricorre presso la Suprema corte ha l’onere di censurare tutte le rationes decidendi. L’omessa impugnazione anche di una sola di esse determina l’inammissibilità del ricorso per difetto di interesse, poiché la motivazione non impugnata diventa definitiva e impedisce comunque l’annullamento della sentenza, a prescindere dall’eventuale fondatezza dei motivi proposti sulle altra ragioni. Nel caso in parola il Fisco è uscito sconfitto in quanto aveva impugnato solo metà della sentenza che le aveva dato torto sul classamento di due immobili, ignorando la motivazione di merito che riconosceva la corretta categoria più favorevole alle contribuenti. Inammissibile il ricorso dell’Agenzia. 


21 Settembre 2026
Italia Oggi - Alessandro Felicioni - Pag. 13

Il concordato preventivo premia

Il Consiglio nazionale dei commercialisti in collaborazione con l’Agenzia delle Entrate ha predisposto un vademecum che contiene regole, scadenze e novità del concordato preventivo biennale. Per il 2026-2027 il patto con il Fisco cambia passo su tre fronti: accesso più ordinato, decadenza meno automatica e vantaggi maggiori per chi rinnova. La guida, messa a disposizione lo scorso 16 settembre, illustra le scadenze e le novità del Dlgs 148/2026, chiarendo soprattutto un punto assai delicato: se l’adesione avviene in presenza di una clausola di esclusione, il concordato è privo di effetti, ma non si scivola nella decadenza. Sullo sfondo resta la data del 31 ottobre 2026, mentre per chi conferma il patto con il Fisco arrivano soglie premiali più alte e un nuovo ravvedimento speciale per gli anni dal 2020 al 2023. 


21 Settembre 2026
Italia Oggi - Giovanni Valcarenghi, Raffaele Pellino - Pag. 20

Assegnazioni e cessioni dei beni d’impresa ai soci al traguardo

Il 30 settembre scade il termine per concludere le operazioni di assegnazione o cessione agevolata dei beni d’impresa. Due i vantaggi fiscali. In assenza di beneficio i beni dovrebbero fuoriuscire al valore normale, con conseguente possibilità di evidenziare plusvalenze imponibili con le usuali aliquote; diversamente, sfruttando la norma agevolativa la valorizzazione può avvenire utilizzando i dati catastali e l’eventuale plusvalore può essere assoggettato ad una imposta sostitutiva calmierata. Il novero delle operazioni possibili è il seguente: l’assegnazione, ovvero l’attribuzione ai soci di beni aziendali in cambio con la riduzione di poste del netto; la cessione, vale a dire una normale operazione di trasferimento a pagamento o la trasformazione agevolata in società semplice, opzione riservata agli enti che hanno come oggetto principale o esclusivo lo svolgimento di attività di gestione immobiliare. 


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