La guerra in Medio Oriente avrà un forte impatto sull’economia mondiale, europea e italiana e non sorprende, pertanto, la decisione dell’Ocse di rivedere al ribasso le stime di crescita e al rialzo quelle dell’inflazione. Per l’Italia, il Pil 2026 è dato in aumento dello 0,4%, due decimi in meno rispetto alle previsioni di dicembre, e dello 0,6% nel 2027 mentre l’andamento dei prezzi per quest’anno è visto in crescita del 2,4%, contro l’1,7% di dicembre e quello del 2027 è confermato all’1,8%. Secondo l’organizzazione parigina l’economia globale, nel 2026, rallenterà al 2,9% rispetto al +3,3% dello scorso anno, mentre l’eurozona crescerà solo dello 0,8%. Sempre quest’anno, l’inflazione, nei Paesi del G20 salirà al 4%, 1,2 punti in più di quanto previsto a dicembre. Tensioni che si ripercuoteranno sulle scelte delle banche centrali, col rischio di un aumento dei tassi da parte della Bce. (Ved. anche Il Sole 24 Ore: ‘Allarme Ocse sull’inflazione Negli Usa al 4,2% nel 2026’ e ‘Pil, il Governo punta al +0,5% Resta l’incognita sul deficit 2025’ – pag. 2)
Rassegna Stampa Fiscale
27 Marzo 2026
Corriere della Sera - Enrico Marro - Pag. 32
L’Ocse: meno Pil e più inflazione
27 Marzo 2026
Il Sole 24 Ore - Marco Mobili, Giovanni Parente - Pag. 8
Fisco, dai microcontrolli sulle dichiarazioni incassi per 8,7 miliardi
Hanno fruttato 8,7 miliardi di incassi i microcontrolli sulle dichiarazioni dei redditi, a fronte di 8,7 milioni di comunicazioni di irregolarità trasmesse attraverso gli avvisi bonari. Dunque, nel bottino complessivo dei 36,2 miliardi di incassi complessivi dalla lotta all’evasione pesano anche le incongruenze nella compilazione della dichiarazione dei redditi. Si va dagli errori materiali e di calcolo commessi nella determinazione degli imponibili, delle imposte, dei contributi e dei premi alla mancata corrispondenza degli importi indicati con quelli versati in base ai modelli F24 presentati. In sostanza una prima grande scrematura delle dichiarazioni trasmesse al Fisco che può far trasparire irregolarità di compilazione. Non si tratta di accertamenti che richiedono una complessa attività di ricostruzione di imponibili evasi o di costi portati in deduzione che in realtà non potevano esserlo.
27 Marzo 2026
Il Sole 24 Ore - Laura Ambrosi, Antonio Iorio - Pag. 33
False fatture, per l’emittente sequestro limitato al vantaggio
Con la sentenza n. 10279/2026 la Corte di cassazione, sezione penale, conferma che il profitto del reato ascrivibile all’emittente delle fatture false non corrisponde all’imposta evasa da parte dell’utilizzatore di tali documenti. Nel caso analizzato dai giudici di legittimità l’amministratore di una società era stato accusato per aver emesso fatture per operazioni inesistenti al fine di consentire a terzi l’evasione dell’Iva. In primo grado, il Tribunale lo aveva condannato disponendo anche la confisca del profitto del reato. In appello i giudici lo avevano dichiarato non punibile per particolare tenuità del fatto. L’interessato faceva ricorso per cassazione che lo ha accolto in merito alla statuizione sulla confisca. Non è possibile, infatti, disporre la confisca in caso di proscioglimento per particolare tenuità del fatto.
27 Marzo 2026
Il Sole 24 Ore - La.Am., A.Io. - Pag. 33
La dichiarazione attenua i mancati versamenti
La Cassazione penale, con la sentenza n. 10289/2026, ha affermato che il reato di omesso versamento dell’Iva non scatta se la relativa dichiarazione annuale non era stata presentata alla scadenza del pagamento dell’acconto dell’anno successivo. Nel caso analizzato il legale rappresentante di una società cooperativa era stato condannato nei due gradi di merito per il reato di omesso versamento Iva dovuta in base alla dichiarazione per l’anno d’imposta 2016, entro il termine del 27 dicembre 2017. I giudici di piazza Cavour hanno accolto il ricorso sostenendo che il delitto di omesso versamento Iva non può configurarsi in assenza della presentazione della dichiarazione annuale da cui emerge il debito d’imposta.
27 Marzo 2026
Il Sole 24 Ore - Luca Gaiani - Pag. 37
Società di comodo, resta elevato il rischio di verifiche
La mini riforma 2024 sulle società di comodo ha ridotto alcuni coefficienti, ma non ha risolto criticità rilevanti. Restano penalizzate le immobiliari con fabbricati sfitti e le piccole imprese con beni dal costo storico elevato. Il coefficiente del 15% su impianti e macchinari è giudicato anacronistico e costringe spesso alla disapplicazione con rischio di accertamenti. La riduzione delle percentuali ha aiutato alcune società finanziarie, ma crea problemi con crediti infruttiferi. Persistono difficoltà per immobili non locati, anche per ragioni economiche, non sempre riconosciute dal fisco. Si chiede, quindi, una revisione della norma o almeno una riduzione dei coefficienti sui beni strumentali.
27 Marzo 2026
Il Sole 24 Ore - Alessandra Caputo - Pag. 37
Le ritenute non utilizzate dei soci possono essere riattribuite alla Stp
L’Agenzia delle Entrate, con la risposta n. 85 pubblicata ieri, chiarisce che le ritenute attribuite ai soci dell’associazione e non utilizzate possono essere riattribuite all’associazione anche se questa, nel frattempo si è trasformata in una società tra professionisti. L’interpello affronta un tema di particolare interesse per gli studi professionali coinvolti in operazioni di riorganizzazione. Il Dlgs 192/2024 ha infatti previsto il regime di neutralità fiscale per questo tipo di riorganizzazioni. Il caso analizzato riguardava una associazione professionale di consulenti del lavoro che dal 1°gennaio 2026 si è trasformata in Società tra professionisti (Stp). (Ved. anche Italia Oggi: ‘Stp, sì ritenute riattribuite dopo la trasformazione’ – pag.26)
27 Marzo 2026
Il Sole 24 Ore - Ilaria Ioannone, Gabriele Sepio - Pag. 38
Ets, rendiconto aggregato per cassa dal bilancio 2026
Il ministero del Lavoro ha predisposto la nuova modulistica (Modello E) per gli enti del Terzo settore con entrate non superiori a 60 mila euro che sarà applicabile solo a partire dal bilancio di esercizio 2026. La misura si inserisce nel solco delle modifiche all’articolo 13 del Codice del Terzo settore che ha introdotto la possibilità, per gli enti di minori dimensioni, di rappresentare entrate e uscite in forma aggregata. Una semplificazione attesa, che consente di ridurre il livello di dettaglio contabile senza sacrificare le esigenze di trasparenza. Il nuovo modello E mantiene l’impianto per aree di attività, distinguendo tra attività di interesse generale, attività diverse, raccolta fondi, attività finanziarie e patrimoniali e attività di supporto generale. A differenza del Modello D, tuttavia, le voci devono essere esposte in forma sintetica, con evidenza degli aggregati di entrata e uscita e dei relativi saldi.
27 Marzo 2026
Il Sole 24 Ore - Gabriele Sepio, Vincenzo Sisci - Pag. 38
Recupero Ici 2006-2011, dopo la proroga molti i nodi da sciogliere
Slitta al 30 settembre la scadenza per la presentazione della dichiarazione per gli immobili impiegati nel periodo 2006-2011 per lo svolgimento di attività ‘meritevoli’. In merito al recupero Ici degli enti non commerciali sono molti i nodi da sciogliere. In primis sul profilo soggettivo. La delimitazione degli enti non commerciali obbligati, ancorata al superamento della soglia di 50 mila euro di Imu-Tasi dichiarata o versata nel 2012 o 2013, richiede un chiarimento sulle modalità di computo degli importi, in particolare sulla loro cumulabilità su base nazionale e alla necessità di sommare gli importi dichiarati spontaneamente con quanto invece versato a seguito di accertamento. Anche sull’ambito oggettivo necessitano chiarimenti. La soluzione più coerente circoscrive l’obbligo dichiarativo agli immobili impiegati per le attività ‘meritevoli’. Questa soluzione esclude dal perimetro dichiarativo gli immobili destinati ad utilizzi diversi.
27 Marzo 2026
Il Sole 24 Ore - Giuseppe Latour - Pag. 39
Il Conto termico 3.0 riparte Il portale riapre il 13 aprile
Dopo lo stop di inizio marzo, il portale per l’accesso ai contributi del Conto termico 3.0 riaprirà il prossimo 13 aprile. Dunque, si rimette in moto l’agevolazione per l’efficientamento energetico destinato a cittadini, imprese e PA. Lo ha annunciato, ieri, l’amministratore delegato del Gestore dei servizi energetici (Gse), Vinicio Vigilante il quale ha sostenuto che il Conto termico è pensato soprattutto per i comuni sotto i 15 mila abitanti, dove il contributo può arrivare a coprire tutti i costi ammissibili. Previste misure anche a favore degli enti del terzo settore che gestiscono impianti sportivi, con premialità dedicate e la possibilità di prenotare gli incentivi. Questo consente agli enti di pianificare gli interventi, verificarne la fattibilità con il Gse e realizzarli anche negli anni successivi.
27 Marzo 2026
Il Sole 24 Ore - Maria Carla De Cesari - Pag. 40
Crisi d’impresa, dialogo tra fisco e commercialisti
Il 63° congresso dell’Unione nazionale Giovani dottori commercialisti è dedicato alla necessità di aprire spazi di dialogo con il Fisco. Per il presidente dell’Unione nazionale, Francesco Cataldi, si tratta di una sfida doverosa che si gioca sul versante della quotidianità: nella crisi d’impresa per cercare di preservare la continuità aziendale e perseguire il risanamento; negli adempimenti fiscali e per trovare soluzione rispetto a un avviso o a un accertamento; nel contenzioso tributario, dove ancora molte volte l’onere della prova ricade sul cittadino/azienda. Nella crisi d’impresa il recupero del credito è un parametro accanto all’obiettivo di salvare l’impresa. La collaborazione tra commercialista e Agenzia delle Entrate può consentire di superare i 360 giorni pur di concludere con successo la composizione negoziata. Per la transazione l’Agenzia deve individuare la genesi della crisi al fine di valutare il piano di rilancio e per farlo servono dati veritieri. Per questo propone la certificazione del revisore.
27 Marzo 2026
Italia Oggi - Luciano De Angelis - Pag. 24
Adeguata verifica semplificata
Antiriciclaggio. Il Consiglio nazionale dei commercialisti ha pubblicato i nuovi moduli sulla determinazione del rischio effettivo e sul riepilogo dei dati, delle informazioni e dei documenti acquisiti dal cliente. Più schematico appare anche il modello in tema di autovalutazione del rischio da parte degli studi professionali. Naturalmente si tratta della modulistica utilizzabile per l’adempimento degli obblighi a scopo di prevenzione e contrasto dell’uso del sistema economico e finanziario a scopo di riciclaggio e finanziamento del terrorismo nonché del finanziamento della proliferazione delle armi di distruzione di massa. La nuova modulistica tiene conto delle novità apportate dalle regole tecniche emanate il 16 gennaio 2025. A differenza delle regole tecniche che hanno un valore precettivo, la modulistica costituisce un ‘suggerimento’ di best practice.
27 Marzo 2026
Italia Oggi - Francesco Spurio - Pag. 26
Consolidato, nessuna violazione
La disciplina del consolidato fiscale italiano non viola la libertà di stabilimento delle persone giuridiche ed è quindi al riparo da censure europee. Sono le conclusioni dell’avvocato generale Juliane Kokott della Corte Ue di ieri espresse nella causa C-592/24, originata da un rinvio pregiudiziale della Corte di cassazione. Il caso riguarda società italiane di un gruppo francese a cui è stato negato il rimborso su interessi passivi indeducibili. Il beneficio del consolidato si applica solo a società incluse nel perimetro nazionale, escludendo alcune controllate estere. La Cassazione ha chiesto alla Corte Ue se ciò costituisca una discriminazione. L’Avvocato generale ritiene legittima la norma in quanto le situazioni non sono comparabili tra gruppi nazionali ed esteri. La limitazione non configura una violazione del diritto Ue.
27 Marzo 2026
Italia Oggi - Andrea Bongi - Pag. 27
Un concordato alla rovescia
Anziché incentivare i contribuenti meno affidabili il concordato preventivo biennale ha prodotto l’effetto di favorire quelli già affidabili ovvero quelli con punteggio Isa superiore a 8. Dalla lettura dei dati diffusi da Sogei emerge infatti che le adesioni maggiori provengono dai contribuenti già ampiamente affidabili, mentre restano basse quelle dei contribuenti meno virtuosi. Ciò suggerisce che le proposte del fisco siano state particolarmente convenienti a chi non aveva bisogno di migliorare il proprio profilo fiscale, consentendo loro notevoli risparmi d’imposta. Si può dire fallito, dunque, l’obiettivo di aumentare le basi imponibili e l’affidabilità fiscale. Dai numeri emerge che le adesioni più alte arrivano dai servizi, molto basse, invece, in agricoltura e manifattura. Occorre un ripensamento strutturale del meccanismo.